Friday, December 9, 2011

IV Edizione Pane & Olio 2011 Monterubiaglio

Anche quest'anno siamo in dirittura d'arrivo per la IV edizione di Pane&Olio organizzato dal Frantoio Cecci, La Sorgente del pane e la Champagneria di Orvieto in collaborazione con Pro-loco di Monterubiaglio e col patrocinio del Comune di Castel Viscardo. Sabato 10 Dicembre 2011 dalle ore 16,00 Vi aspettiamo presso lo storico frantoio Cecci sito nella splendida cornice di Monterubiaglio. Degustazione dei prodotti tipici locali all'Olio Novello abbinati al pane tradizionale Monterubiagliese e ai vini di Orvieto. L'intero incasso sarà devoluto in beneficienza ad AISM Associazione Italiana per un mondo libero dalla Sclerosi Multipla. Si ogni anno si rinnova questo appuntamento perchè il nostro paese ha un cuore immenso!!! Vi dico qualche novità sulle preparazioni che andremo a fare domani??? Oddio sono extra agitata...confusa e felice anche perchè come spesso accade noi "piccoli" non abbiamo mai il tempo di pubblicizzare l'evento a sufficienza. Le brochure sono arrivate solo 4 giorni fà ed anche adesso non ho il cavetto per scaricare la foto sul pc. Ho notato che quando alcuni eventi sono in rapida successione tenere a bada tutto non è per niente facile!! RAGAZZI::::)))) se siete nelle vicinanze di Orvieto esattamente Monterubiaglio non esitate a farci visita...VI ASPETTIAMO!!!
Si ringrazia la PRO-LOCO di Monterubiaglio e tutti quelli che saranno lieti di darci una mano. Si ringrazia: Cesaretti Luciano, Patrizio Sabatini, Andrea Sabatini, Cantine Monrubio e Salumificio Scianca.

Il Grano Saraceno

Il grano saraceno è pianta spontanea che appartiene alla famiglia delle Polygonaceae. Il nome scientifico, Fagopyrum deriva dalla combinazione del latino fagus(faggio) per via degli acheni triangolari affini e dal greco piròs (frumento). Non contiene Glutine perciò è adatto nell’alimentazione dei celiaci che mal tollerano la presenza di questa proteina. A causa delle sue caratteristiche nutrizionali e dell’impiego alimentare, questo vegetale viene spesso collocato, commercialmente, tra i cereali, nonostante tale classificazione sia scientificamente impropria, non appartenendo il grano saraceno alla famiglia delle Graminacee. E’ un alimento equilibrato ricco di ferro, magnesio e vitamine del gruppo B e E perciò fornisce in maniera ottimale energia e vigore fisico. Ha un azione drenante sui liquidi in eccesso e rivitalizzante sui reni e sulle ghiandole sessuali Originaria delle zone della Siberia e della Manciuria si dice che alla sua propagazione sia dovuta ai turchi che introdussero questa pianta in Grecia e tutta la penisola iberica. Forse da questo fatto che il nome grano saraceno derivi appunto dal grano dei turchi o saraceno. Ma altre ipotesi sostengono che il grano saraceno sia arrivato a noi attraverso l'Asia con il continuo flusso di migrazioni dei popoli mongoli che dalla Russia portavano il grano fino alla Polonia e Germania da dove si sarebbe diffusa nel resto di Europa. In Cina viene utilizzato per produrre il pane e nell’Europa dell’Est e ben conosciuto per la preparazione del porridge o per accompagnare piatti sostituendo così il riso Il grano saraceno mal sopporta le basse temperature ed è coltivato nelle stagioni tra la primavera e l'estate o tra l'estate e l'autunno ( colline e zone pedemontane) durante le quali esso riesce a svolgere velocemente il suo ciclo biologico. La semina è effettuata nella prima metà di luglio nei terreni dove era stata mietuta la segale. Il grano viene a maturazione nella seconda metà di ottobre: i gambi e le foglie si tingono d'un bel colore marrone, o rossiccio in attesa della mietitura. Viene raccolto in primavera. Preferendo terreni poveri e non fertili la sua estrema rusticità permette di ottenere senza l’ausilio di mezzi tecnici o interventi di natura chimica un prodotto altamente naturale da inserire nel circuito del biologico. Il grano saraceno con i suoi stupendi fiori produce abbondante nettare, è una delle specie preferite dalle api e la produzione di miele di grano saraceno è aumentata notevolmente in questo ultimo decennio. La farina di grano saraceno è l’ingrediente fondamentale per la preparazione di tanti tipi di piatti della Valtellina e delle Valli del Bergamasco: polenta taragna, pizzocheri, sciat e chisciöl (focaccia di Tirano). La farina che si ottiene dalla molitura degli acheni ha il più alto valore biologico rispetto a qualsiasi altro tipo di vegetale ed è ricco di fibra grezza che aumenta il senso di sazietà. Si presta anche a tantissime ricette a partire dalla pasta fresca come tagliatelle e gnocchi sino alla preparazione di crespelle, pane, pizza, biscotti e dolci. Anche se potrebbe apparire un alimento da utilizzare durante il periodo invernale il grano saraceno si utilizza per preparare gustose insalate o zuppe. Ultimi studi sul grano saraceno hanno provatol’esistenza di un principio attivo denominato D-Chiro-Inositolo che potrebbe rivelarsi fondamentale per la cura del Diabete. Questa sostanza agisce sul metabolismo degli zuccheri aiutando la ricettività dell’insulina nei soggetti malati. Pizza al Grano Saraceno con Stracchino, Rucola e Pomodorini Ingredienti 400 gr farina 0 ( Manitoba) 100 gr Farina Grano Saraceno 1 cucchiaino zucchero 1 cucchiano sale 16 gr lievito birra liofilizzato o 15 di lievito di birra 250 ml acqua Olio extra vergine q.b. 250 gr Stracchino Far sciogliere il lievito nell’acqua. Nel frattempo mettere le farine, il sale e lo zucchero in una largo contenitore e con l’aiuto di una forchetta mescolare le farine aggiungendo lentamente l’acqua. Con il lievito. Continuare ad impastare fino a che l’impasto non si stacca dalle pareti del recipiente. Far lievitare per 2 ore circa. Stendere l’impasto su carta da forno ungendo con olio extravergine. Aspettare un ulteriore lievitazione per 30 minuti Aggiungere lo stracchino a tocchetti su tutta la teglia ed infornare a 200° per circa 20 minuti. Quando la pizza è cotta unire la rucola condita con i pomodorini Torta di Grano Saraceno Igredienti 250 gr burro 250 gr zucchero 6 tuorli ( albumi a parte) 200 gr mandorle spellate 200 gr farina grano saraceno 70 gr farina 00 30 gr frumina o amido di mais 10 amarene 3 cubetti cioccolata fondente tritata 1 lievito P.Angeli Lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere i tuorli continuando a lavorare l'impasto, incorporare le mandorle finemente tritate, le farine setacciate insieme al lievito. Montare a neve ben ferma gli albumi e incorporarle all'impasto iniziale. Mettere l'impasto in una teglia ben imburrata e poi passata nella farina....fate cadere a pioggia il cioccolato con le amarene sul dolce ed infornare per 45 minuti a 180°!

Saturday, November 26, 2011

Degustibooks 2011 & Backstage

Carissimi amici,(sono le ore 3,34 del mattino e sto ancora in champagneria)mi aspetta il DEGUSTIBOOKS Quest'anno parto un pò più scarica del solito. O forse del previsto! Mi ero ripromessa che avrei scritto un articolo per pubblicizzare l'evento, questa bellissima e splendida manifestazione ma col fuso orario che mi ritrovo non sto dietro neanche alle ricette che scrivo. Devo ancora cenare, tornare a casa, fare la lista delle cose da portar via, fare la doccia e poi cercare di partire in condizioni decenti. Perciò visto che non so essere COOL & TRENDY dovrò cercare di trovare il tempo di passare alla piastra i miei 897888 milioni di capelli, fare un make up che tenga almeno per 3 o 4 ore e cercare di rimanere vigile e attenta per non perdere il passo. Perchè Maurizio se ha detto che mi passa a prendere alle 14.05 io devo essere lì minimo mezz'ora prima. Secondo me pesa i secondi e pesa il tempo come fà con i suoi dolci. "Dai dolcezza che si parte sono le 14,05 e 3 secondi netti!" Eh si Maurizio è l'unico collega supertecnologico: cellulare, palmare, I-phone, I-book, chiave usb, auricolare incorporato e soprattutto un KITCHEN AID nel bagagliaio della macchina munito di tutti gli accessori. Metti caso che ci si ferma all'autogrill lui è pronto ad impastarmi qualcosa di innovativo. E' l'unico uomo che viene contattato dalla Apple per sapere se le applicazioni che immetteranno sul mercato saranno valide o meno. Ed in cucina non scherza. CSI Maurizio sà quando e a che ora è stata macinata la farina che state usando per la vostra pizza. All'occhio da pasticcere non sfugge nulla. E allora fate un salto a comperare in libreria il suo ultimo libro "Torte per tutte le occasioni" Oltre 200 ricette facili e golose per colazioni, merende e feste in allegria. Io l'ho comperato SUBITO!!! Come lo definisce lui "un libro familiare" alla portata di tutti con dolci semplici per la prima colazione, per una merenda sana, dolci a farci semplicemente compagnia in un freddo pomeriggio invernale. Un libro che scalda il cuore già dalla sua copertina che adoro perchè sembra un libro di fiabe.
_______________________________________________ Ma ritorno al mio backstage!! La ricetta che presenterò sarà molto semplice un sovraccoscio di pollo ( vi giuro senza cellulite)ma non saprei come chiamarlo, come definirlo. Lui è un povero pollo che ho soprannominato per gioco "Pino" perchè oggi anche se conosci bene i tuoi polli qualche nome può mancare all'appello. E nella tristezza di quella misera cucina ho disossato 12 sovraccosci, disossando anche quello che in fin dei conti avrebbe dovuto servire per la dimostrazione. Santi numi. Come si fà ad essere un bravo chirurgo plastico in cucina??? Riattaccare l'osso al pollo e far finta di nulla??? Ecco per eccesso di zelo il mio Pino ha ancora un coscio integro....solo per voi cari amici che vedrete lo spettacolo finale al degustibook alle ore 17,00. Spazio Siemens Food Show condotto da Elena Farinelli: cucina dal vivo con Maurizio Di Mario e Velia De Angelis, chef della trasmissione di La7 Chef per un giorno e presentazione del libro Torte per tutte le occasioni di Maurizio di Mario, Newton Compton Editori ____________________________________ Sarà bello riabbracciare tutti......

Wednesday, November 16, 2011

Il cuoco, il pollo e la motocicletta: il primo chef eco-sostenibile

Cari Amici, con immenso piacere il 17 Novembre 2011 il mio caro amico e chef Sergio Maria Teutonico presenterà il suo libro IL CUOCO, IL POLLO & LA MOTOCICLETTA. Un titolo insolito,originale perchè è la prima volta che davanti a me prende vita, battezzato dal fuoco eterno dei fornelli il primo chef al mondo eco-sostenibile..... Sergio Maria che prepara i suoi manicaretti utilizzando fonti di calore alternative al punto da utilizzare la stessa marmitta della moto o il termosifone, lavastoviglie e magari anche l'asciugacapelli ( non lo so Sergio....se non leggo il libro non mi permetto, però con la piastra ti assicuro che i capelli vengono stiratissimi). "Un problema del tutto trascurato è l'impatto ambientale ed economico dei nostril piatti, di quanto costi mangiare in termini di risorse energetiche. Già lavarsi i denti chiudendo il rubinetto può essere considerato un primo atto di consumo responsabile. Esiste però un secondo passo possibile, che questo libro vuole suggerire, e cioè cucinare usando un’energia destinata ad andare dispersa: il calore generato da tutto ciò che si scalda mentre è in funzione". "L’acqua utilizzata per il lavaggio può raggiungere gli 85 °C ed è quindi immediato capire che quella temperatura potrebbe essere impiegata non solo per sgrassare i piatti sporchi, ma anche per cucinare i cibi che poi li sporcheranno". Questa l'avevo sentita su Radio Capital. Sergio me lo aveva accennato ma io pensavo davvero fosse uno scherzo. Poi l'avete mai provata la Torta alla lavastoviglie??? credo che domani appena arriverà la mia assistente inizierò a prepararla psicologicamente a sperimentare nuove tecniche di cottura. La stupirò con effetti TEUTONICI!!! IN PRIMIS devo comperare il libro....non mancherò di sicuro all'appello!!!!! Caro Sergio,ti penso in MICROONDE.....e arrivo sino al cuore!!!! in bocca al lupo!!!! E vi ricordo cari amici che il libro "Il Pollo, il Cuoco e la Motocicletta" di Sergio Maria Teutonico lo potrete trovare in libreria dal 17 novembre 2011: giovedì 24 novembre alle ore 18.30 presso Ayu, Corso Matteotti 7 - 10023 Chieri (TO) venerdì 25 novembre alle ore 21.00 presso Birrificio Grado Plato, Viale Fasano 36 - 10023 Chieri (TO) sabato 26 novembre alle ore 18.00 presso Degustibooks, Tepidario del Giardino dell'Orticoltura - Firenze sabato 17 dicembre alle ore 18.00 presso Kit Zen Cooking Show Room, Via Nazionale 61 - 35100 Raffa di Puegnago del Garda (BS)

Friday, November 4, 2011

Semplicemente Riso....una storia lunga 7000 anni

Il riso è uno dei cereali più importanti per l’alimentazione umana e costituisce ancora oggi alimento basilare per molte popolazioni. Originaria della Cina nella regione del delta del fiume Yangtze questa pianta iniziò ad essere coltivata circa 7000 anni fa. La ORYZA SATIVA è una pianta erbacea annuale della famiglia della graminacee che viene coltivata in condizioni di sommersione quasi permanente nel terreno. In Italia le più importanti zone produttrici di riso sono in Lombardia, Piemonte, Veneto. Viene chiamato risone il riso ancora rivestito dalle giumelle cioè gli strati più esterni prima della lavorazione. Il riso ancora rivestito è chiamato riso grezzo. La composizione chimica è diversa per il riso raffinato ( riso brillato) e per quello integrale, il contenuto di amido è dell’80% e i suoi granuli sono altamente digeribili. Le proteine sono mediamente intorno al 7/9% del peso della cariosside e sono localizzate soprattutto sugli strati esterni motivo per cui se ne perde una parte significativa con la raffinazione. La fibra si trova solo nel riso integrale e le vitamine soprattutto nella parte esterna del chicco. I Sali minerali sono fosforo, il potassio, il calcio, il sodio, il silicio, il manganesio e la stessa raffinazione provoca perdite saline intorno al 40/70% . I semi del riso sono molto simili a quello del frumento che dopo la trebbiatura viene lavorato seguendo alcuni processi importanti: Sbramatura: il riso vestito viene privato dalle giumelle ottenendo il cosiddetto Riso Svestito o Riso Integrale. Sbiancatura: i chicchi di riso vengono sottoposti per 3/5 volte all’azione di macchine che limano rimuovendo la parte esterna detta pericarpo. Cernita: Il riso viene sottoposto ad una cernita con un lettore ottico per eliminare i chicchi rotti difettosi o di dimensioni ridotte. Lucidatura od oliatura ottenuta mediante spazzole cosparse di olio di semi o vaselina che rende il riso lucido chiamato Riso camolino. Brillatura: tratta il riso con polvere di talco e glucosio in modo da eliminare completamente lo strato iniziale e si ottiene i riso brillato. Il riso parboiled si ottiene dal risone che viene bagnato trattato al vapore facendo in modo che tutti i componenti idrosolubili degli strati periferici della cariosside si diffondano all’interno. Ha un aspetto vitreo dal colore giallo bruno che a cottura ultimata assume una consistenza granulosa e gommosa. La classificazione del riso si basa sulle dimensioni della cariosside e sulla percentuale di amido presente che ne determinano gli impieghi in cucina ( fino, semifino, superfino, comune) Le sottospecie più diffuse e commercializzate sono la Japonica che racchiude moltissime tipologie: Vialone Nano, Ribe, Romanico, Arborio, Carnaroli che sono le più conosciute fino ad arrivare a dei risi con nomi meno comuni da sembrare quasi una squadra di calcio come San Andrea, Ticinese, Rizzotto, Baldo, Razza 77. Silla e Bonni. La sottospecie Indica o Asiatica raggruppa molte altre specie che vengono coltivate nei paesi asiatici come riso Basmati, riso Patna, riso Thai. Il riso venere dal colore nero viola prodotto di eccellenza della pianura Padana è un riso integrale anch’esso ottenuto da un incrocio con una varietà asiatica con tecniche del tutto convenzionali. In Cina era riservato solo agli antichi imperatori cinesi e alla loro corte perché prezioso e raro. Fù battezzato dagli italiani come riso venere in onore della Dea dell’amore. Il riso selvaggio degli indiani d’america si ottiene dalla Zizzania acquatica ed è commercializzato come Wild Rice con i suoi chicchi lunghi e sottili di colore scuro. Dalla macinazione del riso si ottiene la farina di riso, una farina finissima impiegata come addensante in molte preparazioni industriali specialmente in prodotti dell’infanzia. Da menzionare i fiocchi di riso ottenuti da chicchi lavorati grossolanamente ideali per la prima colazione ed il riso soffiato che viene cotto al forno ad alte temperature e successivamente in autoclave che col vapore acqueo e la pressione esercitata si ottengono dei fiocchi spessi e vaporosi. Il riso può essere invaso da parassiti e l’umidità è il suo nemico numero uno perciò la conservazione deve avvenire in ambienti freschi, asciutti e ben ventilati proteggendo il riso con adeguati imballaggi. Numerose aziende hanno adottato il confezionamento sottovuoto proprio per migliorare la conservazione di questo prezioso prodotto. TORTA DI RISO con Uvetta sultanina e Cioccolato Torta di riso Ingr. Per circa 6/8 persone 750 gr latte intero 200 gr riso vialone nano 100 gr zucchero semolato 50 gr burro 100 gr amaretti 3 tuorli 30 gr uvetta sultanina 50 gr cioccolato fondente in scaglie o gocce Bacca diVaniglia 1 limone grattugiato 1 bicchierino di liquore Far cuocere il riso in un pentolino con il latte e la vaniglia per circa 30 minuti e quando il riso avrà assorbito il latte si toglie dal fuoco aggiungendo il burro. Lasciare raffreddare il riso. Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero e versare il tutto nel riso amalgamando bene il tutto. Aggiungere uvetta, amaretti tritati, limone grattugiato, scaglie di cioccolato e per ultimi gli albumi montati a neve mescolando delicatamente dall’alto verso il basso. Infarinate leggermente una tortiera, versate il composto e cuocere in forno a 180° per 30 minuti.

Thursday, November 3, 2011

Nasce il primo direttivo dell'Associazione "Amici di Risate & Risotti"

Finalmente è stato eletto il primo direttivo dell'Associazione "Amici di Risate & Risotti" con Luca Puzzuoli presidente ed altri membri capaci di traghettare questa manifestazione verso la 5° edizione. Risate & Risotti Kermesse enogastronomica che nasce da una radice comune di parole con diverso significato: RISO come prodotto alimentare tanto piccolo quanto di proprietà nutritive, RISO come participio passato del verbo ridere. L'Associazione ha lo scopo di promuovere e valorizzare l'arte culinaria legata al re dei cereali "il riso" e promuovere l'arte umoristica tramite la conoscenza di grandi comici televisivi o teatrali. Insomma ridere e mangiare cercando di fare del riso il protagonista di serate speciali associandole al cabaret di qualità. Appuntamenti che vedono la partecipazione di cuochi locali e di grandi chef conosciuti a livello nazionale tra i quali Gabriele Ferron ( Ambasciatore italiano del Riso nel mondo) abbinati ad esibizioni di alcuni comici tra i più conosciuti ed apprezzati del momento.
Il 30 Settembre scorso Risate e Risotti è stato ospite al Top Show del Riso "Il Centro Italia - Orvieto" nell'ambito di RISITALY 2011, la 45^ FIERA DEL RISO. L'associazione è stata invitata dell'Ente Fiere di Verona a questa importante manifestazione enogastronomica nazionale ed internazionale che promuove il Riso Nano Vialone Veronese, unico riso d'Europa ad aver ottenuto il marchio I.G.P. "Indicazione Geografica Protetta" dall'Unione Europea. RISITALY si svolge per 26 giorni su un'area espositiva di mq. 90.000 di cui mq. 12.000 coperti, ospita 150 espositori (dalla Sicilia alla Norvegia, passando per la Cina, l'Australia, la Thailandia, gli Stati Uniti) ed oltre 500.000 visitatori provenienti da tutto il nord Italia e non solo. L'appuntamento propone un ricco programma di iniziative collaterali come concorsi gastronomici, visite guidate al territorio e monumenti locali, mostre, manifestazioni sportive e folkloristiche.
La presenza di "Risate&Risotti" la rassegna comico-gastronomica all'insegna del gusto e del cabaret al RISITALY ha costituito una significativa ribalta per la manifestazione orvietana. Ad Isola della Scala lo Chef Paolo Trippini ha interpretato l'eccellenza gastronomica orvietana ed umbra. "L'Ente Fiere di Verona - ha detto Luca Puzzuoli Presidente dell'Associazione - ci ha invitati a rappresentare Orvieto e le tipicità dell'Umbria a questo grande evento del riso. Ne siamo onorati perché significa che il lavoro fatto in questi anni ha avuto un risalto a livello nazionale e, attraverso RISITALY potrà ampliare le sue potenzialità. il 30 Settembre è stato il turno dello Chef Paolo Trippini che ha interpretato le eccellenze enogastronomiche orvietane ed umbre, e dal 'giullar cortese' Gianluca Foresi che ha portato a Verona la nostra identità locale e regionale. Questa missione è stata possibile grazie alle aziende: Gruppo Grifo Latte, Borgo Tessile e la Cantina dei Colli Amerini a testimonianza di una attenzione al territorio orvietano e all'Umbria". "Stiamo lavorando attivamente per realizzare anche la 5^ edizione di 'Risate&Risotti'. Siamo ancora ad una fase embrionale ma posso già anticipare che stiamo immaginando un periodo di svolgimento che possa comprende l'arco temporale che va da febbraio ad aprile 2012, perché vorremmo valorizzare anche location esterne oltre che il chiuso dei locali, e poi perché vorremmo legare a questa manifestazione una serie di pacchetti turistici che possano portare dei benefici concreti agli operatori locali. Per questo sin da ora - basta contattarci - è aperta a tutti gli operatori della ristorazione la possibilità di candidarsi a far parte del programma della 5^ edizione in cui vorremmo dare spazio alle varie tipicità che si legano al prodotto riso. Sarà una apposita commissione a valutare le varie caratteristiche e proposte di ristoranti e chef". "Siamo onorati che RISITALY abbia chiesto al Club Risate&Risotti di fare ad Isola La Scala una serata dedicata al Centro Italia e a Orvieto - ha dichiarato Gianluca Antoniella - ed è la prima volta che la nostra regione è presente a questa manifestazione, quindi c'è una emozione in più. Sulla scia del successo crescente che Risate&Risotti ha avuto in questi anni, viviamo la trasferta a Verona con una responsabilità ulteriore: quella di mostrare le professionalità e le eccellenze raggiunte dai nostri territori. Ci presentiamo con la novità del Club Risate&Risotti a cui attualmente sono iscritte 80 persone che hanno deciso di aderire ad un progetto enogastronomico che valorizza le tipicità dei vari prodotti. Deriva anche da questa forza condivisa la possibilità di fare bene e di agire sull'offerta turistica legata all'enogastronomia. Questa energia può concorrere a riequilibrare i troppi alti e bassi nelle presenze turistiche strettamente legate a particolari eventi, a cui assistiamo nella nostra città". "Dall'antipasto al dolce - ha affermato lo Chef Paolo Trippini - il menù che ha presentato al RISITALY 2011 è stato studiato per mettere in risalto il riso, ma nella declinazione dei prodotti tipici di Orvieto e dell'Umbria. Ecco allora la presenza del tartufo, dei funghi e del piccione. Da parte mia ho cercato di portare alto il nome del territorio e della ristorazione umbra a questa kermesse che è davvero importante e di livello internazionale".
"Sono felice di aver accettato l'invito a rappresentare Orvieto e l'Umbria a questa importante manifestazione nazionale ed internazioanle - ha sostenuto Gianluca Foresi - e riconosco al Club Risate&Risotti l'impegno che mette nel riconoscere nella nostra realtà locale ed in ambiti più vasti, la nostra professionalità di attori comici. Lo dico perché non è facile e non sempre avviene. Il loro impegno per mantenere in piedi una manifestazione annuale che sta riscuotendo successo anche fuori dalla Rupe, evidenzia la volontà di mettersi in gioco e di non stare alla finestra. Penso che questo impegno vada considerato e tutelato perché è un lavoro volto a rendere Orvieto sempre meno provinciale e più aperta al confronto nazionale ed internazionale. Per questo in futuro auspico per Risate&Risotti un pubblico e una professionalità di provenienza internazionale. Segno che la manifestazione cresce ed ha una sua identità. Ad Orvieto abbiamo energia, qualità ed eccellenze per fare molte cose". Grazie ad Atlantide Magazine

Saturday, October 29, 2011

Torta di Riso di Mamma Ada (Gabriele Ferron)

Era da molto che volevo fare questa Torta di Riso e alla fine dopo vari tentativi ci sono riuscita. La Ricetta è di Gabriele Ferron, il mago del riso come in molti lo definiscono ma anche uno dei migliori produttori di riso. Antica e Rinomata Riseria Ferron PILA VECIA riesce a tirar fuori prodotti di nicchia che spaziano dal Vianone Nano, Carnaroli, Riso Venere, Farina di Riso a macinatura fine, Farina di Riso a macinatura grossa ( Polenta di Riso). Andate sul sito e scoprirete anche il loro parco naturale: un ristorante fluttuante tra le risaie. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo tramite la manifestazione di Risate e Risotti. Lui non è solo l'ambasciatore mondiale del riso nel mondo ma anche un professionista che non lascia nulla al caso. Uno di quelli che oggi non si trovano più. Avevo trovato la ricetta sulla sua brochure di presentazione della sua azienda e poi dopo averla provata al ristorante del fratello Maurizio Ferron al Risitaly non vedevo l'ora di riproporla appena tornata a casa. Testarda come un mulo l'ho fatta per ben due volte e pur seguendo la ricetta passo passo mancava sempre un passaggio essenziale. Oggi armata di forza e coraggio ho chiamato Gabriele " ma sta torta perchè non è come quella che ho mangiato da te???" Non vi preoccupate non ci sono mai segreti nelle ricette dei grandi Chef....NOOOO....è solo che spesso chi trascrive le ricette magari scambia AMALGAMARE con SBATTERE ed io solo alla fine l'ho capito... dopo averlo infornato. E la conferma è arrivata proprio oggi da Gabriele " ma certo le uova vanno sbattute con lo zucchero molto ma molto bene". Sono precaria anche quando leggo le ricette....ma non ci posso credere!!!??? Scherzi a parte la prima volta non avendo la farina di riso ho usato una farina 00 ma è proprio la farina di riso a fare la differenza. Ingredienti per la Torta 1 litro di latte 200 gr Vialone Nano 400 gr zucchero 200 gr burro 300 g Farina di riso 5 uova vaniglia 1 bustina Lievito Pane Angeli 1)Cuocere il riso nel latte per 20 minuti con un un pizzico di sale e la buccia grattuggiata del limone. A cottura ultimata aggiungere una noce di burro. Amalgamare e far raffreddare. 2) In una terrina lavorare il burro con 200 gr di zucchero, la farina di riso, lievito e vaniglia. Al tatto sembrerà quasi una sorta di frolla che acquisirà una consistenza diversa una volta aver incorporato nell'impasto 5 albumi montati a neve (con un cucchiaio di zucchero) 3) in un altra terrina MONTARE i tuorli con 200 gr di zucchero ed una volta che saranno spumose aggiungere la vaniglia ed il riso raffreddato. 4)Imburrare la teglia ed infarinarla Sul fondo mettere l'impasto base facendo emergere sopra la crema di riso. Infornare per circa 60 minuti a 150°C. Stasera la torta era magnifica. E' finita nel giro di 40 minuti e usare la farina di riso mi ha dato davvero quella morbidezza tipica del pan di spagna ripieno di riso. Ora che faccio??? Mi dedico una bel caffè Haiti Komet accompagnandolo con una bella fetta di Torta di Riso di Mamma Ada.

Thursday, October 20, 2011

Cheesecake Sushioso delle Mascotte

Cari amici, eccoci qui a parlare di un dolce che amano in molti inclusa la sottoscritta. Il problema è trovare una ricetta unica che vada bene per tutti ma spesso non è così perchè si trovano versioni americane, italianizzate insomma il cheesecake non è un dolce italiano ricordiamolo. Solo il nome ci dice che CHEESE sta per formaggio e CAKE sta per dolce. Insomma un dolce a base di formaggio molle dal retrogusto un pò acidulo con un base dolce-sapida. A casa mia forse lo mangerebbero solo i miei nipoti visto che non tutti sono aperti verso nuovi sapori. Qui ancora vige la tradizione pura. Noi non andiamo oltre il ciambellone classico e la crostata. Raramente i biscotti o qualche Zuppa Inglese a fare capolino sulla tavola della domenica. Però se ricevo una mail da ILARY, una delle mie mascotte portafortuna (l'altra è ELISA) che mi chiede di fare un cheesecake per la festa del babbo che faccio???? Le ho detto di venire da me dicendole che lo avremmo fatto seguendo una ricetta classica ma cambiando qualche ingrediente di base. "Cambiando l' ordine degli addendi, la somma non cambia" si perchè la nostra ricetta era del tutto sperimentale. ADDIzionata da tante risate.....forse anche per quello che lo abbiamo soprannominato Cheesecake Sushioso perchè ricco, pieno e davvero gustoso. Ecco gli ingredienti: 250 gr Biscotti Digestive Mc'Vities 150 gr burro 20 gr zucchero di canna Sbriciolate i biscotti, unite lo zucchero di canna ed il burro fuso in modo da creare una base per il nostro cheesecake, Usate una teglia meglio se a cerchio apribile, del diametro di 22-24 cm; io incastro la carta forno nello stesso fondo della tortiera poi ungo con dell'olio di nocciole (anche burro va bene) tutta l'altezza dei bordi dandovi una spolverata di farina. Versate il composto di biscotti sul fondo livellando bene il composto aiutandovi con le dita o direttamente con un cucchiaio. Mettete la teglia nel frigo per un’ora in frigo Noi l'abbiamo tenuta in frigo circa 25 minuti ma non credo vi siano problemi se non si aspetta la fatidica ORA di frigo o freezer. PER LA CREMA 3 vaschette di Philadelphia da 250 gr 100 gr zucchero semolato 100 ml di panna fresca 4 uova/ due tuorli e due uova intere 100 gr farina 00 1 bustina di Lievito Pane Angeli Preriscaldate il forno a 180 gradi. Montate le uova con lo zucchero e sbattete il composto affinchè diventi omogeneo. Montate anche il formaggio con un pò di zucchero aggiungendo la vaniglia. Noi abbiamo utilizzato una bella bacca di vaniglia del Madacascar. Non adoro la vanillina. Ora mettete tutto insieme: uova sbattute ed il formaggio, mettete anche 100 ml di panna fresca. Amalgamate bene il tutto affinchè diventi cremoso e senza grumi. In questo momento setacciate la farina 00 ed il lievito e cercate di fare incorporare questi ingredienti. Versate la crema ottenuta nella tortiera e livellatela ed infornate a 180° per 40 minuti e a 150° per altri 20 minuti. Cercate di fare attenzione a non aprire il forno prima che il cheesecake sia pronto per evitare che si abbassi e non cuocia all'interno. Come cuoce??? La prova stecchino dopo una ora è sempre ben accetta. Ma se lo lasciate riposare altri 10 minuti a forno spento e la porta leggermente aperta sarà ancora più soffice e tenderà a non abbassarsi ulteriormente. Per la copertura: io avevo proposto una copertura di gelatina di amarene ma sarebbe andata bene anche un panna acida In America la chiamano Sour Cream, si può trovare in qualche supermercato più fornito, nel banco frigo, anche con il nome di Crème fraiche (di origine francese). Fare la panna acida è molto semplice: 125 gr di yougurt magro (senza zucchero) e 100 ml di panna montata, un cucchiaio di succo di limone.

Friday, October 14, 2011

Mousse al Cioccolato Valrhona

La Mousse al cioccolato è uno dei miei dolci preferiti. Semplice e veloce e superghiotta all'occorrenza. Con queste temperature che si abbassano repentinamente la voglia di cioccolato diventa quasi un MUST si può di sicuro sostituire la tradizionale tazza calda di cioccolato caldo con una bella mousse al cioccolato. Insomma si può mediare anche col dolce!!! Ingredienti per circa 12 coppette 8 albumi pastorizzati 8 tuorli pastorizzati 100 gr zucchero semolato 400 gr cioccolato fondente (io ho usato un buon Valrhona Guanaja al 70%) 500 ml panna fresca Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una spuma liscia e chiara. Fate attenzione quando mettete lo zucchero sui tuorli: fate in modo di montare subito il composto per evitare che si formino dei microcristalli di zucchero. Lo zucchero tende a cuocere il tuorlo e crea dei piccoli grumi che poi si avvertono al palato. Una volta che le uova saranno pronte, belle spumose aggiungente il cioccolato fondente liquido. Con una spatola cercate di lavorare velocemente affinchè il cioccolato venga incorporato dai tuorli. Montiamo gli albumi a neve ben ferma con lo zucchero. Amalgamate all'impasto anche gli albumi. DULCIS in fundo montate la panna ed incorporatela al resto. Un suggerimento: non montate troppo la panna per fare in modo che si venga incorporata meglio. Non vi preoccupate se sembrerà più liquida perchè avrà in modo di solidificare una volta messa a riposare in frigo.
Qui abbiamo parlato di usare uova pastorizzate: La pastorizzazione è un processo di riscaldamento applicato ad alcuni alimenti allo scopo di eliminare microrganismi non sporigeni patogeni o dannosi . Il procedimento deve il suo nome al chimico francese Louis Pasteur, che effettu la prima prova di pastorizzazione assieme a Claude Bernard il 20 aprile 1862. Diversamente dalla sterilizzazione, la pastorizzazione non ha lo scopo di uccidere tutti i microrganismi presenti nel cibo. Lo scopo è invece quello di ridurne il numero in modo che per un certo periodo di tempo non siano in grado di sviluppare effetti patogeni. Ma come si pastorizzano le uova??? Questa è una domanda da un milione di euro. Parlando con la pediatra di mia nipote ho semplicemente constatato che persino la pastorizzazione casalinga ha sempre un importanza rilevante se poi a mangiare certi dolci sono proprio i bambini. Certamente usando uova fresche dal supermercato è molto più consigliabile che usare le uova di casa. In un pentolino ho messo acqua, zucchero e glucosio e l'ho portato a 121°. Poi l'ho versato a filo sui tuorli montandoli prima a velocita' bassa e poi alzandola, e lasciando montare fino a completo raffreddamento. Non è difficile ma certo è che se si usano uova fatte dalle proprie galline ci esponiamo ad un rischio maggiore. I nostri polli ( e noi li conosciamo bene) non subiscono di certo trattamenti antiobiotici atti ad uccidere certi germi. Saranno buoni, belli e ruspanti ma ecco le uova che siano sempre cotte..... Il Pollo pure.....anche se come provocazione sarebbe bello chiedere al cameriere di turno un bel coscio di pollo poco cotto quasi al sangue.....ahhahha:))) "Le infezioni da Salmonella spp. possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua). I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione" http://www.epicentro.iss.it/problemi/salmonella/salmonella.asp

Wednesday, October 12, 2011

Conosci i MICI??? MITITEI

"Ciao Velia sai dirmi la ricetta dei MICI?" Ecco lì per lì ho pensato ad uno scherzo ma navigando nel web ho trovato che i MICI sono salsicce di carne mista cotti alla griglia. SVETY Aka LUCIA che viene dalla Moldavia mi ha spiegato che MICI in rumeno significa piccolo insomma MICI MITITEI piccole polpette di forma cilindrica di carne di manzo (talvolta mescolata con maiale o pecora) condita con aglio e pepe nero (a volte peperoncino) e una spezia chiamata Cimbru (il timo). Sono cucinati sulla griglia e possono essere serviti con senape, o con altre salse locali. Ma noi li abbiamo preparati a modo nostro anche perchè non abbiamo trovato " condimente pentru mici" * insomma la bustina addizionata con tutto quel ben di dio......ecco un piccolo consiglio: lo so che i Vampiri temono l'aglio e anche io faccio parte di quella famiglia. Andateci cauti!!!! Ingredienti dei MICI di SVETY più moldavi meno rumeni ma sempre BUONI!!! 500 gr carne macinata di manzo 200 gr carne macinata di agnello 200 gr salsiccia di maiale sale, pepe, peperoncino, maggiorana, origano, aglio fresco tritato, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, timo, curry in polvere, 1 uovo, 100 gr pane ammollato nel latte, Olio extra vergine q.b Diciamo che se riusciamo a mixare bene tutti questi ingredienti potremo ricavarne delle polpette cilindriche da cuocere al forno ( come ho fatto io) oppure da cuocere al barbecue. Piccolo suggerimento:accompagnate i mici con una buona senape.
L'idea di farli è uscita fuori grazie ad un amico del web Francesco Lepri ( la Svetlana lo chiama LEONE per la foto del profilo facebookiano)...lui ha domandato che cosa fossero....e noi qui a prepararli!!!

Saturday, October 8, 2011

Una mela per la vita....un dolce per viverla meglio!

L’8 e il 9 ottobre 2011 torna in 3.000 piazze italiane la storica manifestazione di solidarietà Una Mela per la Vita, promossa dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla e dalla sua Fondazione in collaborazione con Unaproa - Unione di Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli d’Europa - che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Giunta alla diciassettesima edizione, l'iniziativa ha lo scopo di sostenere la ricerca e i servizi dedicati ai giovani, i più colpiti dalla malattia. Quest'anno l'Associazione ha un testimonial d'eccezione, il cantautore Roberto Vecchioni, vincitore dell'ultima edizione del Festival di Sanremo.
In Italia, sono circa 63 mila le persone con SM: il 50% sono giovani, cui spesso, la malattia, viene diagnosticata tra i 20 e i 30 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti. Ogni 4 ore nel nostro Paese una persona riceve la diagnosi di sclerosi multipla. Una malattia cronica, invalidante e imprevedibile; una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Si manifesta con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio seguendo un decorso diverso da persona a persona.

Questo è ciò che ho trovato sul sito AISM.....per un mondo libero dalla sclerosi multipla. Questa campagna ha trovato posto nel mio cuore dopo aver conosciuto persone speciali che ogni giorno combattono questa patologia col sorriso sulla labbra. Un percorso difficile da accettare ma come disse una mia cara amica compagna di viaggio "Accettarla mi ha sollevato....mi ha fatto sentire meglio"
Se la vita impone un percorso di accettazione e sofferenza non passiva la sclerosi multipla può essere debellata.

Visto che oggi ho fatto un bel carico di mele mi devo mettere a lavoro.
Ho promesso ai miei compagni che avrei dedicato loro almeno un dolce alle mele....
Una mela per la vita.....ed un dolce per renderla meno amara.
La ricetta non è di mia proprietà ve lo dico fin da subito: è del mio amico pasticcere Maurizio di Mario. La ricetta base spesso subisce le variazioni più improbabili e meglio riuscite della sottoscritta. Potete aggiungere uvetta sultanina, gocce di cioccolato o persino del cocco. A volte cambio frutta ma ecco bisogna seguire dei piccoli accorgimenti.....la pasticceria è un pò come la chimica e la fisica e con un pò di impegno non si rischia di essere rimandati a Settembre....!!!


Torta Classica di Mele

1 kg Mele Golden
200 gr zucchero a velo
Uova 3 intere
120 gr latte
80 gr burro fuso
100 gr farina 00
1 lievito Pane Angeli
1/ limone scorza grattugiata
Sale Un pizzico
Cognac q.b.
Burro per la tortiera e farina q.b.

Sbucciate le mele, tagliatele più finemente possibile, aggiungete lo zucchero a velo, le uova leggermenete sbattute, il latte,il burro fuso ed infine la farina ed il lievito ben setacciati. Provate a mescolare affinche tutto diventi ben omogeneo.
Disponete l'impasto nella tortiera imburrata precedentemente e poi infornate a 170° per circa 40 minuti. Si presume che il forno sia preriscaldato.....
E' una torta semplice ma davvero gustosa.
Stasera riuscirò a postare qualche foto del dolce.........BUONA GIORNATA CARI AMICI!!!

Wednesday, October 5, 2011

Un caffè.....si con Gianni Frasi.....


Sono trascorsi 5 anni.. sembra ieri quando Gianni Frasi è spuntato nella mia vita. Una conoscenza lavorativa fatta in costiera che poi si è trasformata in una speciale amicizia fatta di collaborazione e di condivisione per le cose buone.
Per prendere il suo caffè mi sono dovuta addentrare nel suo mondo "psichedelico" e metafisico". Lui del caffè non mi ha insegnato la storia perchè quello che troverete qua sotto sono solo appunti presi dall'INFERNET ed assemblati con calma.
Perchè quel giorno quando sono arrivata alla sua torrefazione mi ero preparata con carta e penna per prendere appunti ma credetemi ho abbandonato tutto dopo i primi 10 minuti. Vedere la trasformazione di quella bacca piccola e tozza che col fuoco si gonfiava e cambiava colore aveva del magismo non indifferente.

Aveva già cacciato dal suo laboratorio un rappresentante che lo lodava troppo e al quale non poteva rendere onore come un Frasi DOC solitamente riesce a fare. Già aveva fatto un tentativo il giorno prima.
" Ieri ho specificato ci vediamo domani che oggi ho da fare...stamani mi si è presentato a casa alle 7...non c'ho visto più!" E lo ha cacciato con un fare così buffo ma elegante "Ancora non hanno capito che nel marketing dovrebbero includere la lezione su come non rompere le balle al prossimo!"

Tu fortunato che sorseggi in casa la tazzulella 'e cafè sgorgato dalla napoletana, e tu distratto che consumi il terzo espresso della giornata al bar, e tu tralignato che ti abbeveri alla macchinetta dell'ufficio. Ti rendi conto di quello che stai facendo? Hai sotto il naso...un segno della Gerusalemme celeste. Stai ingoiando un analogo microcosmico.. Forse partecipi addirittura a un riflesso dell'era messianica.

Un veronese che ha fatto del caffè la propria fede. Un torrefattore visionario che ha consacrato cuore, mente e tempo a questa fede, fino a non aver lasciato posto per altro nella sua vita. Forse il massimo esperto di caffè che ci sia in Italia. Ma guai a dirglielo: comincia a sbuffare come una moka e infine ti caccia.
Nei suoi discorsi, gridati anziché pronunciati, Frasi mescola religione, scienza, filosofia, esoterismo. Lo descrivono come presuntuoso, arrogante, misantropo, narcisista, integralista e sicuramente incarna tutti e cinque questi difetti messi insieme. Ma trabocca anche di umanità, se è vero che gli uomini, stando al cartello appeso sopra un orologio da parete proveniente da qualche fazenda brasiliana, "devono essere come il caffè: forti, buoni, caldi"

Dentro un laboratorio di pochi metri quadrati, battezzato Giamaica, dove i macchinari risalgono agli Anni 50, Frasi lavora più per sé che per la sua selezionatissima clientela di droghieri, baristi, pasticcieri e ristoratori. "Ho chiamato un affrescatore perché me lo dipinga bello in grande su quel muro: "Questa azienda non ha futuro". Infatti per ordine di Leopoldo I d'Austria io non posso andare a propormi a nessuno, né avere commessi viaggiatori, né portar via i clienti agli altri, né parlar male dei colleghi, né strappargli i dipendenti promettendo aumenti di stipendio". Già, lui è rimasto l'unico al mondo ad attenersi al dettato corporativo asburgico che impone "rispetto, onorabilità, disciplina, pietà e successione". Fu emesso dall'imperatore il 16 luglio 1700 "a scopo di protezione del mestiere", giacché in Vienna a quel tempo c'erano già ben quattro torrefattori cui era stato concesso il privilegio di tostare il caffè: un marrano, due austriaci e un croato.

L'obbligo della successione Frasi l'ha assolto: "Simone Fumagalli Figlio di mia moglie. Dovrei dire la mia compagna, ma mi ripugna. Non ha avuto bisogno d'iniziazione a di formazione. Sapeva tostare il caffè fin dal primo giorno. Non gli ho insegnato niente: solo mostrato come si faceva. Un apprendistato di grazia. La benedizione di questa casa>. La cui storia comincia in una botteguccia nel secolo scorso con i Prando, prosegue col loro socio Giovanni Erbisti, il fondatore al quale è tuttora dedicata l'unica miscela Giamaica, per arrivare infine ai Frasi. In particolare a Franco Frasi, che prima di occuparsi della torrefazione fu la bandiera del Verona Hellas negli Anni 50 e poi centromediano della Pro Patria Busto Arsizio, dove il figlio Gianni venne al mondo. Erbisti era il fratello di mia mamma. E l'uomo che mi ha messo la mano sul capo. Fino al 1975 ho fatto finta di andare a scuola: medie, superiori, un po' di università. Avevo l'impressione che tutti mi passassero sulla testa. Non mi accorgevo che invece mi passavano sotto i piedi.
Adesso il torrefattore legge solo René Guénon, il metafisica e orientalista francese che abbracciò l'Islam cambiandosi il nome in 'Abd Al Wahid,servo dell'Unico; chiude il laboratorio solo il mercoledì delle Ceneri, perché all'inizio della quaresima i Prando-Erbisti-Frasi hanno sempre fatto così; smette di tostare il caffè solo per cinque giorni a Ferragosto, quando nei silos non deve restare nemmeno un chicco.
Ed ecco che portare alle labbra una tazzina di caffè fumante non è solo un gesto comune ma anche un rito al quale non ci può sottrarre.
La storia, la nascita e persino l’etimologia del caffè sono avvolte nel mistero ma la parola qahwah parola che in origine, nel linguaggio arabo classico, indicava una bevanda che, prodotta dal succo estratto da alcuni semi, veniva consumata come vino rosso scuro, o, in generale, come liquido che, bevuto, provocava effetti stimolanti ed eccitanti, tanto da essere usato anche come medicinale.
Il significato, poi, si restrinse col tempo, trasformandosi da "qahwah" al turco "quahve' " cioe' caffe' nel vero senso della parola.
Questa definizione viene contestata da molti che sostengono che la parola caffè derivi dalla regione da dove si è originato cioè la Caffa in Etiopia.
Certo è che la scoperta e l’introduzione del caffè sono legate alla storia delle guerre, delle colonizzazioni. A Vienna, città in cui i turchi abbandonarono dopo l’assedio trecento preziosi sacchi di caffè, nacque nel 1683 il primo locale europeo che si ricordi: ‘Alla bottiglia blu’. Il successo fu immediato quando un certo Kolschitzky mescolò il caffè con miele e latte ottenendo una bevanda simile al cappuccino servendovi a fianco dei panini a forma di mezzaluna ( forse i futuri croissants).
In Italia invece furono i veneziani i primi ad usare il caffè. Infatti intorno al 1570, durante il periodo in cui i grandi velieri solcavano il mediterraneo, il caffè fece ingresso nel nostro paese. Ed ecco che nella Venezia di Giacomo Casanova corteggiatori e innamorati usavano inviare alle proprie elette vassoi traboccanti di cioccolata e caffè. Basti pensare che nel 1763 Venezia contava già 218 botteghe dedite alla vendita di questo splendido prodotto.
Ancora oggi il caffè rimane per eccellenza la bevanda energetica per eccellenza e possiamo anche dichiarare che è uno dei pochi prodotti che rimane in una fase di eterna ascesa.
Il mercato globale di settore consta di circa 90.000 milioni di dollari. Il Brasile da solo produce quasi un terzo della produzione mondiale. Tra i produttori, al secondo posto,troviamo il Vietnam che da poco tempo ha superato la Colombia ed in netta crescita produttori mondiali come il Messico, l’India e l’Etiopia.
Il nome scientifico è Coffea Arabica, pianta del caffè della famiglia delle Rubiacee e l’origine è la regione della Caffà in Etiopia.
Abbiamo anche altre tipologie oltre la “Coffea Arabica”, la Coffea Robusta, la Coffea Liberica e la Coffea Excelsa. .
È una pianta perenne che può raggiungere anche i 10 metri di altezza ma nelle piantagioni non supera i 2 metri e mezzo con più ramificazioni e fogliame ovale verde scuro.
I fiori stellati bianco crema sono profumatissimi ed il frutto rosso è una drupa molto simile ad una ciliegia contenente uno o due noccioli ciascuno dei quali avvolge un seme con una faccia dorsale convessa.
La raccolta viene effettuata quando il frutto del caffe' giunto alla giusta maturazione assume appunto un colore rosso.
Si evita sempre di cogliere bacche di diversa maturazione rischio che si incorre utilizzando i macchinari moderni .
Il caffè viene trattato ulteriormente asciugatura il caffè viene steso al sole e all'aria per una settimana con spazzolatura per rimuovere eventuali impurità .
I chicchi del caffè vengono separati per colore e grandezza e poi tostati affinché raddoppino la loro grandezza originale cambiando in colore e densità.
Quando la temperatura interna raggiunge i 200° il chicco inizia ad assumere il colore marrone scuro ( tonaca di frate). Ed ecco il caffè pronto per la macinatura.
Gianni Frasi torrefattore veronese che ha fatto del caffè la propria fede e forse uno dei più grandi esperti di caffè che ci sia in Italia afferma “E’consono alla dignità di quest'opera, che prevede la freschezza senza eccezioni. Come ogni vita, anche quella del caffè comincia a decadere 36 ore dopo la tostatura e termina inesorabilmente dopo 60 giorni. Negli Anni 50 si consegnava il caffè ai bar tre volte la settimana per garantire al massimo grado questa freschezza”
Riconoscere un buon caffè espresso basta dedicare attenzione all’esame della tazzina, sempre calda se non bollente perché il calore permette una maggiore concentrazione di sostanze odorose: la crema bella densa deve avere un bel colore nocciola e lo zucchero dovrà discendere molto lentamente. Il cucchiaino dello zucchero deve rigorosamente essere caldo per evitare che la temperatura interna si abbassi e che la crema scompaia nel giro di pochi secondi.Dal punto di vista nutrizionale il caffè è una bevanda dallo scarso apporto calorico che provoca effetti benefici sul nostro organismo. E’ sempre meglio non abusarne vista la sostanza nervina della caffeina che agisce sui nostri centri nervosi provocando un benessere generale, sollecitando i riflessi e mantenendoci attivi. Aiuta la concentrazione facilitando la percezione degli stimoli sensoriali allontanando la stanchezza psichica e fisica, la noia e gli stati depressivi. È anche un cardiotonico perché migliora il tono arterioso senza alterare la pressione sanguigna ma è da evitare per chi soffre di tachicardia e stati di ansia.

Per questo motivo ci vado cauta....soffro di ansia e sinceramente se devo provare faccio una telefonata a Gianni sorseggiando una bella tazza di Caffè...naturalmente targata Giamaica caffè. Oggi in carta qui alla champagneria....

Sunday, May 1, 2011

Simbolo e mito dell'era moderna: il piacere di scoprire lo Champagne



“Una bottiglia di champagne sopra una tavola e, velato dal freddo, un bicchiere dal gambo sottile. Migliaia di catenelle dorate ininterrottamente salgono in superficie ricordando ad ognuno, che affinché questo si compia, le mani dell’uomo hanno sapientemente toccato quella bottiglia più di duecentocinquanta volte! Il berlo, un viaggio nella delicatezza e nel sogno”


Bollicine per brindare al nuovo anno, ad un nuovo amore o ad un evento speciale .
Secondo un articolo uscito pochi giorni fa sull’International Herald Tribune la vendita di Champagne non hai mai conosciuto un periodo più roseo, coinvolgendo paesi come Cina Russia e Arabia Saudita.
Chissà cosa avranno combinato i reali d'Inghilterra col matrimonio del secolo: le news credo attendibili dicono che William & Kate hanno brindato con bollicine francesi. I 300 ospiti del ricevimento serale brinderanno infatti con uno Champagne Pol Roger non vintage da 30 sterline alla bottiglia. Non il migliore degli Champagne, certamente economico, ma a quanto pare molto amato dai critici.

Pol Roger non millesimato accompagnato da tartine. Io sarei lì in fila solo per bere champagne perchè come diceva Madame de Pompadour "lo champagne è l'unico vino che lascia bella una donna dopo averlo bevuto!" e se lo diceva lei.....sarà pur vero!!!!!

A tutti gli appassionati ed amanti persi dello Champagne l’apertura di una singola bottiglia può evocare una magia speciale. Lo Champagne è stato per secoli identificato come indiscutibile emblema delle occasioni speciali e del vivere alla moda e nel lusso.
In quasi tutti i paesi vinicoli del mondo si producono vini spumanti con il metodo della rifermentazione in bottiglia e con le stesse medesime uve usate nello Champagne, tuttavia la classe e l'eleganza di questi migliori vini è nella maggior parte dei casi incomparabile con quella dei migliori Champagnes. Perciò la denominazione Champagne spetta esclusivamente a quel prodotto che è stato concepito nell’omonima regione francese e secondo determinate regolamentazioni
La storia enologica dello champagne inizia con l'arrivo dei Romani e con l'introduzione della cultura e religione Cristiana nelle popolazioni dei Galli. Plinio fu il primo autore a parlare dei vini di quella zona in toni elogiativi
Poi arrivò Dom Pérignon che nel 1668 fu nominato cantiniere dell’Abbazia di
Hautvillers presso Epernay.
Con il suo intuito cominciò ad elaborare il vino che si faceva in zona. Avendo un palato eccezionale iniziò ad individuare le uve da utilizzare a tal proposito migliorando uve e vigneti. Quello che non si compì in migliaia di anni di viticoltura fu prodigiosamente messo a punto in pochi decenni di sperimentazione.
Dom Pérignon pignolo ed esigente dettò regole rigide sulla coltivazione delle viti e che avevano l'obiettivo di ridurre drasticamente le rese con lo scopo di aumentare la concentrazione del vino e pretendeva che le uve fossero pigiate subito dopo la raccolta, da compiere rigorosamente prima delle 10 del mattino. Fu il primo a vinificare e mantenere separate le uve provenienti dai vari vigneti, ritenendo che ogni singola vigna fosse capace di dare qualità proprie e uniche: in altre parole fu il primo ad applicare il concetto di cru.
Ed ecco che le bollicine iniziarono il loro viaggio alla fine del 1600 trionfando alla reggia di Versailles e fra l’aristocrazia delle corti europee.
Anche Winston Churchill in tempo di ristrettezze economiche si era ripromesso di non superare le tre bottiglie.
Lo champagne non è altro che il nome del territorio, Campus in latino e poi Champaign appunto un ampia pianura.
Questa regione è una delle più vecchie province francesi a nord est di Parigi con capoluogo a Reims e due territori vicino a Cognac. Lo Champagne è il vino che si produce solo nel territorio di Reims perché proprio da lì sono nate le bollicine.
La regione occupa 40.000 ettari e più di 30.000 sono coltivati a vite. La zona che comprende circa 300 villaggi è suddivisa in 3 grandi aree: la montagna di Reims, La Valleè della Marne. La cote de blanc e altre due zone non meno importanti Côte de Sézanne (Costa di Sézanne) e Aube (o Côte des Bar).
Il territorio è un striscia di terra lunga 130-150 km e larga da un minimo di 300 metri fino a d un massimo di 3 km.
Questa regione si trova ad una latitudine che offre un clima piuttosto freddo e questo influisce enormemente sulla produzione del vino.
Le uve coltivate nella Champagne e con le quali si può produrre il celebre vino sono lo Chardonnay - responsabile della finezza ed eleganza - il Pinot Nero - responsabile per la struttura e gli aromi - e il Pinot Meunier, a cui si riconosce il merito di aumentare la ricchezza e la complessità aromatica di frutti così come la struttura.

“Metodo Champenoise”

Fermentazione: Gli Champagne sono sottoposti a due fermentazioni. La prima (fermentazione alcolica) avviene in cuves (grandi tini) di acciaio inossidabile e talvolta in fusti di legno; la seconda (presa di spuma) avviene in bottiglia. Dopo la prima fermentazione si aggiungono zuccheri e lieviti, dopo di che si imbottigliano (tirage) e si lasciano le bottiglie in posizione orizzontale, per molti mesi nelle cantine a temperatura costante (10-11°C). I lieviti provocano una seconda fermentazione, trasformando lo zucchero in anidride carbonica ed alcool; la finezza del perlage e la sua persistenza nel bicchiere dipendono dalla cura con la quale si segue questa seconda fermentazione (che deve essere lenta ed a bassa temperatura) e della durata dell’invecchiamento. Solitamente non meno di 15 mesi fino a 36 mesi sui lieviti .
Alla fine della presa di spuma la pressione interna raggiunge circa le 6 atmosfere e la gradazione alcolica aumenta di circa un grado rispetto alla gradazione iniziale.


Le bottiglie poste nelle “pupitre”vengono sottoposte ad oscillazione e movimenti rotatori, un processo chiamato remuage, ossia cercare con la rotazione di staccare completamente il sedimento-feccia verso il collo in modo da poterlo eliminare con la degorgement


Dégorgement: La sboccatura ha il compito di eliminare il deposito formatosi nella bottiglia durante la presa di spuma e si effettua dopo il remuage. Il collo delle bottiglie capovolte viene immerso in una soluzione refrigerante a meno 25°C, che congela circa 2 cm. di vino e forma un ghiacciolo che ricopre le feccie.
Togliendo il tappo provvisorio, la pressione interna espelle il ghiacciolo che incorpora le fecce.
La piccola quantità di vino e di spuma fuoriuscita viene rabboccata con la liqueur d’expédition che ogni singola casa produttrice aggiunge usando la propria ricetta. Poi la bottiglia è tappata definitivamente col classico truciolo di sughero multistrato.
Lo champagne è prodotto in diversi tipologie ed ognuno di questi è creato da un vino base detto Cuvèe composto da diverse annate soprannominati Sans Annèe o Non Vintage oppure da vini diversi della stessa annata che sono denominati Millesimè o Vintage.
La Cuvèe normalmente è composta da un numero variabile di vini ( 30-60) spesso anche oltre.
Perciò Champagne creati da un solo tipo di vino sono un eccezione.

Gli Champagne esclusivamente prodotti con Chardonnay sono definiti Blanc de Blancs (Bianco da Bianchi); quelli prodotti esclusivamente con uve a bacca rossa, cioè Pinot Nero e Pinot Meunier, da soli oppure insieme, sono definiti Blanc de Noirs (Bianco da Neri).

Per gli Champagne Rosé, considerati dagli intenditori come i più raffinati ed eleganti sono in genere più costosi dei bianchi....ma a noi piacciono le bollicine a prescindere. Brindiamo......Briandiamo!!!!

Thursday, April 28, 2011

Scampo con Crema di Mandorle & Roveja

Pisum arvense Fam. Leguminose

di "Angelo Passalacqua"

Un legume di antichissima origine, prima di essere addomesticato dall'uomo cresceva selvatico un pò ovunque. Chiamato semplicemente pisello selvatico, localmente prende vari nomi, roveja e rubiglio sono i più noti.
La roveja richiede molto lavoro manuale, le rese sono basse, tutti fattori che spiegano il progressivo abbandono della coltivazione in grandi estenzioni. Certo, si accontenta di aree marginali, inadatte ad altre coltivazioni più redditizie ma, per avere una produzione sufficiente, bisogna mettere molte piante.

Ma non dimentichiamo che chi l'ha assaggiata afferma ne valga la pena!

Un prodotto dal nome spagnoleggiante non credevo davvero fosse un legume della nostra terra. Durante il Vinitaly abbiamo avuto la fortuna di trascorrere una serata nella tenuta CA DEL BOSCO, Erbusco, con visita in cantina Aperitivo nella Cupola Storica con Franciacorta Satén 2006. Grandiosa cena preparata dal Ristorante "da Vittorio" 3 stelle michelin ....che ci ha regalato forse una delle serate più belle, gustose e divertenti mai provate. Il menu esclusivamente dedicato agli invitati (cena in onore di...tutti noi...nome per nome)

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SCAMPO con CREMA di MANDORLE e ROVEJA


Ingredienti per circa 4 persone
12 scampi
1 spicchio di aglio
1 sedano
1 carota
un rametto di timo
Olio Extra vergine
10 gr mandorle salate tostate
1 spicchio di aglio
Olio extravergine
una patata lessa
100 gr di Roveja lessate
sale e pepe q.b

Lessare le patate con la buccia aggiungendo carota, sedano e cipolla e le chele degli scampi. Quando le patate sono pronte passatele al setaccio aggiustate di sale e pepe, olio extravergine. In un tegame soffriggere l'aglio e ripassare la roveja aggiungendo delle erbe fresche come il timo. Scottare gli scampi ( precedentemente sgusciati) sulla padella con pochissimo olio. Salate solo da un lato.
Col minipimer lavorare le patate schiacciate aggiungendo le mandorle, 3 cucchiai del fumetto di pesce, olio ev q.b. Se possibile ripassare la crema di patate e mandorle ancora al setaccio ( questo è il metodo Marcello Valentino).

Adagiare la crema di mandorle sul piatto, tre scampi al centro ed intorno la roveja..........Timo fresco e Buon Appetito. Non vi dico cotto e mangiato...
visto che per cuocere la roveja ci vuole MOOOOOLTO tempo!!!!!

Tuesday, April 26, 2011

SQUISITO BLOG La finale blog dei blog 2011

Veramente quando ho ricevuto il messaggio da un mio caro amico non potevo crederci "Velia sei in finale per il Premio di SQUISITO Blog dei Blog 2011" categoria chef"
Squisito
Ringrazio Squisito di questa opportunità, ringrazio

chi ha fatto la nomination ( anche se in epoca di Grande Fornello la nomination non è mai positiva)e ringrazio tutti quelli che fino ad oggi mi hanno sostenuta. Ohhh dico sostenuta.....si vede che non mi reggo più in piedi???

Ci siamo per la volata finale ecco i finalisti per il PREMIO BLOG DEI BLOG 2011:
CHEF
Dolcemente il blog di Maurizio Santin
Peccati di Gola di Luca Montersino
Velia's cooking style di Velia De Angelis

Cucina (ricette) 2011
Giallozafferano
La Banda dei Broccoli
Sorelle in pentola

Fotografia 2011
Juls' Kitchen
Mon petit bistrot
QuartoSenso Café

Giornalista 2011
BBQ4All
La Cucina di QB
Luciano Pignataro Wine Blog

Vino 2011
L'Arcante
Nonsolodivino
Stralci di vite

Si potrà votare, non più di una volta per categoria, fino a venerdì 29 aprile alle ore 23.59.

Il link diretto per votare è http://www.squisito.org/blogcafe/

* blog di kruger.agostinelli

Wednesday, April 13, 2011

Mamma Agata nel paese delle meraviglie..........Simple, Genuine & Unique!!!

Forse avrei dovuto dire che le vere passioni nascono non solo dalle tradizioni ma anche dal cuore. Ho avuto modo di conoscere Mamma Agata nel 1998 quando con la figlia Chiara lavoravamo in una piccola agenzia di consulenza turistica a Ravello. Io ero alle mie prime armi. Il Pc era un mezzo nuovo, c'era Internet e la posta elettronica. Tutti mezzi di nuova generazione che all'epoca suonavano rivoluzionari. Chiara oltre ad ad essere proprietaria dell'agenzia era Executive sale manager di uno dei più grandi e lussuosi Hotel al mondo Palazzo Sasso. I corsi di cucina che offriva Mamma Agata all'epoca erano già di un divertimento puro: cucina semplice basata su ciò che c'era di più genuino. Io facevo da interprete agli stranieri. Il mio inglese ancora improbabile ma ricco di sfaccettature. Mamma Agata ripeteva "mo parlamm pure etrusco eh??!" proprio per richiamare l'attenzione
E papa Salvatore "Tu si na faricatrice indefessa" che tradotto significava che sono una che lavora duro....perchè quando c'era da mangiare beh cari amici io ero in prima fila. E mamma Agata incalzava "Addo mangiano duie, ponno mangià pure tre" ed ecco che al tavolo si aggiungeva un posto in più...il mio!!!
I racconti della sua adolescenza quando giovinetta già cucinava nelle case delle grandi star. Io le chiedevo sempre "ma com'era Jaqueline Kennedy?" e lei "bella, solare, gentilissima sempre tranquilla e di buon umore. John John si tuffava in piscina con la rincorsa ed io li a preoccuparmi che si facesse male. Jacqueline invece era lì....nascosta dietro i suoi occhialoni da sole che sorrideva al figlio. Si vede che noi mamme italiane siamo troppo apprensive...."

Mamma Agata ha una location da sogno, immersa tra limoneti ed aranceti sospesa tra sogno e realtà. Una terrazza sull'infinito mare.

Al mattino mentre Agata preparava il suo famoso ciambellone al limone io mi degustavo il caffè con i miei 4 cucchiaini di zucchero..... Extra dolce.....mentre Agata rimaneva scioccata da tanta dolcezza. Mi rifacevo dopo pranzo col suo limoncello, nettare di limoni di loro produzione. Infusi di Carrube, Finocchietto, mandarinetto, Crema di limone..... Gradazione alcolica abbastanza elevata per me che fluentemente "spiccavo inglese come gnient'anfusse".
Nulla era lasciato al caso. Persino l'origano e le erbe del giardino sempre lì sul terrazzo affinchè i piatti fossero conditi con prodotti naturali.
Il genio di Chiara ha fatto il resto. Ha iniziato pian pianino a far fuouriscire quello che Mamma Agata e Papà Salvatore avevano sognato per anni unendo i suoi stessi sogni al marito Gennaro oggi grande sommelier.
Oggi che è uscito il libro che sta vincendo premi a raffica.....(povera Chiara ora è lei che deve salire a e scendere da un aereo all'altro) Mamma Agata continua a cucinare per tutti, per i nipoti, per gli amici e per la sua numerosa clientela che cresce di giorno in giorno. Perchè oltre che Simple & Genuine questo libro ha un anima speciale ed unica.....GRAZIE MAMMA AGATA!!!!
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Finalmente, dopo una lunga attesa, Mamma Agata rivelerà i segreti della sua arte culinaria in una raccolta che ha tutti i presupposti per scalare in breve tempo le classifiche dei libri di questo settore. Mamma Agata vi guiderà, passo per passo, nella realizzazione di ricette che inebriarono i palati di celebrità del calibro di Humphrey Bogart, Jacqueline Kennedy, Elizabeth Taylor, Susanna Agnelli e Federico Fellini, per citare solo alcuni di coloro che hanno avuto la fortuna di gustare le pietanze preparate da "Baby Agata" - come amorevolmente usava chiamarla Bogart – utilizzando prodotti semplici e genuini, coltivati nel suo orto.

Ora anche voi potrete ricreare gli intensi aromi ed i gradevoli profumi delle ricette di Mamma Agata e, grazie al ricco materiale fotografico, anticipare con la vista il gusto della sua pasta e fagioli o della famosissima torta al limone. Tra le altre ricette, menzioniamo la pizza fritta, il pollo al limone, gli gnocchi con pomodorini secchi, il roast beef, le marmellate, il pane e... tanto altro ancora!

Mamma Agata vi suggerirà quali ingredienti utilizzare, quali acquistare e quali, invece, ignorare per realizzare squisite ricette per voi e per i vostri ospiti, ricreando nel piatto la magia di luoghi che fanno dell'accoglienza e del saper vivere uno stile di vita!

Ma il libro di ricette di Mamma Agata è molto più che un semplice libro di cucina! Vi racconterà di come Fred Astaire e la sua anziana madre rimasero sbalorditi dalla semplice bontà di un piatto di spaghetti alla puttanesca o di quando cucinava per Liz Taylor e Richard Burton.

La vita di Mamma Agata: una incontenibile passione per la cucina, una contagiosa gioia di vivere e tanti sacrifici. In una sola parola: elegante semplicità!


Finally! the long anticipated culinary secrets of Mamma Agata are revealed! In what promises to be one of the most sought after Italian cookbooks of the century, Mamma invites you to stroll along side as she unveils the culinary secrets and recipes that have pleased the pallets of some of the world's most noted celebrities. Humphrey Bogart, Jacqueline Kennedy, Elizabeth Taylor, Susanna Agnelli and Federico Fellini are just a few that have relished the menus that "Baby Agata," as Bogart lovingly named her, created using genuinely pure and simple ingredients generated by her own garden.

Now you can create dishes filled with the same pleasing aroma and intense flavor that graces Mamma's kitchen. Browse through the many exquisite photographs as you anticipate the pleasure of creating Pasta e Fagioli or her world famous Torta al Limone for your own guests. Tempting recipes include: Lemon Cake, the Fried Pizza!, Lemon Chicken, Gnocchi with Dried Tomatoes, Roast Beef, Marmalades, Breads, and many more!

Mamma Agata will graciously walk you through her terraced gardens explaining how each ingredient is best used, which ingredients to purchase, and which to ignore. She'll show you, step-by-step, how to create mouth-watering menus that will transport your guests back to a time and place where friends were family, and each day was a reason to celebrate life!

But so much more than recipes! Listen to Mamma as she tells of Fred Astaire waltzing around the courtyard with her elderly mother after spaghetti alla puttanesca and serving the "naughty" Liz Taylor and her Richard Burton. Understand the very essence of Mamma's family and the incredible love that compelled them to humbly offer up everything they had to a community suffering the effects of the second world war.

Unbridled passion and untold sacrifices. Genuine love and inexplicable joy. Elegant simplicity, indeed.

Wednesday, April 6, 2011

Crostata alla Crema di Panna e Marmellata di Pompelmo Rosa

Sono mesi che sto utilizzando farine riso. Esperimenti che hanno fatto parte del laboratorio di Risate e Risotti. Ma la crostata con farina di riso è qualcosa di speciale, croce e la delizia per chi è ghiotto. Mi sono procurata una marmellata di Pompelmo Rosa e Scorzette tritate. Prodotto particolare fatto dal mio "guru" e mentore Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto. Ho provato tutte le marmellate, confetture e creme speciali, le sue ricotte, i suoi mieli, i suoi profumi naturali è la dimostrazione di come l'alta pasticceria inizi ben prima del laboratorio, nella natura.

Sono prodotti naturali al 100% senza conservanti e coloranti. Unico conservante naturale è lo Zucchero utilizzato in rapporto di 1:1....Attentato alla linea??? non importa se fa bene all'anima. Ecco la ricetta veloce veloce:

Ingredienti per una crostata media
gr 250 Burro crema di panna
gr 150 Zucchero semolato
4 tuorli ( di cui un uovo intero)
gr 400 di Farina 00
gr 50 Farina di Riso
16 gr lievito per dolci
vaniglia
limone grattugiato

Lavorare il burro o la crema di panna a temperatura ambiente con lo zucchero semolato, aggiungere le uova e poi pian pianino la farina. il lievito e tutto il resto degli ingredienti. Piccolo suggerimento se non avete una planetaria aiutatevi con una spatola per evitare di surriscaldare troppo l'impasto. Se l'impasto dovesse risultare umido aggiungete dell'altra farina alla bisogna. A volte temperature alte, umidità e persino la grandezza delle uova possono modificare sostanzialmente e a volte purtroppo irrimediabilmente ( non è vero) le proporzioni dell'impasto stesso.
Ora foderate lo stampo, stendete la vs pasta frolla su carta da forno se non riuscite a stenderla senza romperla. Ho visto donne in preda a crisi di nervi per la frolla "sfrollata" ma a tutto c'è rimedio.....calma e sangue freddo!

Ponete in mezzo la confettura, ultimamente utilizzo lo schiacciapatate per fare dei piccoli vermicelli che andranno a completare la crostata al posto delle classiche strisce. Infornate a 170° per circa 35(40 minuti.

Domenica 3 Aprile 2011 Festa in Piazza con RISATE & RISOTTI

Domenica 3 Aprile si è conclusa la 4° Edizione di Risate e Risotti. Festa in Piazza della Repubblica con la Famiglia Ferron pronta a far assaggiare il suo "risotto all'isolana" ad un pubblico orvietano che sempre di più ha iniziato a riscoprire il valore del riso. Bilancio più che positivo viste le presenze in piazza.
Dalla tarda mattinata in poi, stand da cui si sprigionavano profumi e colori hanno arredato la piazza che ha accolto più di 2.000 persone durante tutta la giornata, impegnate non solo a passeggiare, ma anche a gustare piatti di riso cucinato nientemeno che da Gabriele Ferron.

Ferron si è avvicinato all'arte culinaria da adolescente, appassionandosi in particolare alla cucina veneta ed al riso. Si è occupato di promuovere il Riso Vialone Nano Veronese, al punto da diventare Ambasciatore Italiano del Riso nel Mondo, per il cui ruolo è stato presente anche in Cina nel 2008, in occasione delle Olimpiadi di Pechino. Dagli anni '90 si è dedicato a corsi di cucina e a dimostrazioni di cottura del riso in tutto il mondo, con una passione che lo vede protagonista in varie trasmissioni televisive in Italia e in Giappone e che domenica scorsa lo ha portato nella piazza ad Orvieto, insieme alla sua famiglia, per presentare non solo il suo riso, ma anche tanta solidarietà ed un grande sorriso (che non guasta mai!).

Gli introiti derivanti dalla manifestazione sono stati devoluti infatti a favore dell'A.Ge Associazione Italiana Genitori che con lo slogan “Un chicco di riso per una rosa, tanti chicchi di riso per un roseto” perseguono l'obiettivo di creare un roseto didattico per i piccoli. Quegli stessi bambini che anche domenica hanno trovato un loro spazio gioco tra il mercatino slow food e gli oltre settanta volontari che si sono dati il cambio durante la giornata a servire il riso, le bruschette ed il vino delle cantine orvietane.

“Le serate sono andate tutte esaurite, con un gradimento oltre le nostre più rosee aspettative, anche se quella di maggior successo è stata senza dubbio quella al Teatro Mancinelli con il comico Cornacchione - ha dichiarato la chef Velia De Angelis, nota al pubblico televisivo per la partecipazione a varie trasmissioni, tra cui “Chef per un giorno” - ed anche per i cuochi che hanno partecipato è stato un modo per scambiare conoscenze ed impressioni. Certo, spesso la stanchezza ha giocato brutti scherzi - e con una risata che illumina gli occhi continua - pensate che ad una signora che mi chiedeva se organizzassi corsi per bimbi ho dato risposta negativa, perché in questo momento non posso prendermi il tempo per seguire un numero imprecisato di bambini... non capendo che si riferiva ad un'altra cosa!” (Il riferimento è ad un noto elettrodomestico di cucina)

Soddisfatti gli organizzatori della manifestazione Luca Puzzuoli e Gianluca Antoniella

che sono giunti alla chiusura di questa IV edizione con in tasca sicuramente non "un pugno di riso" ma tante idee per il prossimo anno. Ci si prepara già per la quinta edizione.

BEATRICE CECI http://www.tusciamedia.com

Thursday, February 17, 2011

Champagneria Orvieto 10 Febbraio 2011 RISATE & RISOTTI IV edition

Carissimi amici, la nostra giornata di Risate & Risotti è iniziata molto presto ma la serata è stata memorabile e possiamo dire che non solo ci siamo divertiti ma abbiamo mangiato anche bene. Vabbè nell'angolo cucina.....perchè noi cucinieri si mangia di nascosto nell'angoletto, lato lavastoviglie. Mentre il comico Emilio Pitzalis si prendeva gioco di noi. Risate e Risotti......bisogna sorridere! Viva il Riso e tutte le sue varianti.
Ringrazio vivamente Antonio Villani, Maria De la Paz, Salvatore del Sorbo e "me medesima" per la riuscita della serata. Ringrazio L'enoteca La Loggia Massimo Vittori che ha fornito lo Champagne per la serata, Decò Spazio Giardino casa che ha stampato i menu e omaggiato i nostri clienti di fantastici segnaposti e premio finale con estrazione.
Ringrazio Gabriele Ferron per il suo riso Pila Vecia, Vialone Nano, Carnaroli, Riso Venere che ci ha deliziato. Ringrazio Luca Puzzuoli fondatore di Risate&Risotti.

Il nostro menu

Millefoglie di Pesce Azzurro con schiuma alle erbe
Minestra di riso venere con gamberoni croccanti
Risotto con seppie, vongole e agrumi
Trancio di Spigola con arancino di riso e vinaigrette alla mentuccia
Tortino al cioccolato fondente con cuore di riso al latte e Rhum

Champagne Philizot &t Fils

Tortino di baccalà con cipolle caramellate "Brusc e Dulz"

Questa ricetta la ritrovo dopo ben 10 anni, era sulla mia agenda personale "pout Pourri" di cucina datata 1998. Un tortino di baccalà diverso e facile facile....

Ingredienti per 4 persone

600 gr baccalà lavato e ammolato
200 gr cipolle rosse
4 acciughe
farina di Riso
aglio
olio extravergine
un bicchiere di vino bianco secco, 2 bicchieri di latte, 30 gr olio extravergine, alloro, 2 patate medie lessate
pepe nero

per la salsa: 100 gr aceto, 100 gr zucchero, 50 gr uvetta, 50 gr pinoli

Soffriggere la cipolla con l'olio, bagnarle con il vino; aggiungere una foglia di alloro e far appassire piano piano. Mettere da parte il soffritto.
A parte soffriggiamo l'aglio, uniamo il baccalà passato nella farina e le patate a pezzi. Coprire con il latte ed olio e cuocere a fiamma dolce.
Passare il compisto in un cutter o tritacarne, passare al setaccio aggiustando di sale e pepe. Prepariamo la salsa: caramelliamo lo zucchero, bagnare con aceto già scaldato, lasciare sciogliere e poi unire l'uvetta ammollata e pinoli tostati.
Impiattare le cipolle caramellate, adagiare il tortino di Baccalà.....e guarnire infine con la salsa.

Wednesday, January 26, 2011

RISATE & RISOTTI 4° Edizione 2011

Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, torna ad Orvieto la kermesse comico-culinaria che lega l'evento gastronomico con un prodotto italiano d'eccellenza, il riso, al sano e spensierato umorismo dell'altrettanto caratteristica comicità italiana.
Il programma della manifestazione è stato presentato ufficialmente ieri sera (20 dicembre) al Caffè Montanucci. Tra i presenti anche alcuni rappresentanti dell’AGE (Associazione Italiana Genitori) di Orvieto, che quest’anno collabora insieme a Luca Puzzuoli di Multiservice Meeting & Eventi all’organizzazione di “Risate e Risotti” (parte del ricavato dell’appuntamento finale della manifestazione in programma il 3 aprile in Piazza della Repubblica sarà destinato alla realizzazione di alcuni progetti formativi).

Comicità e degustazioni doc nel programma della quarta edizione di “Risate e Risotti”, che prende spunto da quanto già proposto negli anni precedenti. L’idea si basa sulla possibilità di fare del riso, in tutte le sue varianti, il protagonista di serate speciali. Alla proposta enogastronomica viene associata per ogni appuntamento una performance cabarettistica di qualita’. Come location sono stati scelti vari ristoranti di Orvieto e del comprensorio e la splendida cornice del Teatro Mancinelli. La manifestazione, che si svolge nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2011, si articola in 10 serate che hanno inizio alle ore 20.30 e che vedono la partecipazione di grandi chef conosciuti a livello nazionale, tra i quali Gabriele Ferron (Ambasciatore italiano del riso nel mondo). Alla sua terza partecipazione a “Risate e Risotti”, il noto chef, oltre a cucinare per il pubblico di Risate e Risotti, il 26 febbraio al Palazzo del Gusto terrà una lezione sul riso alla quale parteciperanno i bambini dell’AGE.

Per ogni appuntamento della manifestazione viene presentato un menù diverso suggerito e preparato dai cuochi. Le location e i cuochi ospiti delle 10 serate di “Risate e Risotti” sono:

- “Champagneria di Orvieto” (P.zza Marconi), che il 10 febbraio ospiterà Antonio Villani, chef del Ristorante Il S. Pietro di Positano - Cantina “Le Velette” (loc. Le Velette, Orvieto) che il 20 febbraio ospiterà Iside Maria De Cesare e Romano Gordini del Ristorante “La Parolina” di Trevinano - Ristorante “Al San Francesco” (via B. Cerretti, Orvieto) che il 25 febbraio ospiterà Gabriele Ferron, Ambasciatore italiano del riso nel mondo, e il 4 marzo Marcello Valentino, chef siciliano noto per la sua cucina mediterranea - Resort “INNCASA” (loc. S. Giorgio, Orvieto), che l’ 11 marzo ospiterà Giuseppe Migliaccio del Ristorante La Enoteca di Rotterdam - Ristorante “il Saltapicchio” (P.zza XXIX Marzo, Orvieto) che il 18 marzo ospiterà Adelaide Melles, nota per il suo “ciambellone più soffice del mondo”, e Sandra Salerno, una delle food blogger più seguite ed apprezzate in Italia - Teatro Mancinelli (C.so Cavour, Orvieto), dove il 19 marzo a preparare una degustazione sarà lo chef Maurizio Di Mario della Pasticceria Adriano con la collaborazione della Compagnia dei Buongustai - Ristorante “Antica Rupe” (Via S. Antonio, Orvieto), che il 24 marzo ospiterà lo chef Paolo Trippini del ristorante Trippini di Civitella del Lago (PG) - “Sale & Pepe” (Orvieto Scalo) che il 1° aprile ospiterà Walter Tripodi della Frateria di Padre Eligio, Cetona (SI)

- Piazza della Repubblica (Orvieto) dove il 3 aprile dalle ore 11.00 cucineranno Ferron & Ferron (Appuntamento in collaborazione con AGE).

Per ognuna delle serate di Risate e Risotti si esibiranno ai fornelli anche gli chef locali dei ristoranti che ospiteranno gli appuntamenti: Velia De Angelis (La Champagneria di Orvieto), Francesco Abbatepaolo (Ristorante Al San Francesco), Giuseppina Carboni (Resort INNCASA), Valentina Santanicchio (Ristorante Il Saltapicchio), Mamma Angela (Ristorante Antica Rupe), Maria De La Paz (Ristorante Sale & Pepe), Maurizio Di Mario (Pasticceria Adriano) con la collaborazione della Compagnia dei Buongustai.

I cabarettisti coinvolti in questa nuova edizione di Risate e Risotti (molti sono di area “Zelig”), che si esibiranno nei ristoranti alle 21.30 circa, sono tra i piu’ conosciuti ed apprezzati del momento: Manlio Dovì, Emilio Pitzalis, Gianluca Giugliarelli, Massimo Bagnato, Marco Capretti, i Sequestrattori, Gianluca Foresi, Gianluca Irti, Alessio Avitabile, Alberto Caiazza. In Piazza della Repubblica si assisterà invece all’esibizione degli “Artisti di strada”, mentre al Teatro Mancinelli il 19 marzo alle ore 21 andrà in scena lo show di Antonio Cornacchione “Silvio c’è”, con la partecipazione del pianista Carlo Fava.

Gli sponsor della manifestazione sono: Renault Concessionaria Conivar, Banca Mediolanum Family Banker Office - Promotori Finanziari di Orvieto, Fanello, Perché di Marco Battistoni, Cine Tuscia Village, Enoteca La Loggia, Attems, Marchese Frescobaldi, Norcineria Oreto, Ingrosso Carni Lanzi Gianluca, Poggiolio, Tipografia Ceccarelli, Engineering, Virtualed, Vola Service, Giuliano Tartufi, Pierre Lang, Hotel Palazzo Piccolomini, Assotec Angelo Po.

I patrocini già confermati sono: Comune di Orvieto, Palazzo del Gusto, Città Slow, APT Umbria. I media partner sono Gola Gioconda e Quinto Quarto.

Il riso protagonista di tutta la manifestazione è “Pila Vecia” della Riseria Ferron.

L’immagine di Risate e Risotti di questa edizione è stata creata dalla pittrice Tara Chiara.

L’anteprima di “Risate e Risotti” avrà luogo il 15 gennaio 2011 alle ore 20.30 presso l’Hotel Villa Sofia di Viterbo con lo chef SERGIO MARIA TEUTONICO ed il comico Manlio Dovì.

RISATE E RISOTTI ( tratto da OrvietoSi www.orvietosi.it)