Thursday, November 6, 2014

Le elementari tra letture e scoperte significative: da Adamo ed Eva e l'albero del melo malum



Le maestre hanno sempre la loro grande personalità. La nostra maestra Antonia chiamata da tutti Tota  denominata anche “ La signorina” perché non sposata. persino la grande direttrice del centro Domenico Savio, centro dove venivano rieducati ragazzi con vari problemi di adattamento. sarebbe stata la nostra insegnante per i restanti anni delle elementari. Lei era gentile, comprensiva ma aveva l’aria della grande conservatrice. Si era persino conservata ed immolata per il lavoro che il fatto che non fosse sposata la riportava sempre al grado di “direttrice e signorina” mai “zitella” non sarebbe stato il termine  appropriato. Lei era una donna di fede che aveva sposato insegnamento e grande impegno nel mondo del sociale. Con le sue forme tondeggianti risultava anche un po’ materna ma il suo passo era di chi sembrava procedesse con la la fascia da sindaco benemerito di un paese che era già stato da secoli declassato a frazione.
Il suo incidere molto felpato con scarpetta tacco tre, capello biondo e occhiali mi ricordavano qualche personaggio dei cartoons. Lei camminava dritta come un fuso e spesso si calava gli occhiali per guardarci in faccia uno ad uno ( eravamo in 5 per fortuna) sempre silenziosa, meditativa e molto riservata.
 Era un replicante mista  tra la signorina Rottermaier, e la zia di candy candy quella che in poche parole quando ti inquadra sai già che sei fottuta alla prima interrogazione. Nella sua grande particolarità aveva anche parole di conforto. IO NON CAPIVO i problemi di matematica.
Appunto se sono problemi perche mi dovevo preoccupare. “Allora il treno parte da roma alle 6 del mattino e arriva firenze alle 12 calcolando che ha decelerato il suo percorso rallentando la sua velocità media per 4 volte andando a 100 km mi sapete dire con quanto km viaggiava?”
Io avevo perso il treno, persa tra partenza, decelerazioni e arrivi e mi domandavo “perché i treni  danno tutti questi problemi?”

Il soggetto cambiava se c’era il contadino che doveva vendere 10kili di mele ma che per tre volte consecutive si ritrovava a venderle usando le frazioni. Se un giorno le vende un quarto, il secondo giorno le mangia due, poi il terzo giorno gli rimangono un terzo…….
Ed io mi chiedevo perché il contadino non se le mangiasse tutte insieme senza  farsene un problema’
E la Tota decise in  accordo con i miei genitori di portarmi a fare ripetizioni di matematica, sulle frazioni, divisioni e moltiplicazione delle mele. Del treno non fu fatta menzione anche perché mentre tutti avevano trovato la soluzione io ero rimasta lungo il binario a salutare la gente.
Non ho mai capito se quella logica matematica mi avrebbe condannata a vivere col sospetto che i miei compagni di classe viaggiassero in treno in business class ed io al massimo nel vagone merci magari piena e stracolme di mele da contare. Chissà se le conto tutte???????????????????

Tutti bravi in matematica, tutti bravi a leggere e a fare il sunto specialmente dopo aver letto un testo. Io stavo zitta perché ero timida forse mi annoiavo o come ripetevano a casa “Sei somara!” La Tota bastava che abbassasse gli occhiali per guardarmi perplessa cercando di incoraggiarmi con la frase “dai Velia che è facile”  “povera Velietta”.

Fabiola e Monia erano le femmine più attente, Mirko con poco faceva il suo riassunto in modo discreto perché anche lui le voleva poche. Mirko con minimo impegno era sempre avanti. Riccardo invece calcolava la costante, era impressionante il suo modo di analizzare gli orari del treno, il flusso, le decelerazioni ed i tempi improduttivi che oggi Trenitalia lo dovrebbe assumere come dirigente nazionale. Al fruttivendolo Riccardo avrebbe predetto il tempo della semina e raccolta e gli avrebbe anche consigliato di non entrare nei nostri problemi più che altro per rispetto della sottoscritta. Si ero alla frutta. I miei pensierini erano talmente basici ma me la cavavo egregiamente nell’inventare storie e ciò che era fantasia diventava per la maestra Tota un modo per farmi apprezzare.

La maestra Antonia ci introdusse alla lettura della Bibbia. Iniziammo con la genesi, la genesi del creato, la creazione dell’uomo. Poiché l’uomo si sentiva solo Dio decise di prelevargli una costola per plasmare la donna “ Eh così avrai una compagna per la vita!”
Adamo trafitto dal dolore per la perdita della costola si ritrovò poco dopo con Eva. Come inizio andava anche bene. Dio li mise in un giardino paradisiaco chiamato Eden
Era pieno di frutti ma pose il divieto assoluto di non mangiare il frutto da un determinato albero. Il melo della discordia.
Praticamente avevano un paradiso tutto per loro con migliaia di alberi, ridenti praterie, campi da coltivare, io ero curiosa di sapere se avessero cani e gatti ma la maestra non chiarì questo punto.
C’era l’albero del male o del melo che non doveva essere toccato. L’albero della conoscenza del bene e de male. « Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. »   (Genesi 2,9)                        
            « E Dio impose all'uomo anche questo comando: «Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai certamente dovrai morire». »   (Genesi 2,16)

Ma anche in mezzo a tanti alberi e tanta scelta Eva un giorno parlando con un serpente curioso fu tentata nel cogliere il frutto proibito dall’albero della conoscenza.
 Eva si annoiava a morte in tutta quella perfezione. La donna creata dalla costola di Adamo si apprestava a compiere l’atto più coraggioso dell’intero volume. colse la mela, la mangiò e la passò ad Adamo con parole chiare  “ecco beccate questa vedrai come te se passano le costole”. Appena mangiato il frutto Eva si sentì strana, Adamo iniziò a vederci  meglio al punto che le chiese tutto sorpreso “Eva ma ste poppe dove le tenevi?” “Adamo pure tu non scherzi a protuberanze strane”. Si ritrovarono nudi, si nascosero dalla vergogna, si vestirono con fogli di fico ed iniziarono a pensare che quella mela malum potesse essere molto più interessante.
 La pacchia durò poco perché Dio si presentò a loro, niente confettura di mele malum cari miei.
Il processo viene fatto in direttissima. Aver mangiato il frutto della conoscenza del bene e de male gli sarebbe costato caro. Il serpente si giustificò dicendo che aveva espresso un parere, Eva dava  la colpa al serpente, Adamo accusava Eva che gliela aveva passata con molta superficialità.

Dio condanna prima di tutto il serpente; la punizione della donna la tocca nella sua duplice qualità di madre e di moglie. “Partorirai con dolore” Anche l’uomo è condannato, anzitutto nel suo rapporto con la terra, alla quale è legato come a una moglie e dalla quale attende i frutti: ora la terra diventa una nemica. Comunque né l’uomo né la donna vengono "maledetti" da Dio, che riserva parole di maledizione soltanto al serpente e alla terra (o al cosmo). La più aspra conseguenza del peccato è la morte: il peccato produce una rottura del rapporto con Dio, e la morte fisica sancisce definitivamente questa rottura.

La maestra Antonia ci spiegò cosa fosse è il peccato originale, e che per colpa di una mela l’umanità è soggetta alla morte come espiazione del delitto infame.

Sono stata giorni arrabbiata con Eva, ecco una che non si fa i fatti suoi. Per Adamo provavo profonda tenerezza, per il serpente anche un po’sana di simpatia. Arrivavo a casa e domandavo se per una mela saremmo dovuti  soccombere tutti.

La  Maestra Tota non era così drammatica, semplificava ogni singolo passaggio, lei ci stava narrando la storia di una donna nata da una costola di un uomo che dalla grande noia ci aveva condannati a morte.

“allora bambini possiamo fare un pensierino, una riflessione e trarre la lezione del giorno?”.
Vista la mia indole e per come sono di carattere non l’avrei mai toccato l’albero della conoscenza specie con tutti gli ammonimenti e divieti posti. Poi Dio era stato ben chiaro perché la punizione avrebbe comportato la cacciata del’eden.
I pensierini di Riccardo erano nettamente superiori alla stesura della bibbia, Fabiola e Monia si erano impegnate a scrivere la morale semplice e genuina, Mirko era stato più breve e aveva sintetizzato bene, IO???? Il mio condensato genetico, simposio- sintesi sulla genesi non fu apprezzata perché avevo cambiato versione.

“Il contadino aveva un albero con sole 10 mele; una se la mangiò Eva, una se la beccò Adamo ed il serpente ne mangiò 8 per morire di colite poco dopo. Quante mele sono rimaste? ZERO. Problema risolto. No Dio si arrabbia perché è rimasto senza mele”

La maestra non gradì molto, parlavo poco e si mise a ridere esclamando “Non hai colto la morale ma hai risolto un problema per la prima volta” “ No maestra la lezione l’ho capita ma sto troppo arrabbiata con Eva e preferisco contare le mele del contadino”.



Le cose non migliorarono col passare del tempo, ero affascinata dalla lettura di maestra Tota-Antonia ma la mia capacità di sintesi rimaneva incompleta. Da lì a poco passarono in classe in pochi anni tutti i personaggi biblici dell’antico testamento. Noè con la sua arca, Giuseppe figlio di Giacobbe venduto dai fratelli, Mosè salvato dalla acque, Davide e Golia, Giona e la balena, Daniele ed i leoni. Si erano racconti a puntate, a colori seppur narrate da una voce bassa alla quale poi veniva il singhiozzo. Anche perché la punteggiatura che l’hanno inventata a fare?
A noi 5 ex pulcini in via di sviluppo queste storie ci piacevano assai, poi ci confrontavamo ed io  “si ma la storia è vera oppure no? Che ne so Cenerentola non esiste!”.

Santi numi, Velia ma cosa dici, come fai ad asserire che Cenerentola non esiste davanti ai tuoi compagni? Sono passati più di 30 anni o giù di li. La maestra Antonia si ritirò in pensione, perpetuò il suo dovere di direttrice presso l’istituto per anziani, il suo centro ricco di giovani era diventato oramai una casa di riposo. Un giorno la incontrai e fu dolcissima.
“sai Velietta, per anni ho pensato che tu avessi seri problemi di apprendimento”
“ ma no Direttrice, si figuri ho sempre saputo di essere somara anche se lei non me lo diceva apertamente”
“ Eri sempre in silenzio, eri timida e spesso persa nel tuo mondo fantastico che non volevo disturbarti”
“ ma si figuri Direttrice, già che mi chiamasse Velietta o Veliuccia lasciava  intendere che aveva a che fare con una figura molto molto fragile”
“ beh si, sei uscita fuori che Babbo Natale non esisteva perché non l’avevo letto sul vangelo”
“ ma si figuri Maestrissima, ma io non capivo che senso avesse scrivere una lettera a Gesù bambino per farsi portare il regalo da un perfetto sconosciuto con barba bianca e vestito rosso che non viene menzionato nella bibbia. I bambini sanno rendere il mondo più semplice degli adulti, più reale e giocoso”
“ si Velietta, hai proprio ragione, eri una bimba introversa ma molto brillante, se ben ricordi la recita di Natale della scuola la presentavi te anche se te la facevi addosso dalla grande emozione”

Poi un giorno la nostra Tota ci lasciò provata da una lunga malattia, mia madre che era andata a trovarla pochi giorni prima del trapasso me la passo al telefono “Sai Velia sono fiera di quello che hai fatto, hai scelto di fare l’insegnante ed i tuoi alunni saranno felici di avere una maestra così, abbi cura di te”.

Ma la vita introversa diventò estroversa appena il diploma magistrale, mia madre che alle udienze veniva solo per farsi dire " si  la ragazza è la prima della classe" Oh almeno un soddisfazione con un bel punteggio di 58 sessantesimi per la maturità. Un pezzo di carta che ho utilizzato per poco tempo prima di volgere lo sguardo alla cucina, complice una nonna Parisina cuoca rinomata.la nonna Marsilia più semplice ma capace di piatti unici.
Anche stasera niente ricette, solo un ricordo bello del cammino dellla mia esitenza..............grazie ai miei compagni di banco; Riccardo, Mirko, Fabiola e Monia.
Grazie Maestra Antonia,,,,,,,

3 comments:

Davide Cannone said...

Il brutto anatroccolo che diventa cigno (dal punto di vista scolastico ovviamente) :-)

Senza conoscela e solo leggendo qui...la direttrice mi sarebbe stata simpatica :-)

Velia said...

la direttrice era burbera, sorrideva raramente, ma sapeva farsi amare

Davide Cannone said...

Beh te invece se solare, sorridi sempre, e sai cmq farti amare ;-)