Tuesday, November 27, 2012

Chef on the Road....la cena

Con le giacche rosse io Shady, Antonio Scaccio e Borghini sembravamo Babbi Natale dei Grandi Magazzini. Harrods ci avrebbe assunti appunto come Chef Natalizi vuoi per il taglio unico ed il modello scelto. Io volevo la linea tutta mia Solovelia però capisco anche che con tutti quegli chefs non ne saremmo mai venuti a capo. SOLOCHEF e Maria Grazia sono sempre una garanzia. In compenso il nostro nome finemente ricamato sul collo. Finalmente nessuno a guardarti il petto o la pettorina ( per le donne è diverso l’effetto) per sapere chi sei o come ti chiami. Io avevo proposto di scrivere il nome sulla pannuccia ma in fondo...talmente in fondo......che alla fine la gente avrebbe dovuto allacciarsi le scarpe pur di leggere anche un nickname. In cucina eravamo elettrici. Oramai il cibo era già uscito sui vari tavoli da buffet. Io e Scaccio stavamo vicino ad Alberto Rossi che spiegava i tagli della noce ( non de cocco) ed elargiva consigli su come preparare tartarre gustose con spezie e vari aromi. Luca Borghini era pervaso da tutti gli spiriti evocati dalla Cilibrizzi e non stava fermo.
Dall’altro lato ogni tanto passavo anche io...sarà l’artiglio del diavolo con lo chef chef Vincenzo Petruzzelli. La gente si avvicinava ai tavoli e noi guidavamo la degustazione tra varie domande “Mi scusi Velia cos’è questo?” “guardi non lo so…..però sembra uno strudel di pinoli ed erbe varie ma l’ha fatto Scaccio….” “ANTONIOOOO ti prego ci fai una piccola carrellata di ciò che hai cucinato?” Si perché stare dietro ad un buffet dopo una giornata di lavoro non è semplice. Ci vuole gente fresca che sappia dire anche qualche frescaccia “Oh si signora codesto strudel è stato impastato nelle ultime 48 ore per ben 10 volte, poi steso a mano. Per il ripieno abbiamo optato per un sedano stanco su letto di rucola felice” E la gente….ecco la gente ci crede. "questa mozzarella mi sa dire da dove viene? " ed io "Signora carissima viene dall'Australia, mozzarella di latte di canguro sà ci piacciono le cose innovative. Appena la mangia sentirà un leggero salto nel vuoto. Pochi secondi nulla di grave. Le ricordo che il nome è "Cangoorella" un pò come Cinderella insomma un pò da sfigati perà è BUONA!" Per questo che alla terza domanda io ho smesso di parlare, ho chiamato la hostess le ho fatto la piantina con Google Map e le ho detto “ora i clienti sono nelle VOSTRE SAPIENTI mani fate in modo che non si perdano tra queste 1500 pietanze” Un po’ come cercare il punto G c’è chi non perde mai le speranze di beccarlo perciò lo imposta sul tom tom, lo cerca su Yahoo e se c’è la crisi anche su ebay. Oppure tutt’oggi lo scrive sulla lavagnetta della shopping list della cucina “AAA ancora ci crediamo!” La ragazza sveglia sapeva tutto infatti quando riportava indietro i piatti vuoti le domandavo per correttezza se le servisse un solido rimpiazzo. In sala la gente si rilassava. Era questo l’intento. In cucina invece l’aria era bollente e non per il bollipasta. Noi donne CHEFFE siamo perlopiù carine, magari ci sentiamo anche belle dentro. Ma quel bello dentro è più inquietante del bello fuori. Se sei bella dentro prima o poi troverai qualcuno che ti dirà "allora fammi entrare così vedo qualcosa" ma non è che durante il servizio possiamo dare spettacolo con un tacco 10 su zeppa arcuata. Solitamente la cheffa donna si rivela una donna complicata, rigorosamente convinta che colei che servirà al tavolo se è gnocca nel suo "profondissimo essere" dovrebbe avere almeno la decenza di presentarsi con delle calze di alpaka, un baby doll di lana merinos e sopra un saio che la ricopra di tutto punto affinche quella lettera G non venga mai trovata. E qui per questioni di sana autoironia e gossip diciamo che la nostre cameriere erano state scelte non solo in base alla bellezza ma soprattutto per il sano uso dei neuroni che copiosi colpivano lo Chef Antonio Scaccio. Piovono aiuti umanitari…....anche la protezione civile per proteggere L'OMMO SICILIANO dalle solide avances toscane della nostra Jessica Rabbit. Lei di certo non era un avanzo. Vi dico che i bidoni della differenziata si aprivano pur di beccarsela solo un pezzo. Vetro??? Plastica? Amianto??? Anzi se durante la giornata in cucina sembrava normale la sera si era presentata con un leggins leggero da far intravedere il resto con estrema maestria. Swarosky sulla maglietta velata nera. Si fiondava sul banco come se fosse uno sgabello infatti ad un certo punto ho pensato di stare a “uomini e donne”. Solo che il tronista era Scaccio…..e noi??? Al massimo io la Giovanna, Angela, Shamira e la Silvia potevamo fare il pubblico. Su quel banco rivoltabile e decappottabile c’era la presentazione del “Fiore de Loto”. Non lo so che è…..forse è un’altra cosa Zen che s’è inventato Scaccio ma No lei si apriva con indicibile sofferenza “oddio però i piatti scottano ma come fate voi a tenerli in mano” "cocca mia...noi ce l'abbiamo d'amianto" Io altro che “della crudel morte de cristo” era passata a “la morte del cigno” anzo no del CIGNALE::::::::)))) “Chef non so perché io mi sento in sintonia stasera” Strano ho pensato la sintonia poteva essere anche sinfonia se avesse continuato a girovagare a quel modo avremmo dovuto chiamare l’orchestra per cantare l’inno “faccela toccà….” Tanto avevamo visto di tutto!!!! E nel momento in cui c’è stato l’impiattamento dei tortelli di Giovanna Geremicca la nostra Jessica Rabbit provava ancora a lodare quel piatto sino a far venire l’emicrania a l’unico chef che porta con sé la divina scintilla: ANTONIO SCACCIO. Lui lo chef di Dolce e Gabbana. La Jessica ribatezzata JUST cavalla. IO “sai Jessica questo un piatto Tantrico…..l’ha fatto Giovanna Geremicca non Scaccio” “Ah si…????.” "Appunto tantrico cioè la gente se lo deve mangiare con calma per goderne tutti i profumi, gli aromi” “ma che bella questa cosa!!!! Ma come vi è venuta in mente?” “Jessica amore della mamma anche della nonna….leva sto tacco e guardami negli occhi. Questo è frutto di MESI E MESI di duro lavoro sul banco anche di anni ed anni di duro lavoro ai fornelli……ma lo sai che è il tantra???” “No però ho studiato e sono laureata in lettere” “hai studiato a Scientology? Oppure hai studiato alla Eminflex?” E’ stato lì che non ho voluto infierire ulteriormente nel suo alfabeto ci sarà stata anche la lettera G non so se usasse il punto interrogativo però oramai eravamo tutte alleate per salvare Santo Scaccio da Imola!” Come si sconfigge una gnocca in cucina???
Noi Cheffe avevamo ancora l’asso nella manica. Giocarci la Samanta. Lei è gnocca però almeno è simpatica. La mettiamo in sfida con la Jessica ed ecco che al momento che Maria De Fillippi reclama l’uscita dei ravioli di Silvia ……………………..Samanta prende le redini e le reti della cucina facendo goal “ora siamo davvero in sintonia!” Ho detto RETI e vi ricordo che la specialità non è tanto sulle doghe ma sulla TV…….la musica ha inizio. RETI UNIFICATE!!!! “O COME SIAMO IN SINTONIA!!!! È stato il motto dell’intera serata. Intanto mentre i matrimoni si frantumavano ai tavoli dove la Jessica sapientemente serviva il piatto….noi avevamo la Samanta che rimetteva tutto in perfetto ordine. Il sudore freddo dello chef, il sangue freddo dello chef……. Dio c’è ed esiste. Intanto la gente si alzava per applaudire tutti NOI… Ho pensato alla Giusy di Dolci e Delizie che non era sta lì con noi……a lei però è dedicato un sogno che fa parte della quarta SAGA mentale di Chef on The Road parte quarta….manco Twilights con tutte le guerre tra vulturi e san marziani. A me me fanno una saga.....oppuree un sugo....so avanti!!!! Ed il momento fu catartico nelle Smoking Area dove i fumatori "Io e la Francesca Burzi in prima linea" parlavamo della fantastica uscita dell’uno o dell’altro. “Oh Velia che bella la cena, i ravioli erano divini, e poi la noce…..Alberto Rossi ha portato delle materie prime da sballo” Ed io “sballando con le stelle…Francesca guarda ho ancora sto artiglio del dragoncello ma non lo senti??” E Vincenzo che ci guardava incuriosito “tu sei davvero fuori controllo in cucina ma soprattutto nella cucina” Eh si l’artiglio del diavolo oppure di Drago Uccello come avevano esclamato e riassunto la mia crema tutti i ragazzi per prendermi in giro. “In verità vi dico sono animalista convinta ma non vi è stato mai come stasera un assalto verso questa povera bestia…..se non fosse stato per noi giovani cheffe a quest’ora avreste pianto amare lacrime. Vi saresti cosparsi di arnica e avreste pregato in aramaico pur di essere calpestati da quel tacco!" Francesca Burzi è un concentrato di simpatia. Anche lei persa tra le perle bucoliche della Cilibrizzi non sapeva dove buttare la sigaretta....rideva pensando a certe scene. Si è vero anche lei si sarà resa conto dell’assalto al fortino dello “scaccio” ma lei mica è cattiva come me?? Shamira ha iniziato a recitare. “Anche tu dall’Actors Studio ovviamente?” “Velia sono nata all’Actors Studio!” “Lo vedi? A me non me ce mandavano perché dicevano fosse pericoloso! Dopo centro vetrine sono passata ai semafori….e dai semafori al lavapiatti” L'Actor's Studio propugna un metodo di recitazione (detto semplicemente metodo) finalizzato alla totale identificazione dell'attore con il personaggio che interpreta, in modo da rivelarne le più intime contraddizioni. Il risultato del metodo è un'interpretazione di grande intensità e coinvolgimento, assai adatta ad esprimere personalità nevrotiche e tormentate, spesso afflitte da conflitti interiori insanabili. Non è più il personaggio che si adatta alle caratteristiche dell'attore, secondo la tradizione hollywoodiana, ma viceversa. L'interprete deve penetrare nel ruolo con tutto se stesso e quindi non solo con le battute della sceneggiatura, ma anche e soprattutto con la gestualità e le espressioni del volto. (questa l'ho copiata!) Noi avevamo Stefano Sismondo “almeno lui la soap opera VIVERE l'ha fatta davvero anche squadra antimafia, Csi Roma, Twin Peaks e Pomeriggio5" All'Actor Studio persino AL Pacino fu preso in disparte da Strasberg dicendogli questa semplice frase “impara le battute e poi potrai permetterti di andare a braccio”. Stefano è uno che sa il fatto suo. Ma Noi Femmine???? E chi le sa le battute???? Che discesa verso gli inferi!!!! Noi donne fuori dal coro abbiamo inscenato un improvvisazione alquanto simpatica delle COZZE contro le VONGOLE. Sapevamo la parte, eravamo nelle parte, perfettamente calate nel personaggio. “Hai visto??? Ha la cellulite??” “Oddio nooo solo ritenzione idrica anche perché almeno quella è democratica!” "si noi donne in certi casi abbiamo un grave dissesto idrogeologico se cadiamo a terra sulle nostre macerie facciamo rinascere il fiore di loto" “e quello??? Secondo me ha avuto un problema ieri sera con la moglie per questo che a tavola sono in tre”.
Momento di applausi, strette di mano e persino di autografi. Io ho pensato che avrei dovuto triplicare le gocce per dormire “che notte mi aspetterà in Torretta???? Cioè avrò mai la possibilità di incontrare qualche fantasma di notte? Magari la nonna della Cilibrizzi che vuole organizzare il suo 75° anniversario di nozze” Paola Pi era esausta. Quando uno cerca di spegnere la sigaretta su un faretto a terra scambiandolo per un portacenere significa che il segno è ARRIVATO e che la stanchezza ha preso il sopravvento. Siamo in sintonia......sempre in sinfonia....

Sunday, November 25, 2012

Chef on the Road Parte Seconda

Chef on the road Parte seconda
La mattina mi sono svegliata tardi talmente tardi che quando Luca ha citofonato in camera per dirmi “Oh Velia c’è l’intervista via radio” ero talmente fusa che non me la sono sentita. "Guarda Luca potrei mandarti onde radio a bassa frequenza!" Nel frattempo ho cominciato a prendere vita. Risvegliarsi nella torretta non è una cosa semplice: prima di tutto quando mi sveglio devo capire dove mi trovo perciò mi sfrego gli occhi e per circa 4,6 secondi netti penso “ando so finita?”. Trovo frammenti di me, la stufetta, il pellicciotto “ma cavolo ho dormito vestita?” Poi ecco la Beatrice che mi chiama al cellulare “Buongiornoooooo volevo portarti la colazionedi sopra che ne dici di un cappuccino e una brioche, salgo subito!!!” Hanno bussato “Velia sono Bea….” Voi dovete calcolare che la Torretta è su due piani e solo perché hanno avuto pietà sennò non si sarebbero risparmiati una soffitta con vista cielo. “Arrivo Beatriceeee”. Mi sono gettata sulle rampe delle scale rigorosamente in parquet…..e se cammini o corri sul parquet con degli splendidi calzettoni di lana merinos misto alpaka l’effetto può essere devastante. Si pattina a meraviglia solo che sulle scale ci si “scapicolla” in modo unico ed omogeneo. La consistenza del legno è fantastica. Sono arrivata al piano terra scorrendo appunto sul corrimano….tipo skilift. Ho aperto a Beatrice con una magna laude “della crudel morte della chinoise” . Fatta colazione mi sono ricomposta pezzo per pezzo. Ho indossato la mia giacca SOLOCHEF che MariaGrazia ha gentilmente creato per la mia regione Umbria e mi sono diretta in cucina. Ed ecco che mi sono ritrovata in una cucina-fucina. Tutti erano già con le mani in pasta, tutti avevano in mente cosa cucinare io ancora cercavo, farfugliavo e la gamba si gonfiava vistosamente.
Mai perdere le speranze perché Scaccio conosce preparati naturali “Vai in farmacia e cerca ARNICA e Artiglio del Diavolo vedrai che ti passa”. A Montevarchi c’è una farmacia in una piazzetta carina. Ci sono arrivata grazie a Cristiana oramai mia fida scudiera e badante delle ore liete. Me la sono ripetuta per ore quel nome “Arnica, Arnica Arnica” ma davanti alla farmacista farfugliavo “Avete per caso la…la…la….del Lasonil all’Arnica?” Con occhio sospetto e circoscritto “Lei parla dell’Arnica o Artiglio del Diavolo” Sapete quando vi aprono quei cassetti scorrevoli che sembrano che dentro ci tengano l’archivio di stato? E la farmacista era in vena di pubblicità esoterica “L’arnica? ma non conosce le proprietà dell’arnica?” “ eh No…poi qui non c’è campo sennò avrei controllato su internet dal cellulare, non mi inquieta l’arnica in sé ma l’artiglio del diavolo. Non è che stasera prima dell’evento devo essere sottoposta ad esorcismo?”. Saccenza farmacologica “Signora questa è Arnica Compositum o Artiglio del Diavolo” “Adesso a quest’ora sinceramente sarà che ho battuto la testa ma non è un priorità parlare in latino la prendo per buona ….quando costa?” “7 Euro e 20” Allora me lo dia 4 scatole perché l’estensione dell’ematoma è direttamente proporzionale alla grandezza della Torretta. Mentre metteva nel sacchetto tutta felice le quattro confezioni se ne è uscita fuori con un “Sa è anche una termo crema?” “Buono a sapersi stanotte mi ci incremo e dormo col pigiama di arnica” Al mio rientro a Rendola la Cristiana ha reso possibile la IN crematura sulla parte battuta, ci siamo sniffate l’odore nafatlinico dell’arnica che stenderebbe anche un montone. Certo è che scendere in cucina mezze ammaccate non c’è stato tanto gusto. Intanto nella fucina cucina in quelle 3 ore avevano creato cose meravigliose. Luca Borghini era lì a coordinare giornalisti, fotografi al tempo stesso era tutto preso nel creare piatti da mettere al buffet. Cioccolato Domori e Majani portati da Giovanna Geremicca e da lei sapientemente usati per fare i suoi fantastici tortelli al cioccolato ripieni di ricotta di bufala e zafferano. Al fianco di WILLI il fido “blogghiero” Willi che in cucina si è rivelato una sopresa. “oh Willi….ma che hai fatto??”
“ho realizzato dei Bon bon di parmigiano, zafferano e pistacchi - Una vellutata di Topinambur allo zafferano con polpette di trota e ciuffi di porro croccante - poi ho dato una mano a Giovanna a realizzare i tortelloni e poi ho fatto un bicchiere con della crema di zucca allo zafferano e briciole di pesce croccanti con cialdina di pane ed erbetta cipollina” OUUUSignur ed io??? Avevo ancora da capire cosa avrei dovuto mettere le mani. Perciò mi sono intrufolata nel gruppo forte dell’odore che emanava l’artiglio del diavolo. E’ stato lì che ho intravisto e FINALMENTE ho conosciuto la mitica Shamira ed il suo ragazzo Luca. Baci e abbracci sentiti. La mia Shami è bella come nelle foto anzi no….direi che dal vivo rende molto di più perché sprigiona energia pura. Sole nei capelli. Azzurro negli occhi e pelle di porcellana. Una chef alchemica che proponeva dei paccheri reidrati su fondutina di parmigiano e zafferano con granella di pistacchi, poi i suoi famosi tartufini dolci al caramello salato e zafferano. Lo zafferano era il protagonista indiscusso ( oltre al cioccolato) perciò mi perdonerete se ci saranno tantissime ripetizioni in merito ma il mio vocabolario di sinonimi non porta altro nome se non crocus sativus. Luca aveva fatto una vellutata di zolfini con salvia e zafferano. Io glielo avevo detto “te la ruberò un po’ per farci qualcosa perché a me sembra che qui fuochi a disposizione non ce ne siano forse mi dedicherò al pane visto che i lieviti sono la mia predilezione” Ahime il forno era già occupato dallo chef Vincenzo che stava proponendo pani di ogni tipologia senza far mancare come ingrediente il cioccolato e lo zafferano. Io ho chiesto gentilmente quando avrei potuto usufruire del forno e lui con fare da chef-chef mi ha risposto “per il momento questa tipologia di pane richiede tempo però un posticino per te lo troviamo!” GENERRROSOOOOO!!! Oh di questi tempi e soprattutto in cucine così affollate avere un piano dove lavorare e un posticino nel forno è come trovare un posto al sole “ Grazie…Ciao Vincenzo io mi chiamo Velia…piacere” “si ti conosco in Tv sei più carina ma ti truccano vero?” “Hai ragione infatti non è un trucco semplice sai il mio è un restauro perciò ti ringrazio del complimento e ti chiedo almeno due “gastronom” ed un po’ di carta da forno” Vincenzo burbero ma felice si è visto sorridere oramai schiavizzato dalla mia insolenza. “se ti serve la farina ti faccio vedere dove sta….ti aiuto a portarla qui in cucina” Dopo i miei primi 20 minuti avevo già trovato il mio punto di appoggio non tanto su Vincenzo che pareva non fosse contento di come uscisse fuori il suo pane. “Questo è un pane che richiede una lunga cottura non so se sarà buono come dico io!” “maddai su…..Vincenzo ma ci dobbiamo divertire, sperimentare e poi vuoi mettere il tuo lievito naturale contro Mastro Fornaio?” “lo sai che mi stai simpatica?” ed io “meno male!” Dall’alto del suo metro e 90 scorgevo Simone, chef “titolare” della squadra di Rendola. Senza di lui chef e patron di casa sarei stata ore ed ore a cercare l’attrezzatura di cui avevo bisogno. Ma io visto che sono maga del “crudelity Kitchen” bastava poco. Una bowl, acqua, lievito e farina……..una forchetta per impastare e poi avrei rubato qualche ingrediente di qua e di là senza pormi problemi. Mi sono impegnata a mantenere la carta da forno al solito posto ma in 30 briganti in cucina lei svolazzava in ogni dove e spariva e appariva col vangelo secondo Borghini. Il più silenzioso? Antonio Scaccio perché lui quando cucina è veramente concentrato e prepara il cibo in posizione Zen. Compone un piatto come uno spartito musicale con religiosa precisione, un disegno sacro dettato dal cuore. Ed ecco uscir fuori dalle sue sapienti mani: sformatino di peperoni con zafferano ed emulsione alla soia, maki sushi con riso venere al pecorino e pere, strudel di seitan in salsa d'arancia e zafferano, salsa si pinoli, patate e porri. Premetto che il Seitan lo ha fatto al momento. Ed io ho mancato quel momento sacro perché ero intenta ad ungermi “l’artiglio del diavolo” sulla gamba triturata. Mia nonna da buona toscana avrebbe detto “hai fatto un bel battutto!” pazienza se poi quei piatti magnifici sarebbero stati distrutti ( si fa per dire) dalla folla famelica che da lì a poco sarebbe accorsa. Silvia anche lei molto riservata e silenziosa stava creando i ravioli con stracciatella di bufala, fagioli cannellini.
Angela Sole Nero stava suddividendo le materie prime che aveva portato con se, appunto mozzarella di bufala, stracciatella, ricottine fresche.
“Angela cara io qui non so più dove mettere le mani mi sembra che ci sia di tutto e di più” E lei con aria da sdrammaturga “Infatti fai quello che senti, quello che ti pare, ognuno di noi fa qualcosa poi se ti serve una mano ci sono anche io!” Ho preparato panini ripieni di ricotta fresca e capocollo croccante, pane speziato usando quello che mi capitava davanti. Mi sentivo in un parco giochi felice come una bimba intenta a creare chissà cosa. Alla fine avevo 8 teglie gastronom ricolme di ogni tipologia di pane che persino Vincenzo stentava a crederci “ma scusa ora dove le cuoci?” “nel tuo forno!” “vabbè dai come promesso ti lascio due piani” “per me anche un cm quadrato di forno ha un importanza vitale Vincenzo sono nelle tue mani” Giovanni Puleri preparava caramello in ogni sua forma
Visto che sono una cuoca molto “self service” mi sono pulita il mio piano da lavoro io come piccola fiammiferaia ho sempre ottimi rapporti coi lavapiatti italiani di origine sri-lankese “Lavare io!” “ ma nooo dai lavo io” “ma io qui per questo signora” ed io “scusa ma non lo vedi che non ho nulla da fare?” “ok lavare tu!” Diversa la storia durante la serata mentre portavo al lavaggio pentolini di ogni genere ridendo mi diceva “ora lavi tu?” ed io “no ora lavi te….perchè tengo a che fare”. L’unica cheffa di cui non ho una foto è la Francesca Burzi. Non perché non stesse in cucina ma perché non stava mai ferma e lei con la velocità di una saetta zampettava tra un banco e l’altro ad aiutare tutti. Io e la Giovanna oramai connesse e superconnesse tra iphone e ipad cercavamo di fotografare ogni singolo momento. La Burzi aveva battuto il record su 100 foto tutte erano mosse….Willi cantava mentre stendeva la sfoglia dedicata ai tortelli di Giovanna.
“lo chef è un dio!” Non nominare il nome dello chef invano. Tutti sotto la stessa divisa e soprattutto tutti lì per mettersi in gioco apportando qualcosa di nuovo. Condivisione assoluta. Non eravamo Hell’s Kitchen??? Ma come io avevo l’artiglio del diavolo? Nel primo pomeriggio è arrivata Maria Grazia di Solo Chef sponsor di CHEF ON THE ROAD. Grembiuli personalizzati e per me anche una giacca rossa personalizzata, cul colletto mio nome ed è stato emozionante. Poi ecco un pensiero inaspettato un mio ritratto in acquerello fatto e donato dall’amica Maria Luisa(?). Foto di rito oramai rituali.
La serata si è movimentata con l’arrivo di Shady chef e titolare delle Rotte Ghiotte, Alberto Rossi macellaio Docg che avrebbe fatto vedere “l’evoluzione della noce” e ci avrebbe deliziato con le sue tartarre di chianina e non solo. Le Pellegrine Artusi sempre belle ed impeccabili. A loro darei il premio “Trendy in the City”. Praticamente loro nascono strafighe e non le vedrete mai col capello ritto ed il mascara sfumato. No le Pellegrine hanno la ricetta segreta che persino l’Artusi non ha mai trovato. Allegria toscana pura e genuina al 100%. Stefania Pianigiani....ecco a lei un pensiero caro per la sua grande ospitalità interiore. Sa accoglierti col cuore e leggere oltre le righe. Un piccole regalo per me. Un bracciale fatto con le mani di chi prega "sai Velia ho pensato a te...ora te lo metto" Stefania sei una persona speciale con la S maiuscola. Piccola grande donna. Nei tuoi prossimi viaggi vorrò seguirti....soprattutto se porti via la cassettina della 626.....oppure il 118!!! Poco dopo sono salita in camera per riposarmi, il tempo di ritoccare il restauro delle belle arti ( moi) e dare una nova sfregata con l’unguento magico di arnica. Alla discesa della Torretta questa volta coi piedi di piombo. Ho ritrovato amici di vecchia data. Le tavole per il buffet erano perfettamente addobbati di ogni delizia. Luca Borghini ci ha introdotto Francesco Ciabatti giornalista del Settimanale di Arezzo che da lì a breve avrebbe intervistato Antonio Scaccio, Alberto Rossi e me……ero un po’ agitata. Quando ti intervistano che bisogna dire??? Ho pensato che li avrei ipnotizzati con quell'odore balsamico che mi portavo dietro..... Ci hanno relegato nell’ufficio wedding planner della Sig.ra Cilibrizzi. Sono rimasta incartata in un velo lungo che ho poi minuziosamente ripiegato sulla sedia di fronte. Ci siamo seduti mentre l’odore dell’arnica pervadeva l’aria. MI sentivo nuova di zecca. Velia: "Mi ha colpito molto arrivare e ritrovarsi a tavola, col ristorante vuoto. In situazioni diverse da questa magari ci saremmo guardati con occhio sospetto, chiedendoci: “Sarò all’altezza dei colleghi?”. Ma qui l’atmosfera è davvero rilassata, e produttiva, nonostante le “regole del gioco” si possano riassumere con: “Apri il frigo e decidi!” [ride, nda]». Alberto Rossi: "«Sono felice di essere in mezzo a tutti questi cuochi, solo col confronto ci può essere crescita. Io capisco che indirizzo dare a ogni taglio, come presentarlo, loro conoscono sempre meglio una materia prima importante. Poi mi diverto anche: ho presentato l’“evoluzione della noce”, il famoso “osso della suocera” con cui si possono fare bolliti, tartare… E ci si sente valorizzati: non siamo solo quelli che “portano la ciccia" Antonio Scaccio:"– la passione è alla base di tutto, ci fa muovere dalle nostre cucine per ritrovarci e trasmettercela l’un con l’altra, assieme al nostro modo di lavorare». Arezzo è Bellissima, come tutta la Toscana: qui avete una cucina favolosa, e c’è un grande spirito di ospitalità. Ma sono le persone a fare la differenza. Questo vale anche quando si cucina: il cibo non è apparenza». Articolo apparso sul “Settimanale di Arezzo” n. 124 di venerdì 9 novembre 2012 © Edizioni Giorgio Vasari. Tutti i diritti riservati Quello che è accaduto dopo amici sarà un vero GOSSIP.....stay tuned!!!! Noi donne cheffe....tutte all'Actors Studio!!!! E sarà la parte più divertente e DISSACRANTE dell'intera CENA.......Sintonie Assurde, Amori nascenti, matrimoni frantumati.....ma tanto c'era la Cilibrizzi!!!!!! IL RE DELLA SERATA ovviamente Fabio col suo Zafferano.....io direi di fare una bella visita sul suo sito per scoprire che lo zafferano è molto di più che una polvere o un pistillo per fare un risotto alla milanese. LO Zafferano è ORO::.....il re dei re per eccellenza. Lo Zafferano il Re dei Re www.zafferanoilredeire.it/

Friday, November 9, 2012

Chef on the Road 2012 RENDOLA

Chef On the road/ Rompiamo il Ghiaccio Domenica 28 Ottobre 2012  Erano settimane intere che leggevo post su FB del mitico Luca Borghini “TORNA CHEF ON THE ROAD a Rendola”. Vari blogger ne parlavano, infiammate le chat di face book tra messaggi in condivisione che saltavano di bacheca in bacheca. IL CONTEST sul CIOCCOLATO e SUL RE DEI RE l'oro in tavolo LO ZAFFERANO www.zafferanoilredeire.it Sarei dovuta andare con la mia carissima amica ADY MELLES e mia sorella FRANCESCA e alla fine mi sono organizzata con Cristiana proveniente da Roma. Niente treni, stavolta niente Intercity o Frecce Rosse…l’unica vera Rossa del Gruppo era la fotografa Paola Pi poi la Beatrice figlia di Cristiana. Il tempo di fermarsi in Champagneria per un breve caffè e subito ci siamo riscaldate. Ragazzi vi ricordo che il 28 Ottobre erano 6 gradi, lo sbalzo termico tanto paventanto dal meteo ci aveva costrette a tirar fuori maglioni invernali quando pochi giorni prima erano temperature quasi estive. Quella domenica ho tirato una bomba nell'armadio nella speranza di estrapolare un indumento caldo trovando al masssimo magliette, t.shirt. Mi son detta “Velia deve essere caldo l’indumento e trovo roba estiva boh". Dopo l’ennesima camicetta a maniche corte ho preso il taglierino e sono entrata nelle stanze delle sorprese ho aperto i mega box invernali e credetemi ho trovato un pellicciotto, quello di Nonna “se è freddo nessuno lo vede al massimo ci dormo al posto del pigiama”. Per questo alla partenza da Orvieto sembravo più una matrioska. “holodnoe serdce” in russo “Cuore freddo” Dopo il caffè io e Paola siamo passate all’antibiotico: lei raffreddore e tosse….io boh sarà che me devo impasticcare e solitamente già so che un piccolo mal di gola si trasformerà in una bronchite asmatica di tutto rispetto. Allora meglio prevenire che curare. “Che antibiotico prendi Paola?” "dopo ci leggiamo il bugiardino" Viaggio sulle notte dei Coldplay “Paradise” messaggi da fB, cambio di status e soprattutto Gossip tra donne. Beatrice dall’alto del suo metro e 80 per i suoi 16 anni parlava delle materie scolastiche e dei compiti che avrebbe dovuto presentare a breve “della crudel morte de Cristo” una laude che era tutta un programma. Si perchè Beatrice fa il liceo Musicale e sta studiando il madrigale però in compenso a breve le inseriranno tutte le liriche di Raul Casadei e la canzoni di Pupo vere opere d’arte cantate oggi in Russia come inno nazionale italiano. Quel cappotto….eh si il pellicciotto mi faceva pensare alla Russia…… Poi il requiem di Mozart Dies Irae ( si legge diesire) che ogni volta non mi entrava in testa "beatrice come si chiava dimisolsire?^ Uno status su fb, un video...."we can move on". Arrivati a Rendola esattamente OSTERIA DI RENDOLA ci hanno subito accolto con molto calore e sinceramente a tre gradi anche solo un 7,5 gradi centigradi avrebbe fatto la differenza. Le camere??? Stupende. Io avevo la Torretta quella a due piani. Rose fresche e perle ovunque. Mi sentivo una principesssa e praticamente per fuggire mi sarei dovuta gettare dalla finestra oppure gridare “Aiuto mio bel principe tiro giù le trecce”. Noo……ho iniziato a scattare fotografie a raffica che ad un certo punto il mio iphone mi ha chiesto “Sei sicura di riprendere anche la carta igienica?” Cioè la telefonia intelligente aiuta e parla nel momento del bisogno ed è questo che va colto….anzi scaricato perché come al solito sono applicazioni o aggiornamenti software di natura sconosciuta ( IOS6 dopo che ce l'hai non sai più chi sei) Il tempo di darmi una sistemata per cena. Insomma volevo non sfigurare anche perchè ero partita col piumone impellicciato. Ma ecco la chiamata della Cristiana “Velia qui ci sono tutti ma la proprietaria ci ha informati che il personale è stato mandato via” ed io “cioè l’hanno licenziati?” “noo sapendo che arrivavamo noi c'hanno lasciato la cucina libera” “Cioè devo cucina?” cioè ci tocca lavorà stasera?? Co sto freddo??? Ahooo…..mannaggia”. Il Borghini aveva avuto un idea geniale.. Sono scesa un pò incredula. Ma che scherzi ci fa il Borghini?? Uno dello staff (l’ultimo superstite) ci ha illuminato su quello che avremmo potuto toccare o ritoccare, mangiare, bere…”Tutto è a vostra disposizone, avrete modo di conoscervi e rompere il ghiaccio!” “Si infatti è freddo….più che rompe il ghiaccio accendete il riscaldamento che qui si bubbola” E così che ho conosciuto la dolcissima Angela ( Sole Nero) e Roberto che mi hanno accolto con un forte abbraccio. Quando ci vuole ci vuole... io adoro le persone che sanno darti un contatto fisico forte e l’abbraccio è fondamentale. Ed ecco che arrivato lo chef Naturista bio Antonio Scaccio, Stefano Sismondo attore di fiction, Tiziana Tinari la maestra dei dolci di pasta da Zucchero. Noi quattro invece le ragazze “the six in the city” Velia Matrioska, Beatrice, Paola e Cristiana. Il mitico Chef Scaccio si è presentato in cucina, prendendo la prima “parannanza” disponibile. Lui chef di Dolce e Gabbana per questo che mi volevo far vedere almeno un pò griffata certo senza pelliccia. Più stile "just Cavalli". Ribadisce la sua passione per cotture leggere e naturali, il rispetto della materia prima. Con una semplicità fuori dall’ordinario tira fuori una bella pasta fresca con broccoli ( ragazzi l’ho tagliati pure io assieme a Scaccio) pinoli tostati, pangrattato e alici. Abbiamo preparato la tavola cercando di darci dei ruoli “tu porta i tovaglioli” “si ma dove stanno” “Quanti siamo?” “forse 10 oh no….12”. Cucina Vegana? Vegetariana? Sono stata sempre attratta da questo tipo di cucina. Paola che scattava fotografie oramai eravamo su un set.....ecco "Set in the city" Antonio è un poeta, è un uomo che fa della cucina un arte che attraversa lo spirito. Abbiamo iniziato a mangiare come dei veri affamati. Io lo avevo detto “io sto con un cappuccino, brioche ed un antibiotico perciò abbondiamo”. Paola “Giusto l’antibiotico…....ricordamelo”. Angela “Sole Nero”aveva portato a Rendola dei formaggi fantastici, la mozzarella di bufala pazzesca e tantissimi altri prodotti. Poco dopo ci ha raggiunto Giovanna Geremicca altra chef col suo compagno. Ho ordinato una bottiglia di vino bianco “dai festeggiamo....." Giovanna tutta precisa, ordinata, professionale, seria, occhialetto rosso da proff….mi aveva mandato in tilt. Ne sono rimasta affascinata prima per sospetto “ Giovanna io con te non ci potrei lavorare mi metti soggezione”. Invece no la Giovanna è tutta cioccolatosa, sinuosa, dolce ed una volta rotta la copertura di cioccolato che la ricopre è come aprire una finestra in una mattina di sole non posso dire buona come un bacio perugina ma molto di più anche perchè Lei poi portava con se lo sponsor del Cioccolato col quale avremmo valorizzato i piatti del giorno dopo. DOMORI & MAJANI. Si è parlato di tecniche di cottura, le esperienze lavorative significative o quelle che ti lasciano l'amaro in bocca. Ho solo ribadito che a me fanno paura tutti quelli che sanno la lezione, quelli che sanno la regola della fusione a freddo dello zucchero atomico e di chi ha ruoli ben precisi forse perché tutt’oggi io mi sento food - blogger per caso non tanto per diletto. Spesso anche per costrizione. L’ultima volta che mi sono cimentata nel caramello ci siamo rimaste dentro in 4…….ecco la fusione, la coesione, l'attaccamento alla professione. Tiziana Tinari la maga dei dolci invece era silenziosa, timida e sorridente. Angela “Correte venite a vedere che torta dobbiamo scaricare dall’automobile…..cioè ma come hai fatto?? Ma è un dolce Ikea?” Effettivamente siamo rimaste tutte in silenzio alla vista del dolce e di tutta la strumentazione. Tiziana con la sua vocina “ma no questo va rivestito domani e poi lo farcirò”. Io lo squadravo, pensavo sbucasse il mago Casanova per dirmi “amici c’è il trucco”. Invece no….tutto fatto a mano e la manine di Tiziana sono delicate e creano dei veri capolavori. Angela coglieva tutte le mie battute era un vero botta e risposta ciò vuol dire che se uno riesce a starmi a fianco c’è FEELING. Angela Sole Nero....Angela Sole vero. Poi dal FEELING siamo passate al peeling. “Cosa facciamo domani?” Arriveranno tutti gli altri e sarà una vera brigata di briganti in cucina. Caffè, bonbon, confetti "Si qui la proprietaria la Sig.ra Franca Cilibrizzi è una wedding planner" Ah ecco perchè trovavo veli, fiori, poltrone bucoliche, coroncine, fiocchi di ogni tipo. Io e Paola ci siamo avvicinate ai confetti e li abbiamo messi al centro della tavola. Una volta si tirava il riso agli sposi oggi no.....tutto è cambiato solo petali di rosa, mazzi di basilico, punte di asparago e te se dice fortuna anche dei bon bon arancioni che a confronto il mio antibiotico sparisce. Infatti la cosa che avrei chiesto alla Cilibrizzi "mi scusi ma sti bon bon da quanti milligrammi sono???"

POLTRONA REALE

Chef on wedding Saliti in hotel…..io stavo in Torretta, Giovanna nel Fienile, Scaccio nelle Scuderie. Li nel salottino per litigarci la linea wifi perché ci si connetteva tutti insieme tra ipad e iphone con estrema difficoltà. Paola aveva deciso che per riscaldare la camera avrebbe acceso tutti gli asciugacapelli disponibili nei bagni. Io ho litigato col termoconvettore convinta che sparasse aria calda. Niente da fare aria fresca secca ma non calda. Antonio aveva provato a fare la stessa cosa seguendo il mio consiglio ma era uscito dalla camera esclamando “oh scusa Velia ma io mi sono congelato” “Scusa Antonio ma qui il riscaldamento non funziona per questo ho il pellicciotto da Matrioska” Siamo Rimasti nel salottino tanto per fare quattro chiacchiere da lì a breve Mr Chef Antonio Scaccio avrebbe festeggiato il suo compleanno. Infatti scoccata la mezzanotte ecco uscire dalla camera Paola “oh giusto Auguri Chef” lei si che si era ricordata invece io la Giovanna eravamo troppo attente ad ascoltare le esperienze lavorative dello chef. Paola tutta pimpante “Comunque ragazzi in camera si sta da dio…con tutti gli asciugacapelli si sta riscaldando” ed io “Paola ho avuto il dubbio che da quelle parti ci fosse un salone di bellezza”. Si belle tutte….e riscaldate. “AUGURI CHEF!” La Cristiana mi aveva portato una piccola stufetta per stemperare almeno il bagno. Santa Cristiana Curri da Roma. Ci siamo congedati e congelati poco dopo l’una del mattino. Entrata in camera ho avuto una sorta di visione paradisiaca e vi giuro niente a che vedere con l'antibiotico. IL bugiardino riletto assieme a Paola al massimo ripeteva "porta raramente a confusione mentale". Si ho ritrovato la sfufetta, ho aperto Fb dall’iphone trovando il messaggio del Borghini. Tralaltro avevo una connessione fantastica si vede che gli altri erano già a nanna. “Vi è piaciuta la sorpresa di cucinare stasera? Avete rotto il ghiaccio? Tutto ok siete arrivate? Se non dormite allora vi vengo a trovare” La mia risposta “Caro Luca le sorprese non finiscono qui, se ti fai vedere davanti al cancello penseranno tutti che sei un ladro e dalla Torretta ti si spara come si fà col cinghiale… sulla la rottura del ghiaccio mi trovi daccordo infatti volevamo tutti dormire da Paola. Notte luca a Domani now Chef on the bed…”. Poi guardardomi col pellicciotto ho pensato che avrei rischiato di essere scambiata per un muflone russo, oppure per il cinghiale di Rendola. CHEF ON THE ICE, CHEF ON THE SKY.... avrebbe avuto inizio da lì a poche ore.....Ragazzi siamo pronti!!!! A Nanna.... To be continued