Saturday, July 7, 2012

Finalmente a casa.....



In questo ultimo periodo mi sono sentita protagonista di una storia iniziatica. Ho iniziato semplicemente ad ascoltare il cuore. Non è stato semplice salutare la casa in vicolo Sant’Antonio. Quel lunedì ero persa a fare le pulizie finali non contando che sulla stessa porta ci passavo anche 10 volte solo per fare in modo che rimanesse in me la memoria il ricordo vivido di uno dei posti dove meglio ho vissuto. Si la mia Velia aveva il suo mondo a portata di mano gli album delle foto riposti in punti ben accessibili, fogli volanti di ricette a gogò, panni da stirare sempre e rigorosamente piegati poco prima, il pc al tavolo sempre connesso e tutti i miei diari e libri di cucina che da una vita inondano la scrivania.
La mia sigaretta notturna davanti a quella finestra. Chissà quante volte ho guardato per ore il firmamento perdendomi stella per stella e ritrovandomi solo dopo aver catturato con l’occhio la tegola che sovrastava il tetto. Si era la mia casa quella là….Le mie orchidee perennemente in fiore alle quali trovavo un nuovo davanzale affinché il calore del sole le illuminasse per non farle sentire da sole.

Se vuoi del male a qualcuno dovresti auspicargli un trasloco….ed io dopo 14 traslochi in 16 anni sinceramente qualcuno mi ha mandato tanti “auguri” con raccomandata e ricevuta di ritorno.

Raggiungere una concordanza col mondo è impossibile, tutti ci vogliono iperprotetti, ipertecnologici e al passo coi tempi la mia paura è iniziata quando ho appreso che sopo tanto tempo sarei tornata a casa rinunciando così alla mia privacy, parte dei miei rituali e alla quiete che mi ha accompagnata negli ultimi anni. E senza connessione………………..


La casa a Monterubiaglio è diventata un museo, ci sono servizi di piatti che superano abbondamente i 40 anni e la cosa più singolare che è totalmente variegato / scompagnato/spaiato molto kitch e persino vintage! Perciò al momento dell’apparecchiatura del tavolo possiamo vantare uno stile retrò dal fascino insuperabile.

Bicchieri di cristallo, tazze di porcellana. Persino la zuppiera che sto rivalutando perché servire un brodo fatto a regola d’arte con dei tortellini rigoramente fatti a mano anche se fa molto anni 80 sarebbe davvero una figata. Si dopo essere passata al ristorante da ARNALDO a Rubiera alla clinica enogastronomica ragà la zuppiera ora per me è un MUST SI DEVE USARE!!!
Non ti fermi a Rubiera senza aver visto una vera Zuppiera.

Il cassetto delle posate annovera 15 servizi diversi di ogni genere: a fiori su fondo viola, posate verdi, trasparenti, gialle, rosse. Pentole che in vita mia avrò utilizzato pochissime volte e che per motivi di spazio ho relegato momentaneamente in cantina. Con 14 case i cimeli aumentano e trovare il posto ad ogni singolo oggetto è un impresa ardua. Ho trascorso giorni a disseminarla nei vari angoli affinché sembrasse almeno uniforme ma le imprese ardue non sono ancora finite. Forse lo stesso oggetto ha cambiato loco diverse volte e sarà proprio per questo motivo che non trovo mai nulla nel momento del bisogno. Questo è il paradosso della casa museo. Percorrere la stessa metratura migliaia di volte con qualcosa in mano che improvvisamente sparisce.


Ho rivalutato la pace ed il silenzio che caratterizzano la campagna umbra con le sue voci che non sono rumori ma suoni totalmente diversi. L’abbaiare insistente dei cani, il treno in lontananza che veloce scorre su quelle rotaie roventi, il canto delle cicale sino al tramonto inoltrato. Poi inizia lo spettacolo notturno con la volta celeste che senza inquinamento luminoso diventa splendente e brillante come non mai.
Mi perdo in qualche stella riuscendo a toccare con la punta delle dita la Via lattea che attraversa tutto il percorso. Respiro la mia notte profumata col richiamo incessante dei grilli che spettegolano. Me li immagino sparlare con estro. Se mi soffermo ad ascoltarli hanno persino ritmo un ritmo vibrante che è richiamo all’estate piena.
Ecco le lucciole che si perdono tra i filari della vigna come se danzassero e disegnassero per me un augurio di buona vita.

Poi c’è la parte meno romantica ma pur sempre affascinante: il mio gatto dorme 18 ore al giorno, il mio cane abbaia 24 ore al giorno, mio zio mi chiamerà 100 volte al giorno, il telefonino è irraggiungibile se non ci si schiaccia sul vetro delle finestre. Ai 4 lati della casa museo c’è la speranza di avere una conversazione telefonica. Essere schermati e così ben sigillati metterebbe in seria difficoltà anche i cacciatori di taglie, satelliti e Cia inclusa.

Ho comperato una chiavetta usb per navigare in internet ma per avere almeno un tre tacche bisogna immergersi nella radura boschiva e l’unica cosa della quale vado fiera e di aver incontrato un cinghiale curioso che per minuti interi invece di scappare dinanzi alla visione di una bionda aliena ha preferito osservare le mie smorfie alle prese con le luci lampeggianti emanate dalla chiavetta disconnessa. Vabbè solo io potevo prendere un cinghiale senza connessione.
Il Parrino era già pronto col fucile e sinceramente non me la sono sentita di urlare “ohhhh c’è un cinghiale che mi saltella davanti agli occhi”. Tenero cinghialotto curioso per questa volta ti è andata bene.


Le prime sere all’idea della casa sperduta sono stata assalita da paure ben precise: i ladri.
Ho immaginato la scena che seppur drammatica si sarebbe rivelata fatale per i ladri stessi.
Una volta entrati si sarebbero domandati “Qui c’è passato uno tsunami?” “Sono stati già derubati andiamocene via” “Oh wow ci sono i televisori a terra forse ci stanno rendendo il lavoro più semplice…ma li avevi avvertiti??” Ecco la drammaticità da sdrammaturga.

Passeggio per il paese con un occhio attento. Le nuove generazioni non tanto diverse da quella mia. Sono anche loro lì in pianetta, anche loro siedono sugli stessi muretti forse hanno gli stessi sogni, proveranno gli stessi amori. Si il mio paese è pur sempre un bel villaggio.....grazie Monterubiaglio.


E se tutto cambia tutto fluisce e scorre PANTA REI....ora ho tante nuove avventure da rivivere tanto da scoprire e da rivalutare. Qui c'è mia sorella Francesca, mia mamma Rosalba, mia nonna Marsilia, mio zio Peppe detto il Parrino. Ho due splendidi nipoti Giorgia e Cristian. Il sorriso nel vederli sereni e felici mi riempie di gioia. In fin dei conti quella finestra non l'ho mai chiusa è dentro di me....e quando il sole tornerà saprò aprirla e respirare sino in fondo il mio presente.