Friday, March 15, 2013

Ricette per vincere...."mette caso" che al CUP!!!







"Il mio lavoro-base (come lo chiamo io!)...è un lavoro: non è nè bello e nè brutto. Solo a volte ha dei picchi, come dire?? di interesse! che virano dal molto divertente (a tratti esilarante) al molto fastidioso (a tratti con istinti omicidi).
Sono una sportellista CUP, ovvero lavoro al pubblico e "faccio le prenotazioni" (o, come dice mio figlio Criccri, vendo i biglietti dell'ospedale...tipo quelli del cinema, insomma).
Ieri mattina quando sono arrivata (che in cielo c'era ancora qualche stellina...un po' prima dell'alba, insomma), nell'atrio dell'ospedale c'era già una buona dose di vecchietti solerti in attesa: al bar, mi hanno detto che erano già lì quando loro hanno aperto ...e il bar dell'ospedale apre alle 5.30 del mattino.
Ora io dico: il CUP per prenotare le analisi, cara vecchietta insonne e solerte, apre alle 7.20...e i prelievi del laboratorio iniziano alle 7.45. Ma perchè mai, mi chiedo, arrivi DUE ORE PRIMA dell'orario? poi siccome siete già in tanti, ti tocca comunque aspettare la tua bella mezz'ora se non di più prima di sentire l'agognato biiip del numeratore che chiama il tuo turno... per poi alla fine SCLERARE di fronte a me urlando e sgomitando via fiera chiunque si frappoga tra lei e lo sportello "SO' DIGIUNA DALLE 5! TOCCA A ME, 'N SONATE PIU' CHE CE SO' IO!!!"????
Ed io...."Signo' io ho sonato perchè non veniva qua nessuno, - mi giustifico - ma qua... via... non s'arrabbiamo, fatime vede' che c'avete...MMMh..Signo' que' l'ete da prenota' di sopra!!!!! Ete fatto la fila qui e qui 'n famo niente! "
A quel punto la vecchietta perde un po' della sua verve e mi guarda smarrita: "AH, SIII'???? AMBE', ALLORA SCUSATIME, SIGNORI'...E COME CE SE VA DI SOPRA????" "Da qui da parte al bar signo'...c'è l'ascensore..." e mentre dico così lei è già via e, senza suonare un ulteriore biiiip, passo alla prossima storia....





Il mio lavoro-base ( come lo definisco io) è un lavoro. Provo a fare la chef, scrivo, organizzo eventi ma adoro decisamente studiare i comportamenti umani a livello di interazione sociologica.
Vi è mai capitato di trovarvi in mezzo alla gente ed osservare come tutto sia scientificamente scontato? Se il barista vi dirà “Buongiorno o Buonasera cosa desidera?” è di buonumore ma se vi lancia un “che prende?” o peggio “Allora lo scontrino?” ha avuto sicuramente un risveglio repentino e ha dovuto litigare con la moglie, sorbirsi la vestizione dei figli pronti per la scuola mentre l’amata consorte per tutta la mattinata non ha fatto altro che ricordargli che è uno sfigato di merda. Me lo chiedo che cosa porta la gente dentro a quel corpo, provo sempre a mettermi nei panni del mio prossimo perciò sono educata e cortese e soprattutto sorridente anche se il cane mi ha trascinata per mezzo km a bandiera, ed ho avuto una nottata decisamente difficile vuoi la digestione complicata ed incubi vari.  Ieri come ogni mese sono andata a fare il prelievo del sangue, le semplici analisi di routine che la maggior parte di noi ogni tanto dovrebbe fare. Le prime volte andavo all’orario dell’apertura del CUP. Gli sportelli aprono alle 7,20 tra che prendo il numero e mi prenoto passo al laboratorio analisi e con un altro numeretto sono dentro. Ma la sorpresa è stata che la maggior parte dei vecchietti pensionati ( non me ne vogliano) sono già sul piede di guerra alle 5, hanno già preparato la vestizione la notte precedente, hanno messo in moto l’automobile mezz’ora prima “metti caso non parte?” , hanno messo in fila ricetta per ricetta e si ritrovano tutti e ripeto TUTTI ad ingolfare il traffico tra le 7 e le 8 del mattino sulla rotatoria di Orvieto Scalo.

Ho visto vecchietti fare anche 4 giri perché mentre lui guidava la moglie potesse ricontrollare di avere con sè tutti i referti medici. Persino quelli che fanno tre giri intorno all’ospedale per paura di non trovare l’entrata.

 Arrivare al CUP è il momento cruciale, io che sono nettamente in anticipo vado a prendere il numero. Vedo dal display che stanno al 25 ma chissà perché anche se non me sembra tanto pieno il mio ticket è il numero 178. Praticamente ci sono vecchietti che si prendono anche 3 o 4 biglietti “perche mette caso viene il poro Piero che sta acciaccato je passo il numero no?”  mette caso che me chiamano e non lo sento?” “Sta un pò a digiuno per tre o 4 ore?”   Poi sulla panchina della sala d’attesa ti guardano male quasi per dirti “chissà che fai qui a perde tempo tanto sei giovane, guarda come stiamo ridotti?.    Ed il miglior pezzo è quando si riconoscono, fanno amicizia e nel frattempo c’è la gara a chi ha più acciacchi. “Io ho 3 ernie, me fa male un ginocchio e c’ho l’artrite!” l'altro “Ah tu stai male? Io c’ho l’artrosi e na vertebra incrinata poi non te dico quanto ho girato, pittola qui pittola de là….non so più dove batte la capoccia”. Io attendo sempre con cautela, compro un giornale spesso non riesco a leggerlo perché la signora di turno mi fa “ahhhh non ci sono più i giovani di una volta, una volta a quest’ora eravamo già a lavorà, pascolavamo le pecore, c’era la fame e  ce tiravano le bombe. Oggi invece tutto a pappa fatta…..ma mica lo dico per lei??? Dio me ne guardi io dico perché na vorta tutte ste accortezze mica c’erano!?? Eravamo stiave de tutto e le dottori chi l’aveva viste mae? Quanno ho partorito io stavo ad impastà il pane mica dentro un letto e me ricordo la mi pora socera che mi diceva SPIGNE COCCA ed io impastavo. Non sapevo manco che significava partorì….eh ma….l’ho fatto uno de figlio testa de cavolo”   Io sorrido sempre davanti a tanta genuina saggezza. La signora 85 enne certo non immaginava che avrei parlato con lei di come noi giovani vediamo il mondo e forse non si aspettava tanta attenzione. Invece con piacere ho chiuso il giornale e ho interagito con tutta la combriccola che mixava con leggerezza i propri mali con compiacimento. DOPO questa premessa ieri sono arrivata tardi per evitare la solita fila e perche ho notato che anche alle 9 si fa sempre in tempo a far tutto. Ore 9,20 arrivo prendo il numero 79 e stavano servendo il numero 71. Ho fatto di corsa il corridoio per accaparrarmi il numero del prelievo. Ahime mi dicono che hanno finito i biglietti. L’infermiera educata e attenta “Velia aspetta adesso ti rimedio l’ultimo numero e poi ti aspettiamo”.

Ecco la vecchietta di turno “signò ma a quest’ora? e mo le analisi nun ve le fanno più!”. Lascio stare. Corro trafelata al CUP esce il numero 78 e poi il 79……..
79 il mio numero. Perciò mi appresto ad arrivare allo sportello dove Chiara con il suo sorriso solare mi accoglie. Ad un certo punto sbuca una signora sulla settantina abbastanza irritata “Eh nooo ce so prima io!”  Mi prendo una mezza gomitata.  Io mi scuso facendole notare che era stato chiamato il mio di numero e Chiara le spiega che all’annuncio del numero 78 non si era presentato nessuno.
Perciò lascio il passo alla signora che parlava da sola a macchinetta……poi ho visto un po’ di sconcerto, Chiara le spiega la situazione e lei  “Ohhhh signorì davvero?? Non dovevo veni qui ma di sopra??? Scusate scusate! E come ce se va de sopra?” Chiara le fa vedere dove ci sono gli ascensori.


Una volta allo sportello mi sono guardata dietro ed ho esclamato “ non è che adesso arriva uno con un manganello per spedirmi in ortopedia?”   Chiara sorride e mi racconta che stare al pubblico specialmente in un ospedale si vedono di tutti i colori. Quando arrivo al laboratorio analisi la stessa signora mi fa “Signorì ma ve le fanno le analisi a quest’ora?”

“si….perchè ho ancora un margine di 40 minuti poi sa signora non so lei ma io dopo vado a lavorà lei magari va a fare il pranzo”    “Eh nooo…io il pranzo l’ho preparato ieri sera mette caso che qui c’è la fila?”   ed io “Le ricordo che alle 10 il laboratorio analisi chiude i battenti”
E lei ancora imperterrita “Metti caso che se rompe l’ago, o che se rompe na macchina?”

“O signo….ma un po’ de positività”   “Voi giovani la vedete facile”

Si forse loro non sanno che vado a dormire all’alba e che faccio una vita OFF LIMITS….certo non ho provato la fame, non ho sentito le bombe dei tedeschi  però un po’ di educazione e soprattutto di sano ottimismo. IO STA FRASE “METTE CASO CHE”  mi fa venire ansia.
   Quando sono uscita eravamo assieme, la signorotta contenta si teneva quel braccio manco avesse donato il sangue a 10 persone, io andavo di corsa cerottino ed ero vestita.
 Ho detto “Signò senza arrabbiasse mette caso che un caffè al bar…..”    “ ma si signorì, mannaggia non je lo volevo di ma c’ho na paura dell’aghe!”  Le ho spiegato che noi giovani non siamo cosi frivoli e vuoti ma dobbiamo prenderla con leggerezza perché oggi anche senza le miserie di una volta siamo più miseri di allora. Corriamo sempre e non per venire a fare le analisi perché il tempo ci fagocita a prescindere da ciò che facciamo e per noi è un acerrimo nemico. Esistono diversi modi di vedere la vita e comprendo che per un anziano la prospettiva sia ben diversa. Allora ho pensato ad un nuovo premio da donare al pensionato più Veloce "The talent got CUP" che in poche parole si vince una coppa ed immagino che alcuni vorranno quella del maiale. Viva la vita e questi vecchietti arzilli che sul fronte ospedaliero si sanno far rispettare. Io che sono geneticamente predisposta alla calma mi relaziono facilmente con gli altri con assoluta serenità che diluisce il tempo permettendomi di viverlo con minore ansietà  e patemi d’animo.La calma mi fa diventare protettiva, rassicurante per chi mi ascolta ed esco da quel posto strappando sorrisi a manetta,,,,,,
Ringrazio le ragazze del CUP Chiara Tiracorrendo, Maria Rita Frizza, Nadia Basili che mi hanno permesso di scrivere il post....siete stupende!!!

E vabbe....non abbiamo ricette di cucina ma ricette mediche di tutti i colori un po’ come un arcobaleno in alta definizione. Ecco per la colazione “Signò un panino con l’arcobaleno?
“no troppa grazia piglio na pastarella ed un cappuccino”

DA MARIA  "Le Dolci Creazioni di Maria"

Il mio lavoro base e' arredatrice ma questo non mi esonera ovviamente dall'avventura del ticket, del cup e dell'allegra brigata dei pensionati. Ne conosco uno molto vicino a me che non si sa per quale strana ragione va alla posta ed è il primo che ritorna dopo appena mezz'ora "ma ti hanno cacciato via ?????" Dal dottore stessa identica cosa.........e non c'e' informatore farmaceutico che tenga. perchè riesce a finire sempre entro le 8 del mattino..........mah!!! Avra' un tocco magico che io non conosco, forse è lo Sterminator delle poste. Quando sono andata dal mio medico per una visita ho assistito a una lotta contro un informatore farmaceutico da brividi: ore 8 del mattino sala d'attesa piena,  io ero la quarta .......il resto dei pazienti? il piu' giovane aveva 60 anni......un informatore era gia dentro ed un altro paziente abbastanza in buona salute certo non in peso forma ma non di certo anziano che inizia a dire " adesso tocca a me...appena esce questo entro io....e ma quando esce gliene dico 4"
Ad un tratto si odono dei passi, la maniglia della porta inizia a cigolare, ecco spuntare.un ombra dietro al vetro satinato "oddio chi sara'?"......ci guardiamo in modo sospetto. Le mani delle signore che stringono le borse, io inizio a sudare: ma non sara' il vampiro di twilight che viene a  prelevare? Quell'ombra spinge la porta che scricchiola neanche fossimo in un film di Dario Argento "nooooooooo, non aprite quella porta". La porta invece si spalanca, e all'improvviso spunta.una donna giovane e bella  ben curata. Ci guardiamo sospirando ma chiedendoci  "Maddai è cosi sana che ci viene a fare qui?"......i nostri occhi si spostano giu......verso le sue mani, una delle quali impugna una valigetta di cuoio nera.....uhmmmmmmmmmmm....molto sospetta........................un lampo di genio percorre gli occhi dei vecchietti " NOOOO un altro "INFIRMATORE o INFIAMMATORE FARMACEUTICOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO" ossignore, l'uomo dal non peso forma inizia a muoversi sulla sedia nervosamente......sborbotta che sembra un borlotto........."EEEEEEEEEEEEEE NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ....fa.......ADESSO LEI ASPETTA , IO STO QUA DALL'ALBA". Io tremavo per la poverina, che invece impassibile si siede, prende il telefono e chiama la sua estetista. Forse scema o forse sorda ignora delle chiacchiere del signore che sborbotta.
Mentre termina la chiamata si apre la porta e la voce del dottore  "avanti un'altro"  così si alza la bella donna che fa l'occhiolino al borlotto e senza dire una parola entra...........il borlotto mi guarda e mentre la donna si chiude la porta alle spalle mi fa "Ma quando esce mi sente, ahhhhhhh se mi sente!" Ed  io penso........non vedo l'ora di tornare a casa per mettere le mani in pasta. Affoghero' in uno dei miei dolci......perche' solo la dolcezza puo' annientare questa insana e insostenibile..impazienza nell'aspettare.




8 comments:

Maria said...

wow ragazze ....strepitoso, velia chiara siete due grandi.......un baciotto grande ma cosi grande quasi quanto l'attesa al cup ;)

Velia said...

Maria non l'ho ancora condiviso per aspettare anche a teeeeeeeeeee.......uheee ma te...MARIA ci 6 anche tu!!!!

Francesco Giommoni said...

La vita è tutta una fila, di corsa....l'importante è arrivare!!

Paola Graziani said...

....fantastico Vè...mi hai fatto venire di voglia di raccontare 1 giornata all'ufficio postale..dove i vecchietti sò agguerriti e ti guardano con sospetto nonostante ci siano i numeretti automatici!!!!!...mette caso che..
brava anzi brave!!!!

Velia said...

si....mette caso sei bella tanto tanto sui vecchietti un pò d'ascendenza....ma si per casi si na cozza maronn....ahivoglia a fare l'occhiolino.

emanuele traverso said...

la giornata alle poste e dal dottore sono come un attacco fulminante di diarrea ...se ti tocca andare è meglio che ti metti il cuore in pace...hai perso la giornata,oltre che a star male....se ho un dottore così,la prima cosa che faccio è cambiarlo....pref3erisco la diarrea che vedere sta gente che ti ruba il posto,,,,ecco i vampiriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii...si achiappate sto attacco de cacata fulmineaaa!!!!!!!!!!!ahahahahahaaaaaaa...............

Anonymous said...
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Anonymous said...

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