Wednesday, October 22, 2008

AUGURI CHAMPAGNERIA ORVIETO



La Champagneria Orvieto il 25 Ottobre compie i primi due anni di vita. Sono stati due anni di sacrifici che hanno poi dato tantissime soddisfazioni.

Era solo un sogno che poi si è realizzato......l'importante è crederci e noi abbiamo creduto sin dall'inizio alla nostra piccola creatura. Auguri Champagneria ed ancora grazie a tutti i nostri amici-clienti che hanno reso possibile questo miracolo.......


Il 24 Ottobre è il mio compleanno ....una data un pò infausta visto che proprio il 24 ottobre del 1929 ci fù il crollo della borsa a Wall Street!



Start Time: Saturday, October 25, 2008 at 6:00pm
End Time: Sunday, October 26, 2008 at 2:00am
Contact Info
Phone: 0763344102
Email: info@champagneria-orvieto.com



24 Ottobre 1929: The Wall Street Crash...25 Ottobre 2008: THE DAY AFTER La Champagneria compie 2 anni! LIVE MUSIC with Petra & Pedro Acustic Duo (+guests).

Saturday, October 11, 2008

Vendemmia alla Falesco....una giornata indimenticabile





























Non rinuncerei per nessuna cosa al mondo alla raccolta dell'uva presso la Cantina Falesco dove ogni anno si ripete il magico rito della vendemmia in una atmosfera di festa ed allegria per riscoprire sapori e profumi di un tempo. Credo di aver trascorso una delle giornate più memorabili dell'anno ma con temperature che sono arrivate persino a 37°C....


L'appuntamento era fissato alle ore 10 del mattino in cantina, colazione tipica con rito di vestizione che comprendeva grembiule e foulard di vari colori che avrebbero poi rappresentato le squadre. Il nostro gruppo che era quello dei Gialli si era formato durante la scelta del famoso foulard complice anche la faraonica colazione tra caffè, brioche e cornetti. Con me avevo dei clienti-amici : 4 canadesi, 2 americani ed 8 australiani.......
Un gruppo ben articolato al quale si è unita anche un simpaticissima coppia di Roma: Valeria e Marcello, 3 bambini ed un'altra famiglia....insomma una bella squadra che avrebbe gareggiato prima nella raccolta dell'uva cimentandosi poi nella soluzione di rebus, indovinelli e puzzle posti a metà filare.
Ci siamo incamminati intonando canti popolari accompagnati dal mitico Romano Fabretti che con la sua piccola fisarmonica allietava il cammino di noi poveri accaldati vendemmiatori.

Non sono mancati dei tiri mancini dalle squadre avversarie che cercavano di carpire chi di noi avesse risposto correttamente e allora è iniziato il classico tiro dell'uva tra danze, canti e un mare di risate che riecheggiavano per tutta la vigna.



Al ritorno in cantina ci ha aspettato la pigiatura dell'uva rigorosamente con i piedi proprio come si faceva un tempo. Siamo tornati così a ritroso nel tempo vagando per le vigne e sorridendo alla vita. Al termine una bella lavata di piedi, premi in natura per tutti ed appuntamento alla foresteria per il pranzo. Lì ad aspettarci una tavolo imperiale imbandita in modo meraviglioso che anche lo stesso Bacco non avrebbe esitato a definire DIVINO.

La degustazione è partita tra applausi e grida di stupore........infatti a tavola il vino scorreva a fiumi: con il bianco Poggio Dei Gelsi Doc 2006 ed il rosso Tellus Igt nuovo neonato della cantina, vino dolce Pomele.
Fiumi di vino non tardavano ad arrivare nei nostri calici accompagnati da piatti locali come l'oca arrosto, maccheroni con le rigaglie, tortucce e pizze varie.
Dopo il pranzo la rinomata corsa delle pignatte, corsa dei polli e lotteria finale...
Abbiamo conosciuto anche la bella "viaggiatrice del gusto "Valentina Arrigo conduttrice del programma "Uno in Cucina" in onda su Alice.


Grazie di cuore ai proprietari specialmente a Dominga Cotarella che ha organizzato questo magnifico evento e a tutto lo staff della Falesco.

THANK YOU!!!!!






"SALSICCE UBRIACHE"
Ingredienti per 4/6 persone
12 Salsicce fresche di maiale
75 ml Vino Rosso
Un grappolo medio d'uva Merlot o Sangiovese
1 Cipolla rossa
1 Costa di Sedano
1 Mela Verde
1 Carota media
Olio q.b
Pepe nero q.b.
Tritare le verdure e far soffriggere per alcuni minuti per imbiondire il tutto, aggiungere le salsicce. Aggiustare di sale e pepe(io solitamente non lo uso perchè le ns salsicce sono molto saporite). Unire i chicchi d'uva e l'intera bottiglia di vino.
Far sobbollire lentamente per circa 2 ore....
Una volta che la salsicce saranno cotte metterle da parte e frullare la salsa fatta di uva.
Passarla al setaccio per eliminare i semi e servite le salsicce ubriache ( che avranno un colore molto scuro tendente al nero) con questa salsa...
Piccolo suggerimento: in questo periodo nel quale è difficile reperire uva direttamente dalla vigna possiamo utilizzare uva rossa da tavola (Red Globe) ricordandoci di privare l'uva dei semi
Ricordate che i semi dell'uva sono inoltre un'indicazione di maturità. Se i semi sono verde o chiaro, l'uva non è solitamente matura. L'uva matura ha semi marroni e maturi.
Buon Appetito!

Thursday, September 25, 2008

Premi...premississimi....




Carissimi Amici,


il mio computer ancora non è tornato dalle ferie così mi prendo un pò di riposo in attesa di ricaricare le pile e recuperare tutti i files che attendo con ansia.

Nel frattempo ringrazio Luca & Sabrina per avermi insignito del premio Blog Vitaminico A.C.E....
Diciamo che in questi giorni dove il lavoro ha preso il sopravvento su ogni altro tipo di attività il mio blog non ha brillato di certo per l' energia ma cuore ed anima erano qui....
Sapete qual'è è stata la sorpresa? Conoscere di persona questa coppia magica...
Sabato scorso mi sono vista arrivare nel mio locale Luca & Sabrina in carne ed ossa.
Che dire un abbinamento esplosivo più di ogni altra ricetta creata dalla stessa coppia.
Lei bella, solare ed elegante, lui tenero, affascinante e coinvolgente.
Ho riso come non mai con la loro simpatia travolgente. E poi loro innamorati all'ennesima potenza hanno portato un pizzico di brio. E quando Sabrina è passata con la sua falcata sensuale su quei tacchi da vertigine le stesse mattonelle del pavimento le sono corse dietro!!!!
Si sono fermati per un aperitivo ( non le mattonelle) con l' assaggio furtivo di carbonara e poi si sono intrattenuti fino al dolce e caffè.....
Purtroppo quando sono al lavoro ho sempre pochissimo tempo da dedicare ad amici ed ospiti ma sabato sembrava molto più tranquillo e allora ho avuto modo di scambiare idee ed opinioni con la coppia più innamorata del blog. Ricette, consigli, gossip e tante nuove iniziative!
Cari Luca & Sabri ora avete anche le foto del mio angolo cottura.....quando avete tempo postatele sul blog!!! Un abbraccio forte!


Poi ringrazio con tutto il cuore per la fiducia accordatami da Cooking Mama.



Si tratta del premio di qualità di Punto d'Arte della Vita, che fu creato per onorare e riconoscere il lavoro di bloggers, i cui blogs motivano la "terapia dell'arte".
Ecco le regole:1) Indicare da chi si è ricevuto.2) Dire perché si è deciso di creare il blog.3) Dire qual è la propria arte preferita.4) Onorare altri blog amici!


1) Ringrazio Cooking Mama...è lei che mi ha onorato di questo premio

2) Questo Blog è nato per caso. La voglia di scrivere e trascrivere tutto quello che mi passava per la mente perchè vivere in cucina è massacrante specialmente per me che ho un "angolo cottura" minuscolo.......talmente piccolo che a volte uso il microscopio. Mi chiamano la Cheffa CSI ( siesai....si non lo sai...ehhh che finaccia).

3)Cucinare è la mia arte preferita anche se non mi ritengo una cuoca eccelsa ma solo una persona sensibile che attraverso la cucina riesce ad esprimere se stessa limpidamente e senza tanti fronzoli.


4) Ed ecco il premio ad altri amici Food Bloggers

Il Cuoco e la Formica

Gourmet Gardening & kitchen Secrets

Diario di una passione

Finding la Dolce Vita

A Tavola con Semplicità

C'era una volta

Dolcetto

Sapori Divini

Io ...così come sono

Aliza Green

Friday, September 19, 2008

CORSO di CUCINA CON MARIA LIBERATI

Sono all'opera con la focaccia ripiena....


Maria, Alfonso & Velia


Paola avverte Andrea che ora toccherà a lui stendere la pasta


Alessia & Paola passano al taglio della fettuccina

Andrea si unisce al gruppo delle "Tagliatrici"

In fondo possiamo notare Gianluca che cerca di capire perchè Domenico chino sul lavandino non riesca a montare la panna....al terzo tentativo!


Parlare di questa lunghissima giornata non sarà semplice. Ci siamo divertiti tantissimo anche se io ero tesa sia per l'intervista che per i vari filmati nei quali Alfonso dettava i tempi minimi o massimi di esposizione. Il materiale sarà definitivamente pronto sulla newletter di Ottobre di Maria Liberati dove saranno inclusi sia le foto che i vari video filmati durante la lezione.


Prima di impastare il pane abbiamo parlato delle proprietà della farina.

Durante il mio US Cooking Tour 2006 abbiamo dovuto ordinare la farina O perchè con la loro farina denominata All Pourpose Flour non riuscivamo ad ottenere un buon pane.
Di sicuro tanti fattori hanno giocato a sfavore per la riuscita del prodotto finale ma dopo tanti tentennamenti samo riusciti a selezionare diverse tipologie di farine ognuna di loro adatta ad una certo tipo di ricetta e preparazione.
Con Maria ci siamo soffermate sull'indice proteico della farina che non va sottovalutato.

GLIADINA e GLUTENINA proteine che a contatto con l'acqua formano il famoso composto proteico detto GLUTINE che costituisce la struttura portante dell'impasto.

Un reticolo all'interno della massa composta da farina ed acqua che la rende elastica capace di trattenere gli amidi ed i gas della lievitazione.
Molti credono che la farina sia farina, ovvero che la qualità della farina non sia importante ma è alla base di tutto.
Il parametro più importante è la % di proteine, che non dovrebbe mai essere inferiore al 12%.
In commercio esistono molti tipi di farina speciale per pane (per esempio la manitoba, o farina d'America): conviene puntare su quelle piuttosto che su una normale farina 0 o 00.
.In base alla quantità, ma anche alla qualità, del glutine contenuto in una data farina, l'impasto con l'acqua avrà più o meno resistenza ed elasticità, e varierà anche il tempo necessario per la lievitazione.
Ora si potrebbe accendere un bel dibattito visto che la grande Chef Marcella Hazan dice che non nota nessuna differenza e che si trova benissimo a fare pane e pizza con la farina 00.
Oppure Jeffrey Steingarten che ha persino fatto analizzare in laboratorio farine 00 per poi trovare alti contenuti proteici da far impallidire le migliori farine 0.

Non so.....

Visto che non esistono verità assolute ma almeno qualche certezza mi è rimasta vi lascio la ricetta della focaccia ripiena che abbiamo preparato durante il corso:


Foccacia "Ravvolata" al Grano Saraceno con stracchino, rucola e pomodorini

Ingredienti 400 gr Farina 0
100 gr farina Grano Saraceno
1 cucchiano zucchero
1 cucchiano sale
16 gr lievito birra liofilizzato o 15 gr Lievito birra fresco
250 ml acqua tiepida
Olio Extra Vergine q.b
250 gr Stracchino
100 gr Pomodorini
100 gr Rucola


Setacciare le farine in un grande recipiente, unire sale, zucchero ed il lievito liofilizzato ( se usate il lievito fresco scioglierlo in acqua) e con l'aiuto di una forchetta mescolare, aggiungendo l'acqua.
Continuare ad impastare fino a che l'impasto non si stacca dalle pareti. Ungere leggermente la teglia con sotto la carta da forno che vi aiuterà una volta lievitato a rollare il tutto per fare il pane focaccia. Far lievitare per circa 2 ore in un ambiente caldo e lontano dalle correnti fredde ( la mia cucina è calda al punto che si lievitano persino gli impasti complessi).
Aggiungere lo stracchino a tocchetti, i pomodorini privati dai semi e dal succo, rucola a vs piacimento, un pizzico di sale e rotolate l'impasto per creare il panetto.
Aspettare un ulteriore lievitazione (30 minuti) e poi infornare a 200° per 20 minuti.
Una volta cotta ricordatevi di farla freddare su una griglia e poi procedete al taglio......
Buon Appetito!

Sunday, September 14, 2008

Valkommen Gurmetodling.....grazie di cuore.




Se vi trovate in Inghilterra magari compratevi una copia di Taste Italia uno dei magazine inglesi che tratta cucina italiana in tutte le sue varianti. Sul numero di Settembre ci sono delle ricette dolci che ha scritto Velia's Cooking Style.

Persino la blogger danese Anna Karolina mi ha dedicato un articolo simpaticissimo sul suo sito enogastronomico Gourmetodling commentando le ricette di Taste Italia ed io per riconoscenza l'ho linkata tra i miei amici......Benvenuta Anna tra di noi!!!

Tuesday, September 9, 2008

Cena a sorpresa con Maria Liberati & Corso di Cucina




In questi giorni post vacanzieri ho cercato di fare un resoconto di quello che abbiamo fatto prima, durante e dopo il rientro ma senza il mio "Beloved Laptop" la vedo dura.
Non importa perchè mi son detta che alla fine sarà il cuore a parlare e a spiegare i vari accadimenti.... allora ecco la sorpresa inaspettata: Maria Liberati.

IL giorno 9 Agosto Maria & Alfonso sono arrivati ad Orvieto soggiornando per 3 giorni a Borgo Fontanile agriturismo nelle vicinanze di Orvieto, precisamente a Baschi.
Ci siamo conosciute la sera stessa. Lei, piccola e minuta, dolce e bella.

Abbiamo parlato per due ore circa, ho notato un acume ed una preparazione che mi ha spiazzata.

Mi ero preparata diversamente per affrontare la situazione, mi ero creata un concetto, un idea, uno scenario diverso. Un immagine paradossale e caricaturale di una ex modella con la passione per la cucina che vende milioni di libri di cucina per sopire i bisogni indotti dei consumatori americani. Ebbene no....

Luoghi comuni, stereotipati che lasciano il tempo che trovano. Maria è una appassionata e cultrice del made in Italy. Lei di origine abbruzzese porta con sè una conoscenza culinaria tramandata da generazioni. Dopo essersi ritirata dalle scene ha iniziato a studiare Scienze della nutrizione e con l'aiuto di famosi dietologi e nutrizionisti è riuscita a coniugare cucina con gusto e salute. Perciò niente più pasti tristi per giovani modelle rampanti ma deliziosi assaggi di pasta riproponendo antiche ricette rivisitate con una selezione di materie prime di alto livello.
Maria ha più volte ribadito che è stata una scelta coraggiosa ma che col passare degli anni si è rivelata un boom. Il suo libro "Basic Art of Italian Cooking" sta vendendo milioni di copie e persino i suoi Culinary Talk shows "White Rose Cooking" sono seguitissimi.

Ora sta già lavorando sul suo nuovo libro ancora top secret con varie ricette italiane divise per regione. Infatti il suo lungo viaggio italiano terminerà a fine mese dopo un lungo periodo che l'ha portata di regione in regione per carpirne i segreti, le varie esperienze dando così la possibilità di assaporare ai suoi lettori i profumi e sapori antichi della buona cucina tradizionale.

11 Agosto


Degustazione Decugnano dei Barbi

Alle ore 11,30 avevamo appuntamento con Claudio Barbi proprietario dell''azienda agricola Decugnano dei Barbi, uno dei più rinomati produttori di vino dell’Umbria, nel cuore dell’antica zona di produzione dell’Orvieto Classico. Decugnano è il nome che da almeno otto secoli contraddistingue la zona ove sorge l'azienda. La coltivazione della vite ha qui origini antichissime: il vino di Decugnano si è rivelato oggetto di contratto già in documenti del XIII secolo, quando l'azienda era di proprietà della Chiesa e prendeva il nome di "Santa Maria di Decugnano". Reperti archeologici etruschi, però, testimoniano la coltivazione di queste terre da data anteriore.
Claudio Barbi ne divenne proprietario nel 1973. La acquistò per il vino eccezionalmente buono che vi si produceva, tanto buono da venir indicato fra le migliori produzioni dell'Orvietano. E' solo nel 1978 che la Decugnano dei Barbi, dopo una lunga fase di ristrutturazione aziendale, compare sul mercato con i suoi prodotti: un vino bianco, un vino rosso (tra i primi di qualità nella zona) ed il primo champenois prodotto in terra umbra.

La particolare e privilegiata posizione dell'azienda determina condizioni ideali per una produzione di qualità. Il clima, il microclima e l'esposizione al sole sono particolarmente adatti alla coltivazione della vite, come pure il terreno di origine marina, marnoso e argilloso, ricco di fossili di ostriche e conchiglie di epoca pliocenica. Un'ottimale ventilazione dei vigneti corona infine l'unicità di questa situazione.

La loro punta di diamante il Decugnano Brut Metodo Classico, il primo vino spumante umbro dal 1978.


Prodotto con uve chardonnay, verdello e procanico, ha colore giallo paglierino con lievi riflessi verdognoli. Il perlage è fine e persistente, con spuma abbondante e morbida. Il profumo fresco, delicato, è tipico di lievito ed ha un ricco bouquet. Al sapore è pieno, elegante, equilibrato ed armonico, con una gradevole vena acidula.

La visita in cantina è stata emozionante tra ampie e suggestive grotte scavate nel tufo per la lavorazione dello spumante e per l'affinamento in barriques di alcuni vini. La temperatura costante, intorno ai 13°-14° C, e l'umidità relativa prossima al 100% sono un fattore decisivo per ottenere l’alta qualità del prodotto. Il passaggio in legno consente la cessione al vino di tutte quelle sostanze che determinano l’arricchimento del bouquet e il raggiungimento di una complessità aromatica e organolettica ideale. La cantina dispone inoltre di un reparto di affinamento in bottiglia in cui il vino, prima del confezionamento, matura e acquisisce una maggior finezza olfattiva e gustativa.


Altri prodotti della prestigiosa casa che abbiamo degustato:

DECUGNANO PINOT NERO LAGO DI CORBARA DOC
Prodotto al 100% con uve pinot nero, ha colore rosso rubino. Il profumo è ampio, intenso, variatale, di piccoli frutti rossi (ribes, mora e lampone). Al sapore il vino si presenta pieno, generoso, corposo e giustamente sapido.
DECUGNANO BIANCO IL – BIANCO UMBRIA IGT
Prodotto con uve grechetto, procanico, vermentino, chardonnay e sauvignon, ha colore giallo paglierino con riflessi verdognoli che tenderà ad accentuarsi con l’invecchiamento. Il profumo intenso e ampio, leggermente speziato, svela delicate note di frutti maturi. Al sapore è elegante, fruttato, sapido e di grande equilibrio.
DECUGNANO POURRITURE NOBLE – BIANCO UMBRIA IGT
Prodotto con uve grechetto e sauvignon, ha colore giallo paglierino carico, con tendenza ad accentuarsi con l’invecchiamento, assumendo riflessi dorati e ambrati. Il profumo è elegante, intenso e persistente. Ha toni di frutta tropicale, fiori, richiama la mandorla, comunica un lieve sentore di miele e confettura di albicocca.

Dopo la degustazione ci siamo dati appuntamento alle ore 16,30/17,00 a Monterubiaglio per il nostro corso di cucina al quale hanno preso parte anche Alessia, Paola, Domenico & Andrea amici di vecchia data e clienti della Champagneria Orvieto.
Si sono messi tutti al lavoro, chi tagliava i pomodori, chi montava la panna....Domenico ha provato a montare la panna per ben tre volte ed è riuscito a farla impazzire "di gioia" con il rischio di gettare all'aria la riuscita del nostro semifreddo.....
Menu
Rotolo di melanzane farcito con rucola, ricotta salata e pomodorini vesuviani
Pizza con la crescenza e yogurt & Pane ripieno con pomodori, basilico e pancetta
Gamberoni saltati con la sbocccatura del "Puro"di Movia
(spumante del produttore sloveno Movia, contenente al suo interno ancora i lieviti allo stato solido (preventivamente ghiacciati) della fase relativa alla presa di spuma)
Tagliatelle con la salsa alla Marchese Aldo
Coscio di Pollo disossato ripieno con mele e salsiccia su caramello salato
Semifreddo al Mascarpone con riduzione di lamponi
Vini
Blanquette de Limoux
Puro Movia
Decugnano dei Barbi Orvieto Classico
Belloro Custodi Orvieto Classico
Bianco Dei Neri Igt
Fiano D'Avellino Pietracupa
Kerner Nossing
Come avrete potuto notare abbiamo datto netta prevalenza ai vini bianchi vista la stagione ma anche perchè noi tutti abbiamo espresso la nostra preferenza....appunto vino bianco!
Intervista e Filmato???
Beh il vino ha parlato anche per me tra disquisizioni sulle varie tipologie di farine da utilizzare per il pane o per la pasta.....insomma mi gira la testa solo al pensiero di quella giornata.
Questa è un'altra storia......datemi due giorni per preparare le foto e tornerò prestissimo!

Wednesday, September 3, 2008

Inizio o Fine Trasmissione???



Questa sera il mio grande amico Chef Sergio Maria Teutonico mi ha ripreso dicendo
"Ma che fine hai fatto?? Si può sapere perchè non scrivi più?"
Ebbene cari amici, dal giorno 23 Agosto il mio personal computer ( e personal trainer) ha deciso di bruciarsi e di andare in tilt facendo così rimanere nella tomba delle tombe tutto quello che ho scritto durante le mie vacanze...e non solo.
Il mio webmaster dice che ci vorranno pochi giorni per ripristinare il sistema e allora colgo l'occasione per salutare tutti quelli che sono passati di qui e che hanno lasciato una traccia del loro passaggio....un abbraccio forte forte!
Mi mancate tutti da morire ma tornerò presto......

Tuesday, August 5, 2008

Indovina chi viene a cena?

Prevedo un fine settimana di fuoco perchè a ridosso delle vacanze c'è una piccola sorpresa all'orizzonte per me. Sorpresa inaspettata come spesso accade a chi corre dalla mattina alla sera senza chiedersi se il mondo gira o rotola. Insomma sabato avrò l'opportunità di conoscere Maria Liberati grande chef ed autrice di libri di cucina di successo che si è presa una settimana per venirmi a trovare qui ad Orvieto. Credo che avremo un agenda molto impegnativa tra degustazioni di formaggi, visite in cantina e dulcis in fundo anche un corso di cucina tenuto da me ma già le ho ricordato che dovrò trovare il tempo per scrivere sul blog tutto quello che faremo....ehhh ragazzi qui non si deve tralasciare un benchè minimo particolare.
Le basi dell'arte del cucinare italiano", già bestseller negli USA parla della sua vita in Italia e delle sue salutari ricette mediterranee. Maria Liberati, ex modella, ha scelto di diventare chef per assecondare la sua passione per il cibo italiano e promuove la sua attività attraverso numerose apparizioni pubbliche e attraverso il suo blog e il suo libro. Una particolarità: oltre a numerose ricette nel suo libro si possono leggere aneddoti curiosi della sua vita.

Mi aspetta un intervista ed un filmato da includere sulla loro newletter settimanale....
Sono già in fervore. Io sono molto emotiva, ho paura sempre di non essere all'altezza della situazione. Mi succede anche in trasmissione. La mia sicurezza iniziale si trasforma lentamente in agitazione allo stato puro poi scema gradualmente strada facendo....ma che faticata!
Sono fortunata perchè con SAN Sergio Maria e SAN Maurizio mi sento protetta!
Poi ringrazio vivamente Il Prof Lucio Riccetti che ha scritto una recensione bellissima del corso di cucina. Prometto che riproporremo la stessa giornata ad Ottobre e dopo il lauto pasto sempre il sacro rito dell'urlo liberatorio all'unisono.
Un Urlo liberatorio che serve per scaricare la tensione nervosa…. ha lo scopo di liberare e riequilibrare il rapporto tra sistema nervoso simpatico e parasimpatico e a contrastare tutti gli antipatici ed invidiosi cronici.....della serie "Alla salute di chi ce vò male!"
Ora vado...ma torno presto!

Sunday, August 3, 2008

Piovono Premi a raffica.....





Prima di partire per le vacanze devo ringraziare Luca & Sabrina per aver insignito il mio blog Velia’s Cooking Style del premio “Brillante Webloglive”
Viene assegnato ai siti o blog che risaltano per la loro brillantezza nel design e nei contenuti.Le regole sono:1) nel ricevere il premio, devi scrivere un post mostrando il premio e citando il nome di chi ti ha premiato, e il link del suo bloglive;2) scegli un minimo di 7 bloglive (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nei loro design.Esibisci il loro nome e il loro link.Quindi avvisali di aver ottenuto il premio "brillante WEBLOGLIVE.";3) facoltativo: esibisci la foto (il profilo) di chi ha premiato e di chi viene premiato nel tuo bloglive.
Ed ecco che mi accingo a premiare le persone con le quali condivido passioni e dolori di questo affascinante mestiere…


Poi ringrazio sempre Luca & Sabrina per avermi onorato dell’altro premio…l’Oscar per“ELEGANZA E FANTASIA”. Credo di arrossire un bel po’ sentendo queste affermazioni ma ringrazio sentitamente . Ed a mia volta premio altri tre blogger con motivazione specifiche


La Cucina di Adina Cara Adina il tuo blog ha colori e sapori da vivere…mangerei anche le foto. Sei una professinista con la P maiuscola Una bella scoperta!
Sale e Pepe quanto basta Cocò sei una grande donna d’altri tempi…ma ora sei qui in mezzo a noi. Un dono prezioso!
Io così come sono Pippi sei una fonte inesauribile di energia, amo tutto quello che fai perché mi rende felice. Grazie di esserci!

Saturday, August 2, 2008

Il Bloggatore di Cucina...bella scoperta!

Cari ragazzi,
prima di partire in barca navigando su Internet e girando e rigirando ho scoperto un mega blog ossia IL BLOGGATORE CUCINA dove possiamo iscriverci tutti gratuitamente usufruendo di più visibilità trovando così altri bloggers che trattano di cucina. Il Bloggatore” consente di aumentare la visibilità dei blog che vi sono iscritti, consentendo a tutti coloro che possiedono dei propri blog di avere a disposizione una sorta di “finestra virtuale” grazie alla quale entrare maggiormente in contatto con chi vuole leggere le notizie pubblicate al loro interno.
Crediamo che Il Bloggatore possa diventare un utile strumento per aumentare il numero di visitatori verso i blog iscritti, nonchè la loro popolarità, ma non solo! Esso può diventare un’utile mezzo di collegamento tra tutti coloro che si trovano a navigare su Internet alla ricerca di informazioni e chi effettivamente fornisce tali informazioni tramite il proprio blog!
Una particolarità di Il Bloggatore è che non fornisce ai visitatori le notizie complete, bensì delle anteprime di notizie, dalle quali è poi possibile giungere ai blog iscritti.
In questo modo viene realizzata una reale promozione dei blog partecipanti.
Se sei un blogger, quindi, non aspettare! Se tratti argomenti inerenti la cucina, segnala il tuo blog tramite l’apposita form “Contattaci!”, oppure inviando una mail a info@ilbloggatore.com

Se invece sei un utente che vuole trovare informazioni e notizie culinarie, allora sei nel posto giusto! Utilizza l’utile strumento di ricerca, per un’informazione specifica, oppure sfoglia le varie pagine dell’aggregatore, in modo da leggere le ricette e le altre notizie di cucina in ordine cronologico di scrittura!

Friday, August 1, 2008

Ed arrivò la tanto agognata vacanza....tra ricordi e nostalgie


Sono felice perchè le vacanze sono alle porte. Finalmente dopo ben tre anni e mezzo avrò l'opportunità di fare la valigia e di pensare un pò a me stessa.


Viaggiare è arricchirsi dentro e fuori. E' apportare qualcosa a sè stessi ma anche agli altri perchè se assaporiamo le cose belle della vita non facciamo altro che far star bene chi ci è vicino.


Mi sento come una bambina eccitata per la gita scolastica. Non so ma a voi sarà capitato di non dormire la notte prima di partire per la gita. Io puntualmente ero felice come una pasqua con annesse campane che suonavano. I giorni che precedavano la partenza erano dedicati alla preparazione della valigia..


Beh si...anche se dovevamo star fuori due soli giorni noi signorine eravamo ben organizzate.

E allora eccoci sfrecciare verso le vie del centro per lo shopping "ma il walkman? ah si ho quello nuovo con la compilation di Mixage" "Io posso solo comperare qualche tshirt".


Il budget era ridotto perchè mamma e papà non è che sguazzassero nell'oro ma noi con quelle 10.000 o 15.000 lire ci sentivamo piccole principesse in grado di poter comperare il mondo.


Sono passati quasi vent'anni da quei magici giorni. Voglia di crescere e spiccare il volo verso esperienze autentiche da serbare per sempre nel cuore.




La meta di queste prossime due settimane sarà La costiera Amalfitana. Tornerò a trovare con piacere i miei cari amici tra Positano e Ravello. Ho trascorso 10 anni della mia vita e sarà come tornare a casa.


Mi aspetta una cena a lume di candela al San Pietro di Positano. Io e Gian finalmente soli soletti senza lo stress di andare a lavorare. Infatti Gianluca ha lavorato come F&B al San Pietro per ben 8 anni e per questa motivazione non siamo riusciti mai a goderci questa esperienza fino in fondo.

Non vedo l'ora di abbracciare la "wonder woman "Carmela direttrice dell'Hotel La Tartana e tutto lo staff come la mitica Raffaella che col suo vocione sarebbe capace di zittire il Vesuvio, il dolcissimo Luca detto "Jolly Man" perchè di lui non si può fare a meno....ora lo trovi al ricevimento, poi nei panni di ragioniere e poco dopo ecco che sta aiutando a far le colazioni.


Non mancherò la visita al Gran Caffè cioè al Caffè Positano ristorante di proprietà della stessa famiglia della Tartana e godermi in santa pace la vista mozzafiato del balconcino mangiando un bel piatto di scialatielli con i frutti di mare.


E per placare gli spiriti indomiti non si può dire di no al Music on the Rock & Terrazze dell'Incanto dove 6 anni fà ho lavorato in veste di hostess. Giuseppe Russo chiamato da tutti affettuosamente Peppino detto "Peppe Black"proprietario del Ristorante Chez Black alla Spiaggia Grande e della discoteca più in voga della Costiera...lui personaggio conosciuto ed apprezzato, con la bella moglie Claudia stava cercando di aprire un ristorante al piano superiore della discoteca Music on the Rock. Ancora mi ricordo l'arrivo segreto di Denzel Washington che tornava a Positano "da Black "per festeggiare con Peppino la premiazione dell'Oscar per il film "Training day". A pensare che qualche mese prima glielo aveva dedicato in diretta ed io chiamai Peppino dicendo"Scusa Peppì ma hai visto al premiazione degli Oscar? Denzel Washintgon ha detto che viene da noi a festeggiare...è possibile?" e lui sorridendo

" certo sono stato anche testimone alle sue nozze...e lui alle mie...è come un fratello per me". Infatti in quell'anno ho visto tanto personaggi avvicendarsi ai tavoli delle Terrazze dell'Incanto da Debby Allen e Kelly Preston con John Travolta per poi arrivare anche ai divi del nostro piccolo schermo come Pino Insegno, Manuela Folliero, Lello Arena, Alessandro Cecchi Paone ( cittadino onorario di Positano) e tantissimi altri. Ah dimenticavo se avete avuto l'occasione di seguire la soap di Canale 5 Vivere credo che avrete notato il bel tenebroso dottor Blasi alias Gianfranco Russo ......fratello di Peppino Black. Prima che mi butti nel Gossip dico "passaparola"!


Una capatina al Ritrovo di Montepertuso a trovare Salvatore e Teresa: nel loro ristorante ho mosso i miei primi passi come pasticcera pasticciona...


Abbiamo già in pianificato una visita a Palazzo Sasso al Rosselinis dove Pino Lavarra Executive Chef dell'omonimo ristorante ci delizierà con le sue prelibatezze. Ricordo con tanta nostalgia il 1997 quando Pino con Anthony Genovese ebbero la splendida opportunità di lanciare questo hotel nell'olimpo dell'alta ristorazione. Io tornavo dall'Inghilterra fresca fresca da un esperienza lavorativa con la Virgin Hotel ed approdare a Palazzo Sasso era semplicemente un sogno ed una sfida


Eravamo una bella squadra. La canzone di Andrea Bocelli "Partirò" riempiva i saloni della hall e delle sterminate terrazze. IL Bar Calce era il punto di incontro del dopo lavoro.


E come non nominare Mamma Agata e Chiara Lima che tanto mi hanno dato e alle quali va tutta la mia riconoscenza. Anche lì trascorrerò il mio Country Evening tra limoneti che incorniciano il mare facedomi coccolare da Papà Salvatore e da Gennaro esperto sommelier.


Farò un salto ad Amalfi per salutare Tiziano e Mafalda. Anche loro figli di Palazzo Sasso che con la loro Dolceria dell'Antico Portico si stanno facendo conoscere alla grande. Sono fiera di loro!
Gianluca mi ha tirato le orecchie.....prima di partire si va a trovare Livia ed Alfonso Iaccarino a al Ristorante Don Alfonso 1890 di Santa'Agata sui due Golfi e Tonino e Rita al Ristorante 4 Passi a Massalubrense. Esperienze culinarie memorabili che vanno ripetute assolutamente e ho voglia di riabbracciare anche loro!
Domani vado a comperare la nuova digitale così potrò documentare questo viaggio e finalmente fare delle foto bellissime da mettere sul blog...ne ho bisogno!

Ora ragazzi vado a fare la valigia...parto il 12Agosto...lo so che c'è tempo ma dopo ben 3 anni che non si và in vacanza è un pò come tornare bambini!



E allora dedico alla mia terra d'adozione una ricetta che faccio spesso al mio locale...


Tartare di Tonno allo Zenzero e Provolone del Monaco
Ingredienti per 4 persone

280 gr tonno freschissimo
Olio Extravergine di oliva
½ bicchierino di succo di limone
1 cucchiaio di prezzemolo finemente tritato
½ cucchiaino di zenzero grattugiato
1 cucchiaio Provolone del monaco grattugiato
1 cucchiaino di aceto balsamico o Salsa Soia
sale e pepe

Tritare il tonno al mixer o al tritacarne e lasciatelo in una terrina cercando di togliere gli eventuali filamenti che si verranno a creare.
Preparare un emulsione con olio, aceto balsamico e prezzemolo e poi mescolate la salsa col tonno tritato, aggiungendo il succo di limone, lo zenzero grattugiato, provolone e aggiustando di sale e pepe.
Formate delle piccole polpette oppure passare la tartare in un coppapasta per dargli una forma più tonda guarnire con rucola ai lati……
Se avete problemi a mangiare pesce crudo basta passare la tartare al forno caldo per 3 minuti e servire le polpettine tiepide su crostini di pane.


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Wednesday, July 30, 2008

Alla Ricerca del Piatto Perduto



Cari Signori,
eccoci arrivati a fine Luglio e come di consueto il nostro paesello Monterubiaglio si prepara per la sagra che in questi ultimi anni lo ha reso celebre protagonista del buon mangiare e bere. Sono fiera di presentare nel mio piccolo angolo questa splendida festa.....complimenti a tutti. Con la collaborazione dei giovani Ass. Pro Loco di Monterubiaglio e di tutta la gente del paese ecco che esce fuori un evento da non perdere...


Dal 31 Luglio al 3 Agosto 2008


ore 20,00 apertura della Sagra


Maccheroni alle Rigaglie


Gnocchi al Sugo di Castrato


Baccalà ai Ceci


Oca Arrosto


Coratella


Tozzetti, Vinsanto e Vino


Primo weekend di Agosto : Alla ricerca del piatto perduto
di Nicola Zappitello
Un tuffo nel passato, un intero paese in fibrillazione gente che va e gente che viene ed un dolce profumo che attraversa tutti i vicoli dell’antico borgo medievale. Questa è “Alla ricerca del piatto perduto” manifestazione che ogni anno puntualmente da un po’ di tempo a questa parte anima le serate agostane di Monterubiaglio.
Un tuffo nel passato in piena regola una goliardica rivisitazione culinaria che fedelmente mani sapienti riproducono facendo attenzione ad ogni minimo dettaglio. Si torna a più di cinquanta anni fa quando nei giorni di festa le massaie davano sfogo alla loro inventiva accontentando tutti grandi e piccini con le loro semplici ma succulente portate.
Erano queste le occasioni in cui ci si ritrovava tutti insieme per il meritato riposo dopo giorni e giorni di duro lavoro.
Già il lavoro quello nei campi nelle vigne negli uliveti che abbelliscono il dolce declivio monterubiagliese anche lì il sudore e la fatica si mescolavano alla gioia dell’incontro conviviale attorno alla tavola imbandita. Così si spiega questa antica ma sempre attuale riproposizione che la Pro- loco e l’intera cittadinanza portano avanti con sacrificio e soddisfazione. Orgogliosi quindi di sventolare una bandiera quella della tradizione sempre viva in tutti noi anche nell’era della globalizzazione e dello slow food.
Ma dopo questo elogio campanilistico al mio paese niente di male visto che siamo sul sito a lui interamente dedicato è ora di allettare i palati anche quelli più sopraffini e difficili. Dopo un antipasto che definirlo tale è quasi un’eresia o dopo quella che è solo il preludio al trionfo della cucina nostrana “la tortuccia” che per chi non la conosce è pasta del pane stesa e fritta ecco i primi. La scelta non casuale cade su due momenti importanti della vita contadina che associava l’utile al dilettevole : la trebbiatura e la domenica giorno di riposo per chi durante la settimana sgobbava da mattina a sera. Giunio ci propone i suoi maccheroni con il sugo di pollo mentre il dì di festa offre gli gnocchi al sugo di castrato.
Il suono delle campane scandiva la giornata lavorativa sacro e profano si associavano ripetutamente ed uno dei contesti preferiti era proprio quello della tavola. Ricordo dei giorni di vigilia quando di mangiare carne era quasi sacrilego è il baccalà cotto ai carboni con i ceci mentre per gli altri giorni….. sicuramente va ricordata la tanto rinomata oca arrosto con patate il piatto per eccellenza della Sagra. Concludono questa stupenda e succulenta carrellata la “coratella d’agnello” e “la trippa “ portate che certamente non hanno bisogno di alcuna presentazione da gambero rosso. Per chi proprio non è tollerante a questo o quel piatto c‘è una specie di ancora di salvezza rappresentata dalla classica salsiccia.
Contorni a parte tutta la lauta cena sarà innaffiata dai Vini della Cantina Monrubio frutto del lavoro di intere generazioni che si alternano da sempre tra le vigne che tutto il Mondo ha imparato a conoscere. Che dire infine l’invito è rivolto a tutti a gustare l’intero menù ed a visitare il borgo medievale avvolto almeno per queste stellate serate da un’atmosfera un po’ più speciale.



Saturday, July 19, 2008

Sapore di mare...sapore di sale!

Ora che le vacanze sono alle porte e che la dieta è stata relegata in soffitta c'è solo un piccolo particolare da tenere a mente prima di partire.....cercare di limitare l'uso del sale in cucina.


Ultimamente quando andiamo a cena fuori la stessa notte sono costretta a tenermi la mitica bottiglia d'acqua a portata di mano per non morire di sete. Sete che si tramuta persino in incubo.


E mi trovo dispersa nel deserto in cerca di acqua da bere...oppure mi alzo vado in cucina e l'acqua non c'è...apro il rubinetto e persino lui si rifiuta di buttare giù quelle due gocce che potrebbero salvarmi la vita. E allora puntualmente quando sono a cena fuori chiedo di esser più parsimoniosi con il sale. A casa la nonna Marsilia mi dice che io mangio "Sciapo" ossia insipido e la nonna Parisina (toscana dop) mi rifila la solita frase " Oh citta ma sto pomodoro l'è sciocco e poi un pizzico di sale sta bene anche nel dolce.
Ed io abbozzo con il mio sorriso rimanendo di sale.


Che posso fare? cercare di educare in modo opportuno senza urtare la suscettibilità di nonne e mamma inclusa suocera!

Non voglio di certo bandirlo dalla mia tavola ma la mia è una scelta spontanea e si sposa con la visione di un modo più salutare e gustoso ( sembra buffo usare questo aggettivo) di cucinare.E poi come glielo spiego che si vive meglio con poco sale sulla tavola e con più sale nella "zucca".

Il cloruro di sodio è il sale di sodio dell'acido cloridrico ed è il comune sale da cucina.


Una polvere bianca di color cristallino. Un minerale che con i suoi ioni di sodio è importante per la trasmissione degli impulsi nervosi e nella regolazione della contrazione muscolare in particolare del cuore.. ma se assunto in quantità eccessive può essere causa di malattie a carico dell’apparato cardio-vascolare e provocare uno stato di ipertensione arteriosa.



Il sodio è già naturalmente presente in molti cibi che consumiamo quotidianamente. Una riduzione dell’introito di sodio, in modo da raggiungere livelli di assunzione più vicini a quelli raccomandati ed una dieta povera di sodio può aiutare a diminuire l’eventuale dosaggio dei farmaci antiipertensivi a persone che hanno già problemi di questo genere.

Sinceramente non mi stanco mai di ribadire di leggere le etichette di tanti prodotti che giornalemnte entrano dentro casa nostra. perchè la quantità di sodio contenuta è sempre indicata. Perciò attenzione a quando si legge cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, glutammato monosodico, nitrato e nitrito di sodio.

E prima che la nonna mi uccida con la mannaia, vi ricordo ancora che a tavola è consigliabile aggiungere il sale solo all'acqua di cottura della pasta ed eventualmente insaporire le pietanze con spezie ed aromi, che possono renderle altrettanto gustose.


Dare precedenza a carni bianche come pollo e tacchino o coniglio consigliate le carni bianche oppure a pesci d’acqua dolce (trota, luccio, carpa) oppure pesci di mare tipo sogliola, merluzzo, orata, dentice. E' meglio preferire i formaggi freschi a quelli stagionati evitando i condimenti animali (burro, lardo, strutto) e far uso di olio extravergine di oliva.

E per noi "Girls" che attendiamo l'arrivo della prova costume con tanta ansia dovremmo sapere che il sale è il nemico numero uno per una dieta anticellulite.

Dunque la prima regola da seguire per chi soffre di ritenzione idrica, o per chi intende prevenirla, è di ridurre l'assunzione di sodio: sostanza che il nostro organismo assume principalmente sottoforma di cloruro (il comune sale da cucina).



Il sodio trattiene acqua all'interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l'esterno. A prescindere dal fatto che alcune persone sono geneticamente predisposte ( me inclusa) a trattenere il sodio.


Il fior di sale della Camargue è un sale grezzo molto più grosso del sale che utilizziamo in cucina che si produce nel sud della Francia. E' ben conosciuto per la sua caratteristica di non essere raffinato e di essere poco ricco di cloruri.

Il sale cristallino dell’Himalaya, è un sale marino integrale che si è formato circa 250 milioni di anni, privo di sostanze inquinanti che si mantiene in cristalli di diverso colore.
Conosciuto è appunto il sale rosa dell'Himalaya.
La sua assunzione ha effetti riequilibranti e favorire il miglioramento di malattie della pelle, regolando anche la pressione del sangue, pulendo l'intestino e depurare l'organismo dalle tossine.

Sale iodato è un tipo di sale a cui è stata aggiunta una quantità sensibile di ioduro di potassio, al fine di ristabilire il tasso di iodio che il sale aveva prima di essere lavato.
Essa produce ormoni che cooperano allo sviluppo del sistema nervoso centrale, alla crescita, alla maturazione sessuale e al metabolismo. Per fare ciò, la tiroide si serve appunto di iodio, che rappresenta infatti un elemento costitutivo di quegli ormoni di cui si diceva poc’anzi. È bene che lo iodio non manchi dalla nostra dieta.


E' bello dirlo: SALE. Un sostantivo che con la sua musicalità rimane contrapposta all'essenza stessa del concetto che esprime.

Alberto Perretti nei sui libri descrive il sale in questo modo:
Povero Mediterraneo sfruttato, mare nostro, salato per natura, ma intimamente dolce.
Tu, enorme più che infinito, potente e determinante, come una barriera a livello dei piedi, che m'impedivi la via, la fuga il cammino.
Con te c'era il vento, tuo amico e complice.
Che belli insieme a percorrervi la superficie l'uno dell'altro, che brividi in quei veli, ora lucidi, ora opachi, sconfinati, come pelle d'oca di mare.
Poi è arrivato l'aereo, il viaggio di massa, la discarica dei fiumi, anche tu sei stato calpestato.
Non sei più una barriera invalicabile, argine alla fantasia: anche le tue quinte sono state svelate.
Per chi ti ha sempre avuto, dentro e fuori e intorno rimani amore e timore.
Dal mio amore per te, mi deriva questo uso parco di sale in cucina: perchè tu del sale sei il padre.


Piccolo suggerimento della settimana...visto che la nonna non si è accorta che l'ho acquistato online....uhhh!

Associazione Cuochi "Pellegrino Artusi" Cucinare con il Sale Dolce della Romagna

Le Ricette di Re Sale di Cervia

Senza andare troppo lontano e volare sino alle vette "Himalayane" proprio qui in Italia abbiamo un prodotto particolare: il sale di Cervia.
Da sempre il sale di Cervia è conosciuto come un "sale dolce", per la delicatezza al palato grazie alla minore presenza di cloruri amari. è un sale marino integrale, prodotto, raccolto e confezionato secondo il metodo tradizionale del Parco della Salina di Cervia.
Non viene trattato con additivi per migliorarne la cospargibilità, né aggiunto iodio chimico, in quanto iodato naturalmente. Non essiccato artificialmente, semplicemente lavato con acqua di mare ad alta concentrazione e centrifugato, mantiene la sua naturale umidità (2%), che è tipica del sale marino non raffinato, consentendo la presenza di tutti gli oligoelementi presenti nell'acqua di mare, come lo iodio, lo zinco, il rame, il manganese, il ferro, il magnesio e il potassio.
Da sempre è conosciuto come un " sale dolce", non perché con minore capacità salante, ma per una più limitata presenza dei sali amari.






















Wednesday, July 16, 2008

Premio al Buon Corazon




Dopo ben tre settimane dalla premiazione mi accingo a ringraziare la cara Pippi che con questo premio al Buon Corazòn mi ha riportato con i “piedi sul mio Blog “.
Insomma un premio che sento mio e che forse mi si addice…
Il Cuore è la nostra sola risorsa e noi donne sappiamo come fare quando si tratta di questo!
Ed ecco Il meme breve, gradevole ed oltremodo piacevole:

un colore: bianco

un numero: 8

un libro: da pura intellettuale "la quale non lo fossi mai stata"….insomma bando alle ciance l’ultimo libro letto “Gomorra” di Saviano e sto finendo “La casta” e sto assumendo medicinali per la gastrite nervosa.

un film: "Perfect Strangers”

una pietanza: ? sono onnivorissima

un dessert: Crostate e Mousse

un posto: Positano, Costiera Amalfitana

un momento del giorno: la mattina alle 5…prima di andare a dormire perché so con certezza che riposerò le mie povere membra per qualche ora.

blogs, chat, forum: blogs travel, wild shopping su Internet…frenatemiiii!!!

un punto di riferimento attuale: il mio fidanzato Gianluca

un punto di riferimento storico: la nonna e solo la nonna…

un punto di riferimento di fantasia: purtroppo la Barbie…mi dispiace cara Pippi ma devo dire la verità ti copio su questo...poi volevo essere come Lady Oscar e giocare a pallavolo come Mila & Shiro...essere come la streghetta Bia.....

una canzone: “Always” Bon Jovi

progetti immediati: ....vacanze in Costiera Amalfitana

sei felice: si

osi dire la tua età:…34 e so che il tempo passa…..aiutoooo!
Ora questo meme con premio incorporato lo dedico al mio grande caro amico Bonga augurandogli di tornare presto a casa, al mio maestro Sergio Maria ( hai visto ho cambiato il tuo banner???) e ad una coppia di bloggers davvero affiatata Luca e Sabrina .

Sunday, July 13, 2008

Le Pomme d'Amour

Sono sicera se vi la "Pappa col Pomodoro" questa è la stagione perfetta.
In questi giorni in cui la fatica si fà sentire non faccio altro che vedere pomodori ed ancora pomodori che vengono dal nostro orticello sito in Monterubiaglio.
Profumo di terra per ricordare le nonne e le mamme indaffarate a preparare le conserve di pomodoro che avremmo poi degustato durante il periodo invernale.

Per noi italiani sarebbe quasi impossibile immaginare e concepire una cucina priva del colore e del profumo del pomodoro che con il suo stile inconfondibile arricchisce la nostra tavola.

Il pomodoro ( Lycopersicon Esculentum) è l’ortaggio a frutto di maggior consumo in Italia infatti per la sua versatilità lo rendono indispensabile in molte preparazioni tipiche della cucina mediterranea perché si abbina a tantissimi piatti come carne e pesce ed è l’ingrediente principale per la preparazione di salse e sughi che arricchiscono molti dei primi piatti di pasta che compongono la cucina italiana.
Sono piante che raggiungono di solito anche i due metri di altezza, hanno delle foglie lunghe con fiori a grappolo distribuiti lungo il fusto e ramificazioni varie.
Il suo frutto denominato pomodoro, è una bacca rossa ( il colore viene dato dal carotenoide denominato Licopene) con forme e dimensioni diverse a seconda della varietà, con una polpa dal sapore dolce-acidulo ricca di vitamine (A, C, B1, B2, K, P e PP).
Ha un notevole apporto nutrizionale perché ricco di potassio e beta carotene presente in massima quantità a maturazione completa. Nella composizione del pomodoro entra un elevata quantità di acqua (94%) che gli conferisce ottime proprietà dissetanti e rinfrescanti. Sono presenti anche discrete quantità di acidi in particolare di acido citrico fondamentale nel rendere le conserve più sicure. Va ricordato che le conserve di pomodoro sono tra le conserve più “sicure” proprio per la presenza di acido citrico che combatte il temibilissimo Clostridium Botulinum che in ambienti acidi non sviluppa.
La pianta è originaria del Cile e dell’Ecuador, dove per effetto del clima tropicale offre i suoi frutti tutto l’anno, mentre nelle nostre regioni ha un ciclo annuale limitato all’estate, se coltivata all’aperto. La coltivazione della pianta del pomodoro era diffusa già in epoca precolombiana in Messico e Perù, fu poi introdotta in Europa dagli Spagnoli nel XVI secolo. Al pomodoro venivano attribuiti misteriosi poteri eccitanti ed afrodisiaci e, per tale motivo, veniva impiegato in pozioni e filtri magici dagli alchimisti del ‘500 e del ‘600. Forse ciò aiuta a comprendere anche i nomi che le varie lingue europee attribuirono a questa pianta proveniente dal nuovo mondo: love apple in inglese, pomme d’amour in francese, Libesapfel in tedesco e pomo (o mela) d’oro in italiano, tutte definizioni con un esplicito riferimento all’amore.
Il grande scrittore Manuel Vascquez Montalbàn nel suo Ricette immorali scrive "(...) Non fate la guerra, ma pane e pomodoro (...) Ovunque e sempre."
Le espressioni derivanti del pomodoro trovano origine dalla parola atzeca Xitomatl ( grande pianta di pomodoro) da non confondere con un altro termine Tomatl che le stesse popolazioni del centro america usavano per descrivere un'altra pianta, oggi chiamata tomatillo, simile al pomodoro con dei frutti di colore verde-giallino.
Per noi il pomodoro arriva ufficialmente in Italia alla fine del 500 trovando situazioni climatiche favorevoli al Sud al punto da far cambiare il caratteristico colore oro che diede il nome alla pianta fino all’attuale rosso grazie a numerosi selezioni ed innesti. Il pomodoro fu gradualmente inserito nei primi trattati di gastronomia europea a partire dalla seconda metà dell’800 e nell’edizione del 1819 del “Cuoco Galante” firmato dal grande cuoco napoletano Vincenzo Corrado. Don Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino codificando le evoluzioni delle locali tradizioni messe in atto dal popolo, propose di condire la pasta col pomodoro introducendo le modalità sopra espresse nella seconda edizione della sua Cucina Teorico Pratica scritta nel 1839. Forse sarà anche per questo che la “Pummarola” rimane uno dei baluardi della cucina napoletana.
I pomodori commercializzati appartengono a numerose varietà in funzione di come vengono utilizzati. Ufficialmente se ne contano 323 ma solo una ventina sono le varietà tradizionali italiane al 100% definiti per questo Ecotipi locali
Pomodori da mensa hanno il frutto tondeggiante con superficie liscia o costoluta con buccia con polpa farinosa ottimo per insalate: cuore di bue, palla di fuoco e costoluto genovese. I ramati che per la loro polpa consistente sono indicati per preparazioni concassè o ripieni.
Pomodori da pelati e da salsa hanno il frutto allungato, polpa soda, superficie liscia e colore rosso intenso. Le varietà in uso per la preparazione dei pelati sono i san marzano, vesuviani, lampadina. Da non dimenticare i pomodorini a ciliegia ottimi per le insalate per il loro gusto dolce prestandosi per preparazioni ripiene a crudo, al forno e persino sottolio.
Pomodori da concentrato e succo hanno il frutto tondeggiante, ottima consistenza con un succo generalmente più denso e zuccherino ottimo per la preparazione di succhi e concentrati.


Una nota speciale va spesa per i Pomodori vesuviani del pendolo detti anche spongilli che crescono sui terreni impervii del Vesuvio. Questo pomodori abituati al caldo per vivere non hanno bisogno di acqua ma del sole. Si raccolgono in estate e si possono conservare fino a Natale: l’importante è che si lascino in un luogo fresco a penzolare appunto “ a piennolo”.

Salsa alla Marchese Aldo

300 Gr pomodorini vesuviani del pendolo
foglie di basilico
1 spicchio d’aglio
Ricotta salata grattugiata
Olio extravergine di oliva q.b
Sale e pepe q.b.


Lavate bene i pomodori sotto l’acqua fredda, asciugateli e tagliateli a metà facendo fuoriuscire l’acqua interna ed i semi. Frullate i pomodorini con olio, aglio ed abbondante basilico. Aggiustate di sale e pepe. Una volta scolata la pasta ripassare in padella con la purea di pomodoro a crudo aggiungendo a piacere della ricotta salata grattugiata…..
Buon Appetito!!!
Piccola Curiosità: Il Marchese Aldo Sersale fondatore dello splendido Hotel 5 stelle
LE SIRENUSE di Positano amava fare questa salsa aggiungendo ai pomodorini del grana o parmigiano a cubetti.

Friday, July 11, 2008

ALEX the BONGA




Ciao Alessandro,


ci manchi tantissimo....non puoi lasciarci qui da soli.
E' un momento difficile dove le parole vengono meno ma noi non ci arrenderemo affinchè tu possa tornare qui in mezzo a noi.
Ti aspettiamo a braccia aperte!
Velia & Gianluca


Se cerchi gli angeli...
non guardare molto lontano.. essi non sono distanti.. ma sono qui.. vicino a noi.. vestono i nostri abiti, sorridono con il nostro volto.. vivono in noi.
Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad Amare..
Amore.. che grande parola... amore è delle piccole cose che alla fine sono le più grandi.. amore è accogliere con un sorriso.. perché nessuno mai sarà così povero da non poter donarne uno..
amore è quel tocco dato ad uno sconosciuto.. ma che parte dal cuore, amore è cercare in fondo, dentro di noi.. e in quel meraviglioso scrigno chiamato cuore trovare noi stessi.. avere la forza e l'audacia (perché è audacia in questo mondo) di donare e mostrare le perle preziose che in esso possediamo.
Non lasciare che gli eventi o le persone spezzino le tue ali.. è difficile perché se doniamo tutto.. tutto possiamo perdere.. ma in realtà tutto ci viene donato attraverso la vita che è tale solo se vissuta con amore.
Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo.. non chiedete spiegazioni alle mie parole.. partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare.. e quell'angelo è ora.. il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura
ci sono dei momenti della mia vita in cui esso si vuol far sentire.. quei momenti li chiamano "pelle d'oca" ma io li chiamo "il tocco di un angelo" ascoltate quei momenti.. sono i più importanti perché l'angelo che c'è in te, ti vuole parlare...
SIAMO ANGELI CON UNA SOLA ALA......POSSIAMO VOLARE SOLTANTO ABBRACCIATI!


Thursday, June 12, 2008

Sono Orvietano e sono anche Etrusco.....

Mi sono sempre chiesta perchè l'orvietano in genere sia un tipo abbastanza chiuso e solitario, uno che se lo incontri e gli chiedi un informazione con educazione ti risponde ma non va mai oltre.


Gli orvietani sono Etruschi “Siamo etruschi, un popolo chiuso, siamo una rocca”, sembra spiegare il vecchietto di turno mentre si fuma la sigaretta seduto al bar e sembra quasi esserne orgoglioso. Già, gli etruschi erano presenti sulla rupe dal VII secolo a.C. e hanno lasciato resti di grande interesse come le rovine del cosiddetto tempio del Belvedere presso il pozzo di San Patrizio, le numerose testimonianze ipogee, i reperti nel Museo Archeologico e nel Museo Claudio Faina.






Il popolo etrusco si insediò nell'Italia centrale e parte di quella settentrionale, un popolo dalla origine misteriosa, secondo una delle tante supposizioni tale popolo era proveniente dall’Est e taluni prospettano fossero nientemeno gli esuli Troiani sfuggiti alla distruzione della loro città.






La città etrusca di Velzna (Volsinii in latino) si sviluppò al termine dell’età orientalizzante e acquistò grande importanza come centro agricolo e commerciale, nonchè come capitale della Lega Etrusca, i cui magistrati si riunivano periodicamente nel tempio di Voltumna, nelle vicinanze dell’abitazione. Le notizie degli storici antichi e le testimonianze archeologiche documentano l’immagine di una città ricca e potente per tutti i secoli VI e V a.C., con uno spiccato carattere sacrale (molti templi) e commerciale (molto vasellame di importazione greca) ed una società più aperta ed egualitaria rispetto ad altre città etrusche. La ricchezza di Volsinii era data, oltre dall’agricoltura e dal commercio, anche da produzione di vasellame (d’imitazione greca o tipicamente etrusco come il bucchero) e di bronzi per i quali la città era rinomata. La prima età ellenistica (seconda metà del IV sec. a.C.) è testimoniata da tre tombe dipinte, ubicate nel Comune di Porano, a pochi chilometri in linea d’aria da Orvieto: le Golini I e II e la Hescanas (così indicate, le urne, dal cognome dello scopritore e, l’altra, dal gentilizio della famiglia proprietaria), i cui affreschi si segnalano per una particolare freschezza di espressione e vivacità nel rappresentare scene tratte dalla vita quotidiana. L’avventura etrusca di Orvieto si conclude nel 264 a.C. quando la città viene rasa al suolo dai Romani e gli abitanti vengono trasferiti forzatamente sulle sponde del vicino lago di Bolsena.





Tracce, oramai ignorate della cucina etrusca, si ritrovano in iscrizioni romane e scritti di epoca medievale e rinascimentale. Clotilde Vesco, autrice di un volume intitolato Cucina Etrusca.2685 anni dopo e curatrice anche di un edizione de re coquinaria, l'arte della cucina di Apicio, riporta in auge gli usi e le preparazioni ereditate dai locali dalla cucina e tradizione etrusca.


Già allora si consigliava di scottare fegatini ed interiora e persino frollare la carne prima della cottura. Gli etruschi furono i primi importatori intorno al VIII secolo, di spezie e raffinati condimenti, tra cui il pepe, le bacche di mirto appunto usate sempre per condire la carne e persino la cannella ( chiamata cinnamomo o cassia). Conoscevano molto bene anche il cumino ed il coriandolo che tuttoggi è usato nella preparazioni dei salumi e condimento delle carni.


Il nardo dall'odore intenso cioè l'erba citronella (Cymbopogon nardus) un'alta erba tropicale sempre verde dallo spiccato profumo molto simile a quello del limone perchè contiene lo stesso olio presente nella buccia dell'agrume che gli etruschi utilizzavano per gli arrosti specialmente di capretto. Ma troviamo i semi di sesamo e anche le foglie aromatiche di pimpinella che arricchivano le insalate. Apicio parlava già dei tartufi che conferivano sapori inconfondibili alle pietanze etrusche fornendoci così alcune ricette dedicate a questi tuberi.


Nutrimento base per le popolazioni rurali era il farro o spello che coltivavano in 4 qualità diverse per poi trasformare in farine per preparare un pane basso tipo focaccia e polente.


Zuppe di legumi e polenta di farina di farro, focacce di farina impastate con il latte e formaggio fresco. La torta rustica come la scriblita, una sfoglia sottile alternata con la ricotta che una volta seccata veniva utilizzata come pasta secca.


Gli Etruschi conoscevano la sfoglia e l'uso della spianatoia e del mattarello come testimoniano gli affreschi nella Tomba Bella di Cerveteri.


Bonificando terreni paludosi arrivarono persino a trasformare zone nefaste e ben conosciute solo per la malaria in fattorie dove crescevano frutta e verdura di ogni genere.


La cipolla di Cannara o quella di Certaldo dalla variante rossa ne sono una prova tangibile.


Venivano utilizzate per le zuppe ma gli etruschi amavano mangiarle crude visto l'alta digeribilità.
La cipolla era un ingrediente fondamerntale non solo per le zuppe ma anche per le frittate e per la mitica panzanella che risale alle offerte sacrificali sulle antiche are cui alluderebbero le "Tavole Eugubine": la patenata fatta di pane bagnato con aceto di vino ed erbe varie.


















Wednesday, June 11, 2008

Premio Sale Y Pepe



Sono molto grata a Grazia Cioce di Cuocapercaso che mi ha insignito del premio Sale y Pepe
Mi sento onorata ma anche perennemente in colpa visto che rilevo il premio con troppo ritardo sulla tabella di marcia. Nella speranza di venire perdonata per così tanta distrazione mi accingo a rigirare il premio ad altri appassionati che curano con Amore e Devozione Blog di Cucina-Ricette e Vino...

Premio con estremo piacere La Dolcetteria perchè le sue ricette semplici ma di grande effetto sono alla portata di molti. Il suo piglio deciso fa venire voglia di far dolci a tutte le ore...e le sperimentazioni non finiscono mai. Brava Dolcetto!

Premio Cocò perchè ho gradito tantissimo la sua fetta di Torta soffice ai piselli con Bocun de la Regiura ed io le dedico oltre al premio anche un bel brindisi con Champagne.


REGOLAMENTO
Ogni Blog Premiato Potrà a sua volta premiarne Due..Potrete Premiare solo Blog che si occupino di -ENOGASTRONOMIA- Quindi Cucina,Ricette,Vino.. Mi raccomando grazie..Naturalmente dovrete lasciare ai Blog da voi Premiati una motivazione,e pregarlo dal momento che gli verrà assegnato il Premio di ritirarlo su questa pagina-che sarà l'unica a far fede per tutti i Blog Premiati,Quando si sarà accettato il Premio ed esposto sul proprio Blog si prega di segnalarcelo tramite COMMENTI .indicando il link di chi vi ha premiato e naturalmente il vostro appena premiato.Dopodiché a vostra volta potrete premiare il vostro Blog lasciando al ricevente una motivazione-pregandolo di inserirvi anche il regolamento...

Sunday, June 8, 2008

Noi donne in cucina....

Che fantastica cassaforte la nostra memoria. Riesce a conservare ogni emozione ed ogni infinitesimale sensazione che ci attraversi. E' l'unico luogo dove si possono conservare gli odori ed i sapori che neanche una foto o film potrebbero mai catturare. Quando riconosciamo quell'odore o sapore obliato agli inizi è solo un accenno che magari non riconosciamo a primo acchitto ma il ripescaggio avviene semplicemente all'improvviso senza che noi ce ne rendiamo conto.
Cucinare e cucinare....sono lontani i tempi in cui le cuoche casalinghe, donne tuttofare imbastivano 500 ravioli di ricotta e spinaci in un solo pomeriggio per sfamare centocinquanta invitati. Mia nonna Parisina di origini toscane, donna generosa e dedita alla famiglia contrappposta alla rigidità pur didattica di mio nonno Gastone, umbro dop (burbero ma simpatico e come usava dire lui "can che abbaia non morde") mi hanno condotto a dibattermi nell'attuale compromesso fra il brio materno del buon soffritto e la morigeratezza scientifica del facciamone a meno.
Allora nonno Gastone in perenne conflitto con la sua dieta iniziò ad elaborare la dieta del lunedì, niente cibo durante la settimana ma grande abbuffata la domenica con tutta la famiglia.
Alla fine costatammo tutti che la dieta del lunedì corrispondeva nell'abbuffarsi tutta la settimana.
La nonna Parisina sorrideva per poi ricordargli "Gastone, non sarà mica il caso di mettersi a dieta?" Ed il nonno " si ma ma inizio lunedì...!!"
E quel lunedì non arrivava mai.
E' difficile far coincidere il concetto di "sano" con il concetto di "senza gioia" eppure mangiare sano è importante. Nonno Gastone ha sempre creduto che la lotta agli eccessi sul cibo non servisse a nulla dicendo e ribadendo più volte "sono felice di stare a tavola con la famiglia, con gli amici senza sentirmi sacrificato". Nessuno mai ha osato cambiare il suo stile di vita arrivando a pesare 110 kg per un metro e sessanta di altezza.

"un giorno ti ricorderai del profumo e del sapore di questi piatti? io non voglio perdere nulla, neanche un solo "picio" fatto dalla nonna".

Bravo nonno avevi ragione...magari un pò più di morigeratezza col cibo non avrebbe fatto male.

Perciò rivedo il passato ogni volta che mi accingo a cucinare...strano a dirsi ma è dentro di me. Ritrovare quella stagione lontana per sempre mentre preparo la "zucchetta" della nonna, mentre trito tanta cipolla per piangere ridendo. Vedere la realizzazione del piatto, ammirarlo, apprezzarlo per poi degustarlo e farlo scomparire in noi. Tutto ciò che è il cibo entra dentro di noi è un pò come essere cannibali. Il nostro cervello registra quella sensazione e tutte le componenti che hanno creato quella sensazione......da lì il passo e breve...basta poco per essere sommersi da tanti ricordi.

Pici della Parisina
Ingredienti per circa 8/10 persone

800g di farina
1 uovo
1 cucchiaio d'olio
sale
Un quarto di litro d'acqua tiepida.

Preparazione:disporre la farina sulla spianatoia, aggiungere l'uovo e l'acqua e poi impastare fino a che non si è incorporata tutta la farina.Spianare la pasta con il mattarello e fare un disco alto circa 2 cm, coprire con un tovagliolo e lasciarla riposare per 15 minuti. Tagliare poi il disco a strisce e stendere con le mani ogni striscia fino a formare dei serpenti lunghi.Cuocere in acqua bollente salata e condire con il ragù di carne.
La nonna Parisina non pesa nessuno di questi ingredienti, lei è ancora una che fa tutto "ad occhio" poi se le chiedete una ricetta fate attenzione, non è mai attendibile...lei da cuoca "old style" mitologicamente crede ancora che le ricette debbano rimanere segrete.

Thursday, May 29, 2008

Un premio speciale: Meme Revolution



Dal mio grande amico e collega Chef Sergio Maria Teutonico ho ricevuto un premio speciale.


Non datemi della scontata ma questo premio mi riempie il cuore di gioia
e voglio condividere questa emozione premiando altri blogger che lavorano con la nostra stessa identica passione e dedizione.

Il regolamento lo trovate proprio qui


Premio la mia cara Cuocapercaso Grazia Cioce che sento vicina con la sua ala protettrice.
Aspetto con ansia l'arrivo del suo libro. Un romanzo che spero di leggere quanto prima perchè Cioccolato Fondente Extra deve essere davvero speciale come è speciale chi l'ha scritto......:)))))

Sono felice di premiare anche Pippi perchè con il suo blog ricco di storie quotidiane di cucina e molto altro...mi contagia positivamente mettendomi di buon umore.

E poi la scoperta del blog di Cocò una giovane avvocatessa con forti velleità culinarie che riesce sempre a stupire. Questa è la prova che col cuore si può arrivare sempre dove si vuole.




























































































Wednesday, May 21, 2008

La Forza del Pensiero


L'altra notte ritornando a casa il lampione del vicolo era spento...ho espresso un desiderio passando là sotto e d'incanto il lampione si è acceso....strana la vita!


La Natura ci obbliga a percorrere la vita. Non potremmo fermarci nemmeno se lo volessimo.
Qualunque essere ragionevole non intende limitarsi a passare attraverso la vita come un vegetale che produce suoni e movimenti, vuole piuttosto evolvere, migliorarsi e protrarre il proprio sviluppo mentale fino all’epilogo della vita fisica.

Questo sviluppo si può verificare solo tramite il miglioramento della qualità del pensiero soggettivo e degli ideali, delle azioni e delle condizioni che esso manifesta come conseguenze.
Ogni regno diventa più sottile e spirituale quando si passa dal visibile all’invisibile, dal grezzo al raffinato, dal basso all’alto potenziale. Quando raggiungiamo l’invisibile, troviamo l’energia nella sua forma più pura e volatile.

Proprio come le forze più potenti della Natura sono invisibili, così scopriamo che anche le energie più potenti di una persona sono le sue forze invisibili, la sua forza spirituale, e il solo modo di cui dispone quest’ultima per manifestarsi è il processo del pensiero. Pensare è la sola attività esercitata dallo spirito e conduce a un unico prodotto, il pensiero.
Naturalmente, la mente crea condizioni negative alla stesso ritmo con cui ne crea di favorevoli, e quando consciamente o inconsciamente visualizziamo ogni tipo di carenza, limitazione e discordia, noi creiamo quelle condizioni; questo è ciò che molti fanno inconsapevolmente di continuo.
Anche questa legge, come ogni altra, non fa differenze per nessuno, è costantemente attiva e porta instancabilmente a ciascuno esattamente ciò che ha creato; in altre parole, «Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato» [N.d.T.: Galati 6,7]*.

Quindi l’abbondanza dipende dal saper riconoscere sia le leggi dell’Abbondanza, sia il fatto che la Mente non solo è la creatrice, ma anche l’unica creatrice, di tutto ciò che esiste.
Certamente non si può creare nulla senza prima sapere che può essere creato e senza far seguire un impegno adeguato. Oggi nel mondo non c’è più Elettricità di quanta ce ne fosse cinquant’anni
fa, ma finché qualcuno non ha individuato la legge che la rende utilizzabile, non ne abbiamo tratto alcun beneficio.

Ora che quella legge è stata compresa, praticamente illumina tutto il mondo. Così avviene anche per la legge dell’Abbondanza; solo chi riconosce questa legge e si pone in armonia con essa, ne riceve i benefici. mano rappresenta il potere spirituale del cosmo, che opera attraverso la sua umana creatura.

Tratto da La Chiave Suprema


L'alimentazione naturale è una buona risposta. Può connetterci alla leggerezza del pensiero perché esprime una qualità del cibo che "fa sentire relativamente poco il suo peso" e quindi facilita il processo della digestione: "cibo leggero a lavorarsi come il legno da opera, leggero a bruciare come il legname da ardere".