Tuesday, November 27, 2012

Chef on the Road....la cena

Con le giacche rosse io Shady, Antonio Scaccio e Borghini sembravamo Babbi Natale dei Grandi Magazzini. Harrods ci avrebbe assunti appunto come Chef Natalizi vuoi per il taglio unico ed il modello scelto. Io volevo la linea tutta mia Solovelia però capisco anche che con tutti quegli chefs non ne saremmo mai venuti a capo. SOLOCHEF e Maria Grazia sono sempre una garanzia. In compenso il nostro nome finemente ricamato sul collo. Finalmente nessuno a guardarti il petto o la pettorina ( per le donne è diverso l’effetto) per sapere chi sei o come ti chiami. Io avevo proposto di scrivere il nome sulla pannuccia ma in fondo...talmente in fondo......che alla fine la gente avrebbe dovuto allacciarsi le scarpe pur di leggere anche un nickname. In cucina eravamo elettrici. Oramai il cibo era già uscito sui vari tavoli da buffet. Io e Scaccio stavamo vicino ad Alberto Rossi che spiegava i tagli della noce ( non de cocco) ed elargiva consigli su come preparare tartarre gustose con spezie e vari aromi. Luca Borghini era pervaso da tutti gli spiriti evocati dalla Cilibrizzi e non stava fermo.
Dall’altro lato ogni tanto passavo anche io...sarà l’artiglio del diavolo con lo chef chef Vincenzo Petruzzelli. La gente si avvicinava ai tavoli e noi guidavamo la degustazione tra varie domande “Mi scusi Velia cos’è questo?” “guardi non lo so…..però sembra uno strudel di pinoli ed erbe varie ma l’ha fatto Scaccio….” “ANTONIOOOO ti prego ci fai una piccola carrellata di ciò che hai cucinato?” Si perché stare dietro ad un buffet dopo una giornata di lavoro non è semplice. Ci vuole gente fresca che sappia dire anche qualche frescaccia “Oh si signora codesto strudel è stato impastato nelle ultime 48 ore per ben 10 volte, poi steso a mano. Per il ripieno abbiamo optato per un sedano stanco su letto di rucola felice” E la gente….ecco la gente ci crede. "questa mozzarella mi sa dire da dove viene? " ed io "Signora carissima viene dall'Australia, mozzarella di latte di canguro sà ci piacciono le cose innovative. Appena la mangia sentirà un leggero salto nel vuoto. Pochi secondi nulla di grave. Le ricordo che il nome è "Cangoorella" un pò come Cinderella insomma un pò da sfigati perà è BUONA!" Per questo che alla terza domanda io ho smesso di parlare, ho chiamato la hostess le ho fatto la piantina con Google Map e le ho detto “ora i clienti sono nelle VOSTRE SAPIENTI mani fate in modo che non si perdano tra queste 1500 pietanze” Un po’ come cercare il punto G c’è chi non perde mai le speranze di beccarlo perciò lo imposta sul tom tom, lo cerca su Yahoo e se c’è la crisi anche su ebay. Oppure tutt’oggi lo scrive sulla lavagnetta della shopping list della cucina “AAA ancora ci crediamo!” La ragazza sveglia sapeva tutto infatti quando riportava indietro i piatti vuoti le domandavo per correttezza se le servisse un solido rimpiazzo. In sala la gente si rilassava. Era questo l’intento. In cucina invece l’aria era bollente e non per il bollipasta. Noi donne CHEFFE siamo perlopiù carine, magari ci sentiamo anche belle dentro. Ma quel bello dentro è più inquietante del bello fuori. Se sei bella dentro prima o poi troverai qualcuno che ti dirà "allora fammi entrare così vedo qualcosa" ma non è che durante il servizio possiamo dare spettacolo con un tacco 10 su zeppa arcuata. Solitamente la cheffa donna si rivela una donna complicata, rigorosamente convinta che colei che servirà al tavolo se è gnocca nel suo "profondissimo essere" dovrebbe avere almeno la decenza di presentarsi con delle calze di alpaka, un baby doll di lana merinos e sopra un saio che la ricopra di tutto punto affinche quella lettera G non venga mai trovata. E qui per questioni di sana autoironia e gossip diciamo che la nostre cameriere erano state scelte non solo in base alla bellezza ma soprattutto per il sano uso dei neuroni che copiosi colpivano lo Chef Antonio Scaccio. Piovono aiuti umanitari…....anche la protezione civile per proteggere L'OMMO SICILIANO dalle solide avances toscane della nostra Jessica Rabbit. Lei di certo non era un avanzo. Vi dico che i bidoni della differenziata si aprivano pur di beccarsela solo un pezzo. Vetro??? Plastica? Amianto??? Anzi se durante la giornata in cucina sembrava normale la sera si era presentata con un leggins leggero da far intravedere il resto con estrema maestria. Swarosky sulla maglietta velata nera. Si fiondava sul banco come se fosse uno sgabello infatti ad un certo punto ho pensato di stare a “uomini e donne”. Solo che il tronista era Scaccio…..e noi??? Al massimo io la Giovanna, Angela, Shamira e la Silvia potevamo fare il pubblico. Su quel banco rivoltabile e decappottabile c’era la presentazione del “Fiore de Loto”. Non lo so che è…..forse è un’altra cosa Zen che s’è inventato Scaccio ma No lei si apriva con indicibile sofferenza “oddio però i piatti scottano ma come fate voi a tenerli in mano” "cocca mia...noi ce l'abbiamo d'amianto" Io altro che “della crudel morte de cristo” era passata a “la morte del cigno” anzo no del CIGNALE::::::::)))) “Chef non so perché io mi sento in sintonia stasera” Strano ho pensato la sintonia poteva essere anche sinfonia se avesse continuato a girovagare a quel modo avremmo dovuto chiamare l’orchestra per cantare l’inno “faccela toccà….” Tanto avevamo visto di tutto!!!! E nel momento in cui c’è stato l’impiattamento dei tortelli di Giovanna Geremicca la nostra Jessica Rabbit provava ancora a lodare quel piatto sino a far venire l’emicrania a l’unico chef che porta con sé la divina scintilla: ANTONIO SCACCIO. Lui lo chef di Dolce e Gabbana. La Jessica ribatezzata JUST cavalla. IO “sai Jessica questo un piatto Tantrico…..l’ha fatto Giovanna Geremicca non Scaccio” “Ah si…????.” "Appunto tantrico cioè la gente se lo deve mangiare con calma per goderne tutti i profumi, gli aromi” “ma che bella questa cosa!!!! Ma come vi è venuta in mente?” “Jessica amore della mamma anche della nonna….leva sto tacco e guardami negli occhi. Questo è frutto di MESI E MESI di duro lavoro sul banco anche di anni ed anni di duro lavoro ai fornelli……ma lo sai che è il tantra???” “No però ho studiato e sono laureata in lettere” “hai studiato a Scientology? Oppure hai studiato alla Eminflex?” E’ stato lì che non ho voluto infierire ulteriormente nel suo alfabeto ci sarà stata anche la lettera G non so se usasse il punto interrogativo però oramai eravamo tutte alleate per salvare Santo Scaccio da Imola!” Come si sconfigge una gnocca in cucina???
Noi Cheffe avevamo ancora l’asso nella manica. Giocarci la Samanta. Lei è gnocca però almeno è simpatica. La mettiamo in sfida con la Jessica ed ecco che al momento che Maria De Fillippi reclama l’uscita dei ravioli di Silvia ……………………..Samanta prende le redini e le reti della cucina facendo goal “ora siamo davvero in sintonia!” Ho detto RETI e vi ricordo che la specialità non è tanto sulle doghe ma sulla TV…….la musica ha inizio. RETI UNIFICATE!!!! “O COME SIAMO IN SINTONIA!!!! È stato il motto dell’intera serata. Intanto mentre i matrimoni si frantumavano ai tavoli dove la Jessica sapientemente serviva il piatto….noi avevamo la Samanta che rimetteva tutto in perfetto ordine. Il sudore freddo dello chef, il sangue freddo dello chef……. Dio c’è ed esiste. Intanto la gente si alzava per applaudire tutti NOI… Ho pensato alla Giusy di Dolci e Delizie che non era sta lì con noi……a lei però è dedicato un sogno che fa parte della quarta SAGA mentale di Chef on The Road parte quarta….manco Twilights con tutte le guerre tra vulturi e san marziani. A me me fanno una saga.....oppuree un sugo....so avanti!!!! Ed il momento fu catartico nelle Smoking Area dove i fumatori "Io e la Francesca Burzi in prima linea" parlavamo della fantastica uscita dell’uno o dell’altro. “Oh Velia che bella la cena, i ravioli erano divini, e poi la noce…..Alberto Rossi ha portato delle materie prime da sballo” Ed io “sballando con le stelle…Francesca guarda ho ancora sto artiglio del dragoncello ma non lo senti??” E Vincenzo che ci guardava incuriosito “tu sei davvero fuori controllo in cucina ma soprattutto nella cucina” Eh si l’artiglio del diavolo oppure di Drago Uccello come avevano esclamato e riassunto la mia crema tutti i ragazzi per prendermi in giro. “In verità vi dico sono animalista convinta ma non vi è stato mai come stasera un assalto verso questa povera bestia…..se non fosse stato per noi giovani cheffe a quest’ora avreste pianto amare lacrime. Vi saresti cosparsi di arnica e avreste pregato in aramaico pur di essere calpestati da quel tacco!" Francesca Burzi è un concentrato di simpatia. Anche lei persa tra le perle bucoliche della Cilibrizzi non sapeva dove buttare la sigaretta....rideva pensando a certe scene. Si è vero anche lei si sarà resa conto dell’assalto al fortino dello “scaccio” ma lei mica è cattiva come me?? Shamira ha iniziato a recitare. “Anche tu dall’Actors Studio ovviamente?” “Velia sono nata all’Actors Studio!” “Lo vedi? A me non me ce mandavano perché dicevano fosse pericoloso! Dopo centro vetrine sono passata ai semafori….e dai semafori al lavapiatti” L'Actor's Studio propugna un metodo di recitazione (detto semplicemente metodo) finalizzato alla totale identificazione dell'attore con il personaggio che interpreta, in modo da rivelarne le più intime contraddizioni. Il risultato del metodo è un'interpretazione di grande intensità e coinvolgimento, assai adatta ad esprimere personalità nevrotiche e tormentate, spesso afflitte da conflitti interiori insanabili. Non è più il personaggio che si adatta alle caratteristiche dell'attore, secondo la tradizione hollywoodiana, ma viceversa. L'interprete deve penetrare nel ruolo con tutto se stesso e quindi non solo con le battute della sceneggiatura, ma anche e soprattutto con la gestualità e le espressioni del volto. (questa l'ho copiata!) Noi avevamo Stefano Sismondo “almeno lui la soap opera VIVERE l'ha fatta davvero anche squadra antimafia, Csi Roma, Twin Peaks e Pomeriggio5" All'Actor Studio persino AL Pacino fu preso in disparte da Strasberg dicendogli questa semplice frase “impara le battute e poi potrai permetterti di andare a braccio”. Stefano è uno che sa il fatto suo. Ma Noi Femmine???? E chi le sa le battute???? Che discesa verso gli inferi!!!! Noi donne fuori dal coro abbiamo inscenato un improvvisazione alquanto simpatica delle COZZE contro le VONGOLE. Sapevamo la parte, eravamo nelle parte, perfettamente calate nel personaggio. “Hai visto??? Ha la cellulite??” “Oddio nooo solo ritenzione idrica anche perché almeno quella è democratica!” "si noi donne in certi casi abbiamo un grave dissesto idrogeologico se cadiamo a terra sulle nostre macerie facciamo rinascere il fiore di loto" “e quello??? Secondo me ha avuto un problema ieri sera con la moglie per questo che a tavola sono in tre”.
Momento di applausi, strette di mano e persino di autografi. Io ho pensato che avrei dovuto triplicare le gocce per dormire “che notte mi aspetterà in Torretta???? Cioè avrò mai la possibilità di incontrare qualche fantasma di notte? Magari la nonna della Cilibrizzi che vuole organizzare il suo 75° anniversario di nozze” Paola Pi era esausta. Quando uno cerca di spegnere la sigaretta su un faretto a terra scambiandolo per un portacenere significa che il segno è ARRIVATO e che la stanchezza ha preso il sopravvento. Siamo in sintonia......sempre in sinfonia....

Sunday, November 25, 2012

Chef on the Road Parte Seconda

Chef on the road Parte seconda
La mattina mi sono svegliata tardi talmente tardi che quando Luca ha citofonato in camera per dirmi “Oh Velia c’è l’intervista via radio” ero talmente fusa che non me la sono sentita. "Guarda Luca potrei mandarti onde radio a bassa frequenza!" Nel frattempo ho cominciato a prendere vita. Risvegliarsi nella torretta non è una cosa semplice: prima di tutto quando mi sveglio devo capire dove mi trovo perciò mi sfrego gli occhi e per circa 4,6 secondi netti penso “ando so finita?”. Trovo frammenti di me, la stufetta, il pellicciotto “ma cavolo ho dormito vestita?” Poi ecco la Beatrice che mi chiama al cellulare “Buongiornoooooo volevo portarti la colazionedi sopra che ne dici di un cappuccino e una brioche, salgo subito!!!” Hanno bussato “Velia sono Bea….” Voi dovete calcolare che la Torretta è su due piani e solo perché hanno avuto pietà sennò non si sarebbero risparmiati una soffitta con vista cielo. “Arrivo Beatriceeee”. Mi sono gettata sulle rampe delle scale rigorosamente in parquet…..e se cammini o corri sul parquet con degli splendidi calzettoni di lana merinos misto alpaka l’effetto può essere devastante. Si pattina a meraviglia solo che sulle scale ci si “scapicolla” in modo unico ed omogeneo. La consistenza del legno è fantastica. Sono arrivata al piano terra scorrendo appunto sul corrimano….tipo skilift. Ho aperto a Beatrice con una magna laude “della crudel morte della chinoise” . Fatta colazione mi sono ricomposta pezzo per pezzo. Ho indossato la mia giacca SOLOCHEF che MariaGrazia ha gentilmente creato per la mia regione Umbria e mi sono diretta in cucina. Ed ecco che mi sono ritrovata in una cucina-fucina. Tutti erano già con le mani in pasta, tutti avevano in mente cosa cucinare io ancora cercavo, farfugliavo e la gamba si gonfiava vistosamente.
Mai perdere le speranze perché Scaccio conosce preparati naturali “Vai in farmacia e cerca ARNICA e Artiglio del Diavolo vedrai che ti passa”. A Montevarchi c’è una farmacia in una piazzetta carina. Ci sono arrivata grazie a Cristiana oramai mia fida scudiera e badante delle ore liete. Me la sono ripetuta per ore quel nome “Arnica, Arnica Arnica” ma davanti alla farmacista farfugliavo “Avete per caso la…la…la….del Lasonil all’Arnica?” Con occhio sospetto e circoscritto “Lei parla dell’Arnica o Artiglio del Diavolo” Sapete quando vi aprono quei cassetti scorrevoli che sembrano che dentro ci tengano l’archivio di stato? E la farmacista era in vena di pubblicità esoterica “L’arnica? ma non conosce le proprietà dell’arnica?” “ eh No…poi qui non c’è campo sennò avrei controllato su internet dal cellulare, non mi inquieta l’arnica in sé ma l’artiglio del diavolo. Non è che stasera prima dell’evento devo essere sottoposta ad esorcismo?”. Saccenza farmacologica “Signora questa è Arnica Compositum o Artiglio del Diavolo” “Adesso a quest’ora sinceramente sarà che ho battuto la testa ma non è un priorità parlare in latino la prendo per buona ….quando costa?” “7 Euro e 20” Allora me lo dia 4 scatole perché l’estensione dell’ematoma è direttamente proporzionale alla grandezza della Torretta. Mentre metteva nel sacchetto tutta felice le quattro confezioni se ne è uscita fuori con un “Sa è anche una termo crema?” “Buono a sapersi stanotte mi ci incremo e dormo col pigiama di arnica” Al mio rientro a Rendola la Cristiana ha reso possibile la IN crematura sulla parte battuta, ci siamo sniffate l’odore nafatlinico dell’arnica che stenderebbe anche un montone. Certo è che scendere in cucina mezze ammaccate non c’è stato tanto gusto. Intanto nella fucina cucina in quelle 3 ore avevano creato cose meravigliose. Luca Borghini era lì a coordinare giornalisti, fotografi al tempo stesso era tutto preso nel creare piatti da mettere al buffet. Cioccolato Domori e Majani portati da Giovanna Geremicca e da lei sapientemente usati per fare i suoi fantastici tortelli al cioccolato ripieni di ricotta di bufala e zafferano. Al fianco di WILLI il fido “blogghiero” Willi che in cucina si è rivelato una sopresa. “oh Willi….ma che hai fatto??”
“ho realizzato dei Bon bon di parmigiano, zafferano e pistacchi - Una vellutata di Topinambur allo zafferano con polpette di trota e ciuffi di porro croccante - poi ho dato una mano a Giovanna a realizzare i tortelloni e poi ho fatto un bicchiere con della crema di zucca allo zafferano e briciole di pesce croccanti con cialdina di pane ed erbetta cipollina” OUUUSignur ed io??? Avevo ancora da capire cosa avrei dovuto mettere le mani. Perciò mi sono intrufolata nel gruppo forte dell’odore che emanava l’artiglio del diavolo. E’ stato lì che ho intravisto e FINALMENTE ho conosciuto la mitica Shamira ed il suo ragazzo Luca. Baci e abbracci sentiti. La mia Shami è bella come nelle foto anzi no….direi che dal vivo rende molto di più perché sprigiona energia pura. Sole nei capelli. Azzurro negli occhi e pelle di porcellana. Una chef alchemica che proponeva dei paccheri reidrati su fondutina di parmigiano e zafferano con granella di pistacchi, poi i suoi famosi tartufini dolci al caramello salato e zafferano. Lo zafferano era il protagonista indiscusso ( oltre al cioccolato) perciò mi perdonerete se ci saranno tantissime ripetizioni in merito ma il mio vocabolario di sinonimi non porta altro nome se non crocus sativus. Luca aveva fatto una vellutata di zolfini con salvia e zafferano. Io glielo avevo detto “te la ruberò un po’ per farci qualcosa perché a me sembra che qui fuochi a disposizione non ce ne siano forse mi dedicherò al pane visto che i lieviti sono la mia predilezione” Ahime il forno era già occupato dallo chef Vincenzo che stava proponendo pani di ogni tipologia senza far mancare come ingrediente il cioccolato e lo zafferano. Io ho chiesto gentilmente quando avrei potuto usufruire del forno e lui con fare da chef-chef mi ha risposto “per il momento questa tipologia di pane richiede tempo però un posticino per te lo troviamo!” GENERRROSOOOOO!!! Oh di questi tempi e soprattutto in cucine così affollate avere un piano dove lavorare e un posticino nel forno è come trovare un posto al sole “ Grazie…Ciao Vincenzo io mi chiamo Velia…piacere” “si ti conosco in Tv sei più carina ma ti truccano vero?” “Hai ragione infatti non è un trucco semplice sai il mio è un restauro perciò ti ringrazio del complimento e ti chiedo almeno due “gastronom” ed un po’ di carta da forno” Vincenzo burbero ma felice si è visto sorridere oramai schiavizzato dalla mia insolenza. “se ti serve la farina ti faccio vedere dove sta….ti aiuto a portarla qui in cucina” Dopo i miei primi 20 minuti avevo già trovato il mio punto di appoggio non tanto su Vincenzo che pareva non fosse contento di come uscisse fuori il suo pane. “Questo è un pane che richiede una lunga cottura non so se sarà buono come dico io!” “maddai su…..Vincenzo ma ci dobbiamo divertire, sperimentare e poi vuoi mettere il tuo lievito naturale contro Mastro Fornaio?” “lo sai che mi stai simpatica?” ed io “meno male!” Dall’alto del suo metro e 90 scorgevo Simone, chef “titolare” della squadra di Rendola. Senza di lui chef e patron di casa sarei stata ore ed ore a cercare l’attrezzatura di cui avevo bisogno. Ma io visto che sono maga del “crudelity Kitchen” bastava poco. Una bowl, acqua, lievito e farina……..una forchetta per impastare e poi avrei rubato qualche ingrediente di qua e di là senza pormi problemi. Mi sono impegnata a mantenere la carta da forno al solito posto ma in 30 briganti in cucina lei svolazzava in ogni dove e spariva e appariva col vangelo secondo Borghini. Il più silenzioso? Antonio Scaccio perché lui quando cucina è veramente concentrato e prepara il cibo in posizione Zen. Compone un piatto come uno spartito musicale con religiosa precisione, un disegno sacro dettato dal cuore. Ed ecco uscir fuori dalle sue sapienti mani: sformatino di peperoni con zafferano ed emulsione alla soia, maki sushi con riso venere al pecorino e pere, strudel di seitan in salsa d'arancia e zafferano, salsa si pinoli, patate e porri. Premetto che il Seitan lo ha fatto al momento. Ed io ho mancato quel momento sacro perché ero intenta ad ungermi “l’artiglio del diavolo” sulla gamba triturata. Mia nonna da buona toscana avrebbe detto “hai fatto un bel battutto!” pazienza se poi quei piatti magnifici sarebbero stati distrutti ( si fa per dire) dalla folla famelica che da lì a poco sarebbe accorsa. Silvia anche lei molto riservata e silenziosa stava creando i ravioli con stracciatella di bufala, fagioli cannellini.
Angela Sole Nero stava suddividendo le materie prime che aveva portato con se, appunto mozzarella di bufala, stracciatella, ricottine fresche.
“Angela cara io qui non so più dove mettere le mani mi sembra che ci sia di tutto e di più” E lei con aria da sdrammaturga “Infatti fai quello che senti, quello che ti pare, ognuno di noi fa qualcosa poi se ti serve una mano ci sono anche io!” Ho preparato panini ripieni di ricotta fresca e capocollo croccante, pane speziato usando quello che mi capitava davanti. Mi sentivo in un parco giochi felice come una bimba intenta a creare chissà cosa. Alla fine avevo 8 teglie gastronom ricolme di ogni tipologia di pane che persino Vincenzo stentava a crederci “ma scusa ora dove le cuoci?” “nel tuo forno!” “vabbè dai come promesso ti lascio due piani” “per me anche un cm quadrato di forno ha un importanza vitale Vincenzo sono nelle tue mani” Giovanni Puleri preparava caramello in ogni sua forma
Visto che sono una cuoca molto “self service” mi sono pulita il mio piano da lavoro io come piccola fiammiferaia ho sempre ottimi rapporti coi lavapiatti italiani di origine sri-lankese “Lavare io!” “ ma nooo dai lavo io” “ma io qui per questo signora” ed io “scusa ma non lo vedi che non ho nulla da fare?” “ok lavare tu!” Diversa la storia durante la serata mentre portavo al lavaggio pentolini di ogni genere ridendo mi diceva “ora lavi tu?” ed io “no ora lavi te….perchè tengo a che fare”. L’unica cheffa di cui non ho una foto è la Francesca Burzi. Non perché non stesse in cucina ma perché non stava mai ferma e lei con la velocità di una saetta zampettava tra un banco e l’altro ad aiutare tutti. Io e la Giovanna oramai connesse e superconnesse tra iphone e ipad cercavamo di fotografare ogni singolo momento. La Burzi aveva battuto il record su 100 foto tutte erano mosse….Willi cantava mentre stendeva la sfoglia dedicata ai tortelli di Giovanna.
“lo chef è un dio!” Non nominare il nome dello chef invano. Tutti sotto la stessa divisa e soprattutto tutti lì per mettersi in gioco apportando qualcosa di nuovo. Condivisione assoluta. Non eravamo Hell’s Kitchen??? Ma come io avevo l’artiglio del diavolo? Nel primo pomeriggio è arrivata Maria Grazia di Solo Chef sponsor di CHEF ON THE ROAD. Grembiuli personalizzati e per me anche una giacca rossa personalizzata, cul colletto mio nome ed è stato emozionante. Poi ecco un pensiero inaspettato un mio ritratto in acquerello fatto e donato dall’amica Maria Luisa(?). Foto di rito oramai rituali.
La serata si è movimentata con l’arrivo di Shady chef e titolare delle Rotte Ghiotte, Alberto Rossi macellaio Docg che avrebbe fatto vedere “l’evoluzione della noce” e ci avrebbe deliziato con le sue tartarre di chianina e non solo. Le Pellegrine Artusi sempre belle ed impeccabili. A loro darei il premio “Trendy in the City”. Praticamente loro nascono strafighe e non le vedrete mai col capello ritto ed il mascara sfumato. No le Pellegrine hanno la ricetta segreta che persino l’Artusi non ha mai trovato. Allegria toscana pura e genuina al 100%. Stefania Pianigiani....ecco a lei un pensiero caro per la sua grande ospitalità interiore. Sa accoglierti col cuore e leggere oltre le righe. Un piccole regalo per me. Un bracciale fatto con le mani di chi prega "sai Velia ho pensato a te...ora te lo metto" Stefania sei una persona speciale con la S maiuscola. Piccola grande donna. Nei tuoi prossimi viaggi vorrò seguirti....soprattutto se porti via la cassettina della 626.....oppure il 118!!! Poco dopo sono salita in camera per riposarmi, il tempo di ritoccare il restauro delle belle arti ( moi) e dare una nova sfregata con l’unguento magico di arnica. Alla discesa della Torretta questa volta coi piedi di piombo. Ho ritrovato amici di vecchia data. Le tavole per il buffet erano perfettamente addobbati di ogni delizia. Luca Borghini ci ha introdotto Francesco Ciabatti giornalista del Settimanale di Arezzo che da lì a breve avrebbe intervistato Antonio Scaccio, Alberto Rossi e me……ero un po’ agitata. Quando ti intervistano che bisogna dire??? Ho pensato che li avrei ipnotizzati con quell'odore balsamico che mi portavo dietro..... Ci hanno relegato nell’ufficio wedding planner della Sig.ra Cilibrizzi. Sono rimasta incartata in un velo lungo che ho poi minuziosamente ripiegato sulla sedia di fronte. Ci siamo seduti mentre l’odore dell’arnica pervadeva l’aria. MI sentivo nuova di zecca. Velia: "Mi ha colpito molto arrivare e ritrovarsi a tavola, col ristorante vuoto. In situazioni diverse da questa magari ci saremmo guardati con occhio sospetto, chiedendoci: “Sarò all’altezza dei colleghi?”. Ma qui l’atmosfera è davvero rilassata, e produttiva, nonostante le “regole del gioco” si possano riassumere con: “Apri il frigo e decidi!” [ride, nda]». Alberto Rossi: "«Sono felice di essere in mezzo a tutti questi cuochi, solo col confronto ci può essere crescita. Io capisco che indirizzo dare a ogni taglio, come presentarlo, loro conoscono sempre meglio una materia prima importante. Poi mi diverto anche: ho presentato l’“evoluzione della noce”, il famoso “osso della suocera” con cui si possono fare bolliti, tartare… E ci si sente valorizzati: non siamo solo quelli che “portano la ciccia" Antonio Scaccio:"– la passione è alla base di tutto, ci fa muovere dalle nostre cucine per ritrovarci e trasmettercela l’un con l’altra, assieme al nostro modo di lavorare». Arezzo è Bellissima, come tutta la Toscana: qui avete una cucina favolosa, e c’è un grande spirito di ospitalità. Ma sono le persone a fare la differenza. Questo vale anche quando si cucina: il cibo non è apparenza». Articolo apparso sul “Settimanale di Arezzo” n. 124 di venerdì 9 novembre 2012 © Edizioni Giorgio Vasari. Tutti i diritti riservati Quello che è accaduto dopo amici sarà un vero GOSSIP.....stay tuned!!!! Noi donne cheffe....tutte all'Actors Studio!!!! E sarà la parte più divertente e DISSACRANTE dell'intera CENA.......Sintonie Assurde, Amori nascenti, matrimoni frantumati.....ma tanto c'era la Cilibrizzi!!!!!! IL RE DELLA SERATA ovviamente Fabio col suo Zafferano.....io direi di fare una bella visita sul suo sito per scoprire che lo zafferano è molto di più che una polvere o un pistillo per fare un risotto alla milanese. LO Zafferano è ORO::.....il re dei re per eccellenza. Lo Zafferano il Re dei Re www.zafferanoilredeire.it/

Friday, November 9, 2012

Chef on the Road 2012 RENDOLA

Chef On the road/ Rompiamo il Ghiaccio Domenica 28 Ottobre 2012  Erano settimane intere che leggevo post su FB del mitico Luca Borghini “TORNA CHEF ON THE ROAD a Rendola”. Vari blogger ne parlavano, infiammate le chat di face book tra messaggi in condivisione che saltavano di bacheca in bacheca. IL CONTEST sul CIOCCOLATO e SUL RE DEI RE l'oro in tavolo LO ZAFFERANO www.zafferanoilredeire.it Sarei dovuta andare con la mia carissima amica ADY MELLES e mia sorella FRANCESCA e alla fine mi sono organizzata con Cristiana proveniente da Roma. Niente treni, stavolta niente Intercity o Frecce Rosse…l’unica vera Rossa del Gruppo era la fotografa Paola Pi poi la Beatrice figlia di Cristiana. Il tempo di fermarsi in Champagneria per un breve caffè e subito ci siamo riscaldate. Ragazzi vi ricordo che il 28 Ottobre erano 6 gradi, lo sbalzo termico tanto paventanto dal meteo ci aveva costrette a tirar fuori maglioni invernali quando pochi giorni prima erano temperature quasi estive. Quella domenica ho tirato una bomba nell'armadio nella speranza di estrapolare un indumento caldo trovando al masssimo magliette, t.shirt. Mi son detta “Velia deve essere caldo l’indumento e trovo roba estiva boh". Dopo l’ennesima camicetta a maniche corte ho preso il taglierino e sono entrata nelle stanze delle sorprese ho aperto i mega box invernali e credetemi ho trovato un pellicciotto, quello di Nonna “se è freddo nessuno lo vede al massimo ci dormo al posto del pigiama”. Per questo alla partenza da Orvieto sembravo più una matrioska. “holodnoe serdce” in russo “Cuore freddo” Dopo il caffè io e Paola siamo passate all’antibiotico: lei raffreddore e tosse….io boh sarà che me devo impasticcare e solitamente già so che un piccolo mal di gola si trasformerà in una bronchite asmatica di tutto rispetto. Allora meglio prevenire che curare. “Che antibiotico prendi Paola?” "dopo ci leggiamo il bugiardino" Viaggio sulle notte dei Coldplay “Paradise” messaggi da fB, cambio di status e soprattutto Gossip tra donne. Beatrice dall’alto del suo metro e 80 per i suoi 16 anni parlava delle materie scolastiche e dei compiti che avrebbe dovuto presentare a breve “della crudel morte de Cristo” una laude che era tutta un programma. Si perchè Beatrice fa il liceo Musicale e sta studiando il madrigale però in compenso a breve le inseriranno tutte le liriche di Raul Casadei e la canzoni di Pupo vere opere d’arte cantate oggi in Russia come inno nazionale italiano. Quel cappotto….eh si il pellicciotto mi faceva pensare alla Russia…… Poi il requiem di Mozart Dies Irae ( si legge diesire) che ogni volta non mi entrava in testa "beatrice come si chiava dimisolsire?^ Uno status su fb, un video...."we can move on". Arrivati a Rendola esattamente OSTERIA DI RENDOLA ci hanno subito accolto con molto calore e sinceramente a tre gradi anche solo un 7,5 gradi centigradi avrebbe fatto la differenza. Le camere??? Stupende. Io avevo la Torretta quella a due piani. Rose fresche e perle ovunque. Mi sentivo una principesssa e praticamente per fuggire mi sarei dovuta gettare dalla finestra oppure gridare “Aiuto mio bel principe tiro giù le trecce”. Noo……ho iniziato a scattare fotografie a raffica che ad un certo punto il mio iphone mi ha chiesto “Sei sicura di riprendere anche la carta igienica?” Cioè la telefonia intelligente aiuta e parla nel momento del bisogno ed è questo che va colto….anzi scaricato perché come al solito sono applicazioni o aggiornamenti software di natura sconosciuta ( IOS6 dopo che ce l'hai non sai più chi sei) Il tempo di darmi una sistemata per cena. Insomma volevo non sfigurare anche perchè ero partita col piumone impellicciato. Ma ecco la chiamata della Cristiana “Velia qui ci sono tutti ma la proprietaria ci ha informati che il personale è stato mandato via” ed io “cioè l’hanno licenziati?” “noo sapendo che arrivavamo noi c'hanno lasciato la cucina libera” “Cioè devo cucina?” cioè ci tocca lavorà stasera?? Co sto freddo??? Ahooo…..mannaggia”. Il Borghini aveva avuto un idea geniale.. Sono scesa un pò incredula. Ma che scherzi ci fa il Borghini?? Uno dello staff (l’ultimo superstite) ci ha illuminato su quello che avremmo potuto toccare o ritoccare, mangiare, bere…”Tutto è a vostra disposizone, avrete modo di conoscervi e rompere il ghiaccio!” “Si infatti è freddo….più che rompe il ghiaccio accendete il riscaldamento che qui si bubbola” E così che ho conosciuto la dolcissima Angela ( Sole Nero) e Roberto che mi hanno accolto con un forte abbraccio. Quando ci vuole ci vuole... io adoro le persone che sanno darti un contatto fisico forte e l’abbraccio è fondamentale. Ed ecco che arrivato lo chef Naturista bio Antonio Scaccio, Stefano Sismondo attore di fiction, Tiziana Tinari la maestra dei dolci di pasta da Zucchero. Noi quattro invece le ragazze “the six in the city” Velia Matrioska, Beatrice, Paola e Cristiana. Il mitico Chef Scaccio si è presentato in cucina, prendendo la prima “parannanza” disponibile. Lui chef di Dolce e Gabbana per questo che mi volevo far vedere almeno un pò griffata certo senza pelliccia. Più stile "just Cavalli". Ribadisce la sua passione per cotture leggere e naturali, il rispetto della materia prima. Con una semplicità fuori dall’ordinario tira fuori una bella pasta fresca con broccoli ( ragazzi l’ho tagliati pure io assieme a Scaccio) pinoli tostati, pangrattato e alici. Abbiamo preparato la tavola cercando di darci dei ruoli “tu porta i tovaglioli” “si ma dove stanno” “Quanti siamo?” “forse 10 oh no….12”. Cucina Vegana? Vegetariana? Sono stata sempre attratta da questo tipo di cucina. Paola che scattava fotografie oramai eravamo su un set.....ecco "Set in the city" Antonio è un poeta, è un uomo che fa della cucina un arte che attraversa lo spirito. Abbiamo iniziato a mangiare come dei veri affamati. Io lo avevo detto “io sto con un cappuccino, brioche ed un antibiotico perciò abbondiamo”. Paola “Giusto l’antibiotico…....ricordamelo”. Angela “Sole Nero”aveva portato a Rendola dei formaggi fantastici, la mozzarella di bufala pazzesca e tantissimi altri prodotti. Poco dopo ci ha raggiunto Giovanna Geremicca altra chef col suo compagno. Ho ordinato una bottiglia di vino bianco “dai festeggiamo....." Giovanna tutta precisa, ordinata, professionale, seria, occhialetto rosso da proff….mi aveva mandato in tilt. Ne sono rimasta affascinata prima per sospetto “ Giovanna io con te non ci potrei lavorare mi metti soggezione”. Invece no la Giovanna è tutta cioccolatosa, sinuosa, dolce ed una volta rotta la copertura di cioccolato che la ricopre è come aprire una finestra in una mattina di sole non posso dire buona come un bacio perugina ma molto di più anche perchè Lei poi portava con se lo sponsor del Cioccolato col quale avremmo valorizzato i piatti del giorno dopo. DOMORI & MAJANI. Si è parlato di tecniche di cottura, le esperienze lavorative significative o quelle che ti lasciano l'amaro in bocca. Ho solo ribadito che a me fanno paura tutti quelli che sanno la lezione, quelli che sanno la regola della fusione a freddo dello zucchero atomico e di chi ha ruoli ben precisi forse perché tutt’oggi io mi sento food - blogger per caso non tanto per diletto. Spesso anche per costrizione. L’ultima volta che mi sono cimentata nel caramello ci siamo rimaste dentro in 4…….ecco la fusione, la coesione, l'attaccamento alla professione. Tiziana Tinari la maga dei dolci invece era silenziosa, timida e sorridente. Angela “Correte venite a vedere che torta dobbiamo scaricare dall’automobile…..cioè ma come hai fatto?? Ma è un dolce Ikea?” Effettivamente siamo rimaste tutte in silenzio alla vista del dolce e di tutta la strumentazione. Tiziana con la sua vocina “ma no questo va rivestito domani e poi lo farcirò”. Io lo squadravo, pensavo sbucasse il mago Casanova per dirmi “amici c’è il trucco”. Invece no….tutto fatto a mano e la manine di Tiziana sono delicate e creano dei veri capolavori. Angela coglieva tutte le mie battute era un vero botta e risposta ciò vuol dire che se uno riesce a starmi a fianco c’è FEELING. Angela Sole Nero....Angela Sole vero. Poi dal FEELING siamo passate al peeling. “Cosa facciamo domani?” Arriveranno tutti gli altri e sarà una vera brigata di briganti in cucina. Caffè, bonbon, confetti "Si qui la proprietaria la Sig.ra Franca Cilibrizzi è una wedding planner" Ah ecco perchè trovavo veli, fiori, poltrone bucoliche, coroncine, fiocchi di ogni tipo. Io e Paola ci siamo avvicinate ai confetti e li abbiamo messi al centro della tavola. Una volta si tirava il riso agli sposi oggi no.....tutto è cambiato solo petali di rosa, mazzi di basilico, punte di asparago e te se dice fortuna anche dei bon bon arancioni che a confronto il mio antibiotico sparisce. Infatti la cosa che avrei chiesto alla Cilibrizzi "mi scusi ma sti bon bon da quanti milligrammi sono???"

POLTRONA REALE

Chef on wedding Saliti in hotel…..io stavo in Torretta, Giovanna nel Fienile, Scaccio nelle Scuderie. Li nel salottino per litigarci la linea wifi perché ci si connetteva tutti insieme tra ipad e iphone con estrema difficoltà. Paola aveva deciso che per riscaldare la camera avrebbe acceso tutti gli asciugacapelli disponibili nei bagni. Io ho litigato col termoconvettore convinta che sparasse aria calda. Niente da fare aria fresca secca ma non calda. Antonio aveva provato a fare la stessa cosa seguendo il mio consiglio ma era uscito dalla camera esclamando “oh scusa Velia ma io mi sono congelato” “Scusa Antonio ma qui il riscaldamento non funziona per questo ho il pellicciotto da Matrioska” Siamo Rimasti nel salottino tanto per fare quattro chiacchiere da lì a breve Mr Chef Antonio Scaccio avrebbe festeggiato il suo compleanno. Infatti scoccata la mezzanotte ecco uscire dalla camera Paola “oh giusto Auguri Chef” lei si che si era ricordata invece io la Giovanna eravamo troppo attente ad ascoltare le esperienze lavorative dello chef. Paola tutta pimpante “Comunque ragazzi in camera si sta da dio…con tutti gli asciugacapelli si sta riscaldando” ed io “Paola ho avuto il dubbio che da quelle parti ci fosse un salone di bellezza”. Si belle tutte….e riscaldate. “AUGURI CHEF!” La Cristiana mi aveva portato una piccola stufetta per stemperare almeno il bagno. Santa Cristiana Curri da Roma. Ci siamo congedati e congelati poco dopo l’una del mattino. Entrata in camera ho avuto una sorta di visione paradisiaca e vi giuro niente a che vedere con l'antibiotico. IL bugiardino riletto assieme a Paola al massimo ripeteva "porta raramente a confusione mentale". Si ho ritrovato la sfufetta, ho aperto Fb dall’iphone trovando il messaggio del Borghini. Tralaltro avevo una connessione fantastica si vede che gli altri erano già a nanna. “Vi è piaciuta la sorpresa di cucinare stasera? Avete rotto il ghiaccio? Tutto ok siete arrivate? Se non dormite allora vi vengo a trovare” La mia risposta “Caro Luca le sorprese non finiscono qui, se ti fai vedere davanti al cancello penseranno tutti che sei un ladro e dalla Torretta ti si spara come si fà col cinghiale… sulla la rottura del ghiaccio mi trovi daccordo infatti volevamo tutti dormire da Paola. Notte luca a Domani now Chef on the bed…”. Poi guardardomi col pellicciotto ho pensato che avrei rischiato di essere scambiata per un muflone russo, oppure per il cinghiale di Rendola. CHEF ON THE ICE, CHEF ON THE SKY.... avrebbe avuto inizio da lì a poche ore.....Ragazzi siamo pronti!!!! A Nanna.... To be continued

Wednesday, October 24, 2012

Chef on the Road 29 Ottobre: l'oro in cucina "zafferano"

Ecco che lunedi 29 Ottobre si ripresenta "Chef on the road" questa volta l'evento sarà dedicato "all'oro in cucina" esattamente lo Zafferano.
Lo zafferano vero (Crocus sativus) è una pianta della famiglia delle Iridaceae, coltivata in Asia minore e in molti paesi del bacino del Mediterraneo. In Italia le colture più estese si trovano nelle Marche, in Abruzzo e in Sardegna; altre zone di coltivazione degne di nota si trovano in Umbria e in Toscana. Dallo stimma trifido si ricava la spezia denominata "zafferano", utilizzata in cucina e in alcuni preparati medicinali. La parola zafferano deriva dalla parola latina safranum, che a sua volta deriva dall'arabo zaʻfarān (زعفران) (da aṣfar (أَصْفَر‎), che significa "giallo"). Spezia dal colore brillante arancione tendente al rosso, il suo fiore è una pianta una iridacea ed appartiene al genere Crocus di cui fanno parte circa 80 specie. La pianta adulta è costituita da un bulbo-tubero di un diametro di circa 5 cm. Il bulbo contiene circa 20 gemme indifferenziate dalle quali si originano tutti gli organi della pianta, in genere però sono solo 3 le gemme principali che daranno origine ai fiori e alle foglie, mentre le altre, più piccole, produrranno solo bulbi secondari. Durante lo sviluppo vegetativo dalle gemme principali del bulbo si sviluppano i getti, uno per ogni gemma; per cui da ogni bulbo ne spunteranno circa 2 o 3. I getti spuntano dal terreno avvolti da una bianca e dura cuticola protettiva, che permette alla pianta di perforare la crosta del terreno. Il getto contiene le foglie ed i fiori quasi completamente sviluppati, una volta che è fuoriuscito dal terreno si apre e consente alle foglie di allungarsi e al fiore di aprirsi completamente. Il fiore dello zafferano è un perigonio formato da 6 petali di colore violetto intenso. La parte maschile è costituita da 3 antere gialle su cui è appoggiato il polline. La parte femminile è formata dall'ovario, stilo e stimmi. Dall'ovario, collocato alla base del bulbo, si origina un lungo stilo di colore giallo che dopo aver percorso tutto il getto raggiunge la base del fiore, qui si divide in 3 lunghi stimmi di colore rosso intenso. Le foglie del Crocus sativus sono molto strette e allungate. In genere raggiungono la lunghezza di 30/35 cm, mentre non superano mai la larghezza di 5 mm. Il Crocus sativus è una pianta sterile triploide, è il risultato di una intensiva selezione artificiale di una specie originaria dell'isola di Creta, il Crocus cartwrightianus. Una selezione messa in atto dai coltivatori che cercavano di migliorare la produzione degli stimmi. La sua struttura genetica lo rende incapace di generare semi fertili, per questo motivo la sua riproduzione è possibile solo per clonazione del bulbo madre e la sua diffusione è strettamente legata all'assistenza umana. CHEF ON THE ROAD..........
Alla serata presso l'Osteria di Rendola saranno presenti: Il presidente dei macellai Alberto Rossi con "l'evoluzione di una noce", Velia de Angelis ( MOI), Antonio Scaccio ,Shady ,Francesca Burzi , Stefania Pianigiani, Shamira Gatta Lovely Cake, Le mitiche Pellegrine Artusi ,Giusy Dolci & Delizie , Sole Nero , Pane e Pomodoro . Willy, Le chicche di Cry, Giovanna Geremicca con il suo cioccolato dai profumi eccelenti, Tiziana Tinari con un’incatevole torta .. sara’ presente Solochef lo sponsor di eccellenza che vestirà tutti noi con le loro fantastiche divise personalizzate, lo zafferano il re dei re sarà presente all evento e inoltre il settimanale di Arezzo ……Diciamo che ci aspetterà una serata divertente e soprattutto all'insegna della buona cucina unita alla compagnia. Io già vedo Luca Borghini affilare i coltelli, preparare salse e salsette di ogni colore perchè lui è uno chef variopinto. Perciò anche voi armatevi di smartphone e camere digitali perchè ci saranno da scattare un sacco di fotografie.
www.zafferanoilredeire.it

Tuesday, October 9, 2012

Felicità un obiettivo in movimento

L’estate è trascorsa in modo pesante. Dopo il trasloco nella casa museo i problemi si sono fatti vivi e così abbiamo trascorso 4 mesi tra un ospedale e l’altro cercando di curare ogni singolo componente della famiglia. Le corse, la disperazione, lo sconforto e poi il caldo asfissiante ha fatto in modo da portarci sull’orlo del baratro. Eppure la casa museo che iniziava a godere di vita propria ha fatto da “mamma” ci ha coccolati e ci ha reso ancora più uniti, combattivi e se la vita sa donare dolore è anche vero che poi sa donare enorme gioia riscoprendo le piccole e grandi cose nascoste nel cassetto. “Le donne Chiasso sono donne forti” Bastava aprire il cassetto trovare foto che ci ritraevano in momenti felici ed ecco che la nostalgia si è trasformata in riconoscimento.
Essere grati a Dio del superamento di un periodo da dimenticare. Essere grati a sé stessi di aver cercato soluzioni alternative anche quando non c’erano via di uscita. Si può essere felici anche dopo terremoti che sconquassano le basamenta dopo la fase dell’ottimismo flessibile ho iniziato a credere al concetto che la felicita sia obiettivo in movimento. Ho sentito dire da un ricercatore del quale mi sfugge il nome “il segreto della felicità consiste nell’aspettarsi poco” Tutto sommato vale la pena ricordare che quando fai un acquisto importante non lo si confronta con gli altri articoli presenti nel negozio ma con ciò che possiedono gli altri. Si tende ad essere meno soddisfatti delle proprie decisioni quando si deve scegliere tra molte alternative che quando ne esistono poche. Chissà ciò ci rende meno felici perché rimpiangiamo le alternative che non abbiamo potuto scegliere. Io e mia sorella ci siamo ritrovate a gioire di un caffe con sigaretta fumata rigorosamente di nascosto. Riaprendo album di fotografie dimenticati nel tempo. Mia sorella ha impressa la scritta dell’autobus che passa davanti all’ospedale di Terni “n°25 Ospedale-Cimitero. Cimitero Ospedale “ Ci siamo prese in giro per mesi ogni volta che ce lo trovavamo davanti. Invece di mollare ci siamo “incazzate” col mondo “Telefono-casa Ospedale senza cimitero please” . La consapevolezza ed il riconoscimento fanno parte dell’universo che cambia: oggetti in movimento, una nuova espressione sul volto della propria nipote, un inattesa sorpresa dietro l’angolo. Soprattutto quando non ci si aspetta che altro male bussi alla porta. Si è guardinghi e paurosi. Il cervello ci inganna con le sue limitate risorse navigare in certe tragedie e soprattutto rimanere a galla nonostante tutto è un bel banco di prova. Quali sono le cose che ci rendono felici?? Dovremmo chiedercelo più spesso. Concentrarsi sui fatti positivi, utilizzare i propri punti di forza ed soprattutto RICORDARSI DI ESSERE RICONOSCENTI. Mi sono concentrata talmente tante volte sui fatti negativi che alla fine del gioco avevo scritto 30 pagine. Abbiamo provato a scrivere ciò che di positivo ci era accorso e credetemi ancora oggi non abbiamo finito la lista. Ieri sera abbiamo festeggiato dal "parrino" Zio Peppe regalandoci una cena faraonica con amici e parenti. Il libro "Monterubiaglio: storia di un paese e del suo castello" scritto all'incirca 30 anni fà ci ha catapultati indietro di 70 anni...A quei tempi c'era la fame, la seconda guerra mondiale era alle porte. " La mattina durante il bevarino la Zirba aveva detto ai mietitori "oggi faremo i maccheroni". E così fu. Quando ancora c'era un pò di sole all 'orizzonte le ultime spighe caddero sotto le stanche falciate del "codino". Già il capofalce ed il cateniere si riposavano da alcuni minuti ed avevano tirato fuori dal falasco il barlozzo dell'acqua fresca e la fiasca di vino puro turata con un pampano attorcigliato. Nessuno guardò il barlozzo, ma tutti bevvero a garganella e la fiasca in pochi minuti fu vuotata. Ora mancava solo l'accordellatura. Con poche potenti bracciate ciascuno portò la sua parte di "gregne" ed il "cordello" fu ultimato. Un altro sorso per schiarire le gole rauche ed arse per la calura e la polvere ed il grido finale echeggiò nella valle "Fora le grille, Fora le grille" Era stato il Piripo a dare il via "viva Maria Viva maria" rincalzò Bertuccio "Viva Maria" fecero eco La Pupa, Febo,Sandrone,Parrino,Piripo e Bacola "Viva Maria". Poi il campo fu lasciato alle cicale ed alla croce del giglio rinsecchito sul cordello. Domani ci avrebbero pensato le spigolatrici con gesti quasi sacri e pietosi a ripulire le stoppie scoppiettanti, sotto il fuoco di luglio, dalle spighe abbandonate. Le falci ammucchiate ai piedi della scala brillavano stanche ed insonnolite frammiste ai "cannelli paradita" ed alle coti infilate nei corni pieni di acqua e di menta avvizzita. Un ammasso di giacche, di corpetti, di camiciotti, di cappelli di paglia copriva la panca di quercia vicino alla stalla. Le donne inquiete ed accaldate avevano già apparecchiato e preparato per tutti, Nonno Peppetto seduto sotto la quercia benediva il lavoro svolto dai figli e nipoti cantando la sua "Fiore di Noce" Appunto il trisnonno Peppetto cantava "Fiore di noce" una "canzona" che conosceva solo lui e che nessuno di noi a parte il testo sa come facesse o venisse cantata. Mia madre non se lo ricorda nemmeno mia nonna. Però ieri sera ci abbiamo provato, cercando anche un pathos particolare. Solitamente le canzoni popolari ripercorrono amori tragici, passioni mai sopite ma la canzone di Nonno Peppetto dal testo sembra molto allegra. "Fiore di Noce Rosetta mia scennete giune sulla finestra che ce state a fane, le braccia ve se possono indoline, l'amore alla lontana non se pò fane.. sulla finestra che ce state a fane"
E difficile credere che trascorrere ogni sera un quarto d’ora così per il resto della nostra vita rilassandoci insieme ci renderebbe più felici di una vincita alla lotteria. Quattro chiacchiere davanti al camino, nonna che racconta una delle sue, mamma che impreca perché non ho stirato bene la camicia o perché non sa cosa cucinerà il giorno dopo a pranzo, Zio invece ha le idee chiare tira fuori nuove ricette perché ora col digitale terrestre si fa di rubriche culinarie a tutta mandata. .ecco questa è una felicità impressa nel movimento. Il resto cari amici ce lo dirà il fato, il destino. Per il momento siamo ancora qui a dirci “ ma che vogliamo di più dalla vita?” Non chiediamo tanto….solo un po’ di serenità che tradotta in poche parole sono gocce di felicità.

Saturday, July 7, 2012

Finalmente a casa.....



In questo ultimo periodo mi sono sentita protagonista di una storia iniziatica. Ho iniziato semplicemente ad ascoltare il cuore. Non è stato semplice salutare la casa in vicolo Sant’Antonio. Quel lunedì ero persa a fare le pulizie finali non contando che sulla stessa porta ci passavo anche 10 volte solo per fare in modo che rimanesse in me la memoria il ricordo vivido di uno dei posti dove meglio ho vissuto. Si la mia Velia aveva il suo mondo a portata di mano gli album delle foto riposti in punti ben accessibili, fogli volanti di ricette a gogò, panni da stirare sempre e rigorosamente piegati poco prima, il pc al tavolo sempre connesso e tutti i miei diari e libri di cucina che da una vita inondano la scrivania.
La mia sigaretta notturna davanti a quella finestra. Chissà quante volte ho guardato per ore il firmamento perdendomi stella per stella e ritrovandomi solo dopo aver catturato con l’occhio la tegola che sovrastava il tetto. Si era la mia casa quella là….Le mie orchidee perennemente in fiore alle quali trovavo un nuovo davanzale affinché il calore del sole le illuminasse per non farle sentire da sole.

Se vuoi del male a qualcuno dovresti auspicargli un trasloco….ed io dopo 14 traslochi in 16 anni sinceramente qualcuno mi ha mandato tanti “auguri” con raccomandata e ricevuta di ritorno.

Raggiungere una concordanza col mondo è impossibile, tutti ci vogliono iperprotetti, ipertecnologici e al passo coi tempi la mia paura è iniziata quando ho appreso che sopo tanto tempo sarei tornata a casa rinunciando così alla mia privacy, parte dei miei rituali e alla quiete che mi ha accompagnata negli ultimi anni. E senza connessione………………..


La casa a Monterubiaglio è diventata un museo, ci sono servizi di piatti che superano abbondamente i 40 anni e la cosa più singolare che è totalmente variegato / scompagnato/spaiato molto kitch e persino vintage! Perciò al momento dell’apparecchiatura del tavolo possiamo vantare uno stile retrò dal fascino insuperabile.

Bicchieri di cristallo, tazze di porcellana. Persino la zuppiera che sto rivalutando perché servire un brodo fatto a regola d’arte con dei tortellini rigoramente fatti a mano anche se fa molto anni 80 sarebbe davvero una figata. Si dopo essere passata al ristorante da ARNALDO a Rubiera alla clinica enogastronomica ragà la zuppiera ora per me è un MUST SI DEVE USARE!!!
Non ti fermi a Rubiera senza aver visto una vera Zuppiera.

Il cassetto delle posate annovera 15 servizi diversi di ogni genere: a fiori su fondo viola, posate verdi, trasparenti, gialle, rosse. Pentole che in vita mia avrò utilizzato pochissime volte e che per motivi di spazio ho relegato momentaneamente in cantina. Con 14 case i cimeli aumentano e trovare il posto ad ogni singolo oggetto è un impresa ardua. Ho trascorso giorni a disseminarla nei vari angoli affinché sembrasse almeno uniforme ma le imprese ardue non sono ancora finite. Forse lo stesso oggetto ha cambiato loco diverse volte e sarà proprio per questo motivo che non trovo mai nulla nel momento del bisogno. Questo è il paradosso della casa museo. Percorrere la stessa metratura migliaia di volte con qualcosa in mano che improvvisamente sparisce.


Ho rivalutato la pace ed il silenzio che caratterizzano la campagna umbra con le sue voci che non sono rumori ma suoni totalmente diversi. L’abbaiare insistente dei cani, il treno in lontananza che veloce scorre su quelle rotaie roventi, il canto delle cicale sino al tramonto inoltrato. Poi inizia lo spettacolo notturno con la volta celeste che senza inquinamento luminoso diventa splendente e brillante come non mai.
Mi perdo in qualche stella riuscendo a toccare con la punta delle dita la Via lattea che attraversa tutto il percorso. Respiro la mia notte profumata col richiamo incessante dei grilli che spettegolano. Me li immagino sparlare con estro. Se mi soffermo ad ascoltarli hanno persino ritmo un ritmo vibrante che è richiamo all’estate piena.
Ecco le lucciole che si perdono tra i filari della vigna come se danzassero e disegnassero per me un augurio di buona vita.

Poi c’è la parte meno romantica ma pur sempre affascinante: il mio gatto dorme 18 ore al giorno, il mio cane abbaia 24 ore al giorno, mio zio mi chiamerà 100 volte al giorno, il telefonino è irraggiungibile se non ci si schiaccia sul vetro delle finestre. Ai 4 lati della casa museo c’è la speranza di avere una conversazione telefonica. Essere schermati e così ben sigillati metterebbe in seria difficoltà anche i cacciatori di taglie, satelliti e Cia inclusa.

Ho comperato una chiavetta usb per navigare in internet ma per avere almeno un tre tacche bisogna immergersi nella radura boschiva e l’unica cosa della quale vado fiera e di aver incontrato un cinghiale curioso che per minuti interi invece di scappare dinanzi alla visione di una bionda aliena ha preferito osservare le mie smorfie alle prese con le luci lampeggianti emanate dalla chiavetta disconnessa. Vabbè solo io potevo prendere un cinghiale senza connessione.
Il Parrino era già pronto col fucile e sinceramente non me la sono sentita di urlare “ohhhh c’è un cinghiale che mi saltella davanti agli occhi”. Tenero cinghialotto curioso per questa volta ti è andata bene.


Le prime sere all’idea della casa sperduta sono stata assalita da paure ben precise: i ladri.
Ho immaginato la scena che seppur drammatica si sarebbe rivelata fatale per i ladri stessi.
Una volta entrati si sarebbero domandati “Qui c’è passato uno tsunami?” “Sono stati già derubati andiamocene via” “Oh wow ci sono i televisori a terra forse ci stanno rendendo il lavoro più semplice…ma li avevi avvertiti??” Ecco la drammaticità da sdrammaturga.

Passeggio per il paese con un occhio attento. Le nuove generazioni non tanto diverse da quella mia. Sono anche loro lì in pianetta, anche loro siedono sugli stessi muretti forse hanno gli stessi sogni, proveranno gli stessi amori. Si il mio paese è pur sempre un bel villaggio.....grazie Monterubiaglio.


E se tutto cambia tutto fluisce e scorre PANTA REI....ora ho tante nuove avventure da rivivere tanto da scoprire e da rivalutare. Qui c'è mia sorella Francesca, mia mamma Rosalba, mia nonna Marsilia, mio zio Peppe detto il Parrino. Ho due splendidi nipoti Giorgia e Cristian. Il sorriso nel vederli sereni e felici mi riempie di gioia. In fin dei conti quella finestra non l'ho mai chiusa è dentro di me....e quando il sole tornerà saprò aprirla e respirare sino in fondo il mio presente.





Wednesday, May 30, 2012

Le Coincidenze Significative & Insight Cinderella dreams

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La sincronicità è basata su altri postulati che, nella vita di tutti i giorni, si traducono come: pensare a una persona e poco dopo ricevere una telefonata che ne porta notizie; nominare un numero e vedere passare una macchina con lo stesso numero impresso sulla carrozzeria; leggere una frase che ci colpisce e poco dopo sentircela ripetere da un'altra persona etc.; che talvolta danno la netta impressione d'essere accadimenti precognitivi legati a una sorta di chiaroveggenza interiore, come se questi segnali fossero disseminati ad arte sul nostro percorso quotidiano per "comunicare qualcosa che riguarda solo noi stessi e il nostro colloquio interiore". Una sorta di risposta esterna, affermativa o negativa, oggettivamente impersonale e simbolicamente rappresentata./ fonti wikipedia.

La mia vita è stata disseminata da intuizioni più o meno azzeccate. Non ho mai smesso di credere della divina provvidenza che tanto il Manzoni celebrava nei suoi Promessi Sposi. Seguire la scia degli eventi senza forzare la mano. Mi sono ripromessa da grande che non avrei mai ricreato con gli stessi schemi mentali  la mia futura Velia. Mentre mi preparavo al salto di qualità avvertivo la consapevolezza che potevano materializzarsi di fronte a me tantissime opportunità
Guardandomi allo specchio fuoriescono sorrisi inaspettati. Era un giorno di giugno e correva l'anno 1996.

Tornavamo in Inghilterra per la seconda volta senza uno straccio di lavoro ma con una casa pagata per tutto il mese di luglio. Sull'aereo raccontavo del sogno che mi ero fatta: che saremmo andati a lavorare un ristorantino sulle montagne con tanti cottage e finestre all'inglese un bel camino a scaldarci. "certo se si va in Inghilterra le finestre saranno all'inglese no? E poi dove l'hai viste ste montagne?"  Mi presero in giro per un bel pò...

 La vita sa sempre sorridere ai giovani che se portano con sè la divina scintilla dell'ottimismo. Volo Roma Fiumicino per Machester con direzione Lincoln. All'aeroporto noi avevamo prenotato un taxi, la signorina al desk ci disse che ci sarebbe venuto incontro il tassista bastava che aspettassimo tutti lì di fuori. Ed ecco che arrivo un signore sulla sessantina "Siete i ragazzi che vengono da Roma? " "si siamo noi" Io ero totalmente sorpresa che fosse un tassista italiano "Oggi grande giornata persino un italiano che ci porta a casa!"    Salimmo in auto tutti felici mentre Nino il tassista ci aggiustava i bagagli nel retro dell'automobile. Una volta salito dallo specchietto retrovisore ebbe modo di guardarmi in faccia "scusate ragazzi c'è qualcosa che non mi quadra ma la ragazza non era inclusa nel gruppo"   IO lo guardai con aria sorpresa "scusi quando abbiamo prenotato il taxi non di certo abbiamo specificato il sesso dei clienti"   "No mi scusi signorina lei non ha capito io sono venuto a prendere tre ragazzi che vengono da Roma dalla scuola alberghiera Di Amatrice e appunto lei che c'entra??"      A parte l'imbarazzo iniziale e le risa che sembravano non finire più ci ritrovammo a scendere da quell'auto in meno di 3 secondi. Dall'altro lato della strada ecco in tre ragazzi Ciccio, Gino & Alessio in attesa del loro nuovo padrone di lavoro.  Spendemmo 20 minuti di tempo per scusarci dell'equivoco. Cavolo era stata io la prima a salire in auto convinta che fosse la volta giusta.....eh si il tassista giusto. Ma Nino non mollò la presa, tirò fuori la sua business card e ci disse "va bene tornate a Lincoln e se in una settimana non trovate lavoro venite da me, io sto a Baslow, Peak District vicino Chesterfield. Ho un piccolo ristorante e sto cercando personale"     Si pura coincidenza, una serie casi fortuiti fortemente significative. Il sogno del Ristorante in Montagna. La settimana successiva eravamo lì a Baslow "Welcome in the pretty village of Baslow, Coates in an easy stroll from Chatsworth, the home of the Duke & Duchess of Devonshire and just a short drive from the historical towns of Bakewell, Buxton and Ashbourne" Impressionante la reggia di Chatsworth era a soli 4 km. La si poteva intravedere dai ponti che univano le stradine. Avevo letto tanto su Giorgiana Cavendish antenata di lady D e sapere di essere lì era troppo COOL:


Ma io non ero Giorgiana Cavendish duchessa del Devonshire anche se ogni tanto me ne andavo là a dipingere e provare a disegnare col carboncino . Ero a Baslow lavavo ininterrottamente per 18 ore al giorno. Facevo la domestica a Ciccio, Gino e compagnia bella. Gli executive chef duravano poco più di un mese. La brigata era simpatica, il posto da fiaba ma il lavoro massacrante. Nino ci aveva "relegati" al piano superiore del ristorante in un bungalow con camera e doccia senza servizi igienici. Sono stati tre mesi assurdi. Andavo al Chesterfield College ogni martedì mattina a studiare l'inglese che si sarebbe poi confuso con lo "slang" parlato al ristorante. Una sera mentre cercavo di uscir fuori incolume da un megapentolone sporco di grasso sentii per caso il proprietario che diceva agli altri "si effettivamente la tengo perchè mi fà pena, pulisce, rassetta ma è di una lentezza che a me fà venire i nervi" Fu lì che capii che in Inghilterra  gli inglesi sono velocissimi nel pulire....non risciacquano mai nulla, non sgrassano e non igienizzano. Mi ricordo che andai a farmi la doccia e ci rimasi sotto per ben 20 minuti a piangere in silenzio. Il giorno dopo al college ero stanca di scrivere quelle lettere ad uno sconosciuto Mr Smith come un improbabile segreteria che cercava di fargli sapere che il treno era stato rimandato. Chiesi alla Teacher "PLEASE oggi ci faccia fare un pensiero libero, non ci faccia correggere queste benedette lettere commerciali"  Lei si mise a ridere e mi diede l'ok. Tornai al lavoro e dissi la mia. Io che chiamavo Nino "il babbo", perchè si intrufolava nelle cose nostre persino se eravamo andati al bagno quando appunto il bagno non l'avevamo. Ribadii che in Italia un posto come il suo lo avrebbero chiuso e che lo ringraziavo infinitamente della grande opportunità lavorativa che mi stava concedendo ma che purtroppo ero in balìa di una cucina dove nessuno faceva il proprio dovere. Pochi giorni dopo ci diede la splendida notizia "finalmente vi ho trovato casa, una semi-detached house ( una villetta bifamiliare) con giardino così sarete tutti indipendenti". Oh yes....quel martedì al college non ebbi molto da scrivere, il mio pensiero libero era solo uno non tanti avere una casa ma avere un cesso, Un bagno personale. Dopo 3 mesi trascorsi in bagni pubblici o ad aspettare che il ristorante aprisse. La Teacher si tirò su con una risata fragorosa dopo aver letto il tema del giorno "you are such a funny person" ed io "yes finally I will have a bathroom".
Ma che ne sapeva lei delle file intermittenti che si protraevano anche mezz'ore intere per andare a fare un goccio.......e non da bere! Da lì la nostra casa condivisa in 4 o 5 a seconda di chi venisse ospitato da Nino, non ha mai conosciuto pulizie a fondo perchè la moquette essendo ricettacolo di acari  e polvere senza HOOVER il respirapolvere era una vera condanna. io costretta a fare lo slalom gigante tra file di panni e piatti delle cene consumate nel dopo lavoro notturno.
Una sera ci mettemmo a fare a gara a chi faceva le patatine fritte dalle forme più originali, praticamente lasciammo l'olio sul fuoco e puzzammo di fritto per mesi. Ricordo che persino il gatto rimase intossicato da tutto quel fumo nero...la Tracy...la nostra bianconera Tracy. Cambiò colore anche lei da quel giorno. Non la chiamai più "patatina" scappò di casa. Come la storia del pesce Romeo a doppia coda prese un colpo di freddo perchè qualcuno della brigata cambiò l'acqua fregandosene della temperatura troppo bassa. Marco ebbe la brillante idea di accostare l'acquario davanti alla stufetta per farlo riprendere ma Romeo tentò il suicidio senza la sua Giulietta.
Stessa sorte avversa ai coniglietti della GreenHouse. Il troppo freddo li ibernò.

Avevamo la lavatrice rotta. Una bella rottura perchè lavare a mano e poi andare a stendere fuori a circa -10°C non è che fosse tanto piacevole. Era più il tempo che cadevo a terra su quelle lastre di ghiaccio con la conca dei panni che alla fine buttavo acqua bollente sotto il filo da stendere. Marco non se lo poneva il problema, lui ogni 10 giorni comperava lenzuola nuove sennò portava quelle usate direttamente in lavanderia.
Marco era un portento. Era capace di stare ore davanti ad un film senza proferire parola. Io e lui andavamo pazzi per i film Bollywoodiani che ogni domenica ci propinava la Bbc. Eravamo gli unici a schiantarci dal ridere: se ne cadeva l'aereo, tutti morti schiantati al suolo dopo un esplosione da bomba atomica....però eccoli tutti truccati a terra manco mezza ferita....insomma era come vedere un cartoons indiano ma con le persone vere. C'era Giordano il cantante italiano latin lover, c'era Alessio simpatico e figo, Ciccio che mangiava a tutte le ore, Gino pacioccone e Giancarlo il gentleman. Io e Gianluca l'unica coppia in mezzo a questa gabbia di pazzi.
Nino che scassava, la moglie Rosemary che l'aveva con me dicendo che ero la classica italiana rompiballe e lamentona e poi LUPO....il cane che aveva dato nome al ristorante IL LUPO da Nino.
Poi c'era anche il mostro di Baslow, un mendicante barbone talmente nero che l'unica cosa che gli vedevi erano gli occhi. Noi avevamo un pò terrore ma in fin dei conti non avrebbe fatto male a nessuno. Lo trovarono morto in una caverna del posto sopreso dal freddo e dalla neve che cadde copiosa quel dicembre 1996.
E poi il pensiero a Sarah, a Liz e David anche loro lì con noi a combattere in quel di Baslow...
Il ristorante fù venduto anni più avanti e Nino e Rosesmary si traferirono nel sud dell'Inghilterra.

Per fortuna che Giordano ( ER MITO) ci disse di presentare il Cv alla Virgin Hotel.
Facemmo il colloquio a Febbraio 1997. Ci presero subito io al Ristorante Avensbury del Mickleover Court Hotel e Gianluca al ristorante italiano Stelline nell'omonimo Hotel. Ma eravamo a Derby......la Virgin Company era il sogno di una vita.
Giusto se vi trovate a Derby e vi dicono di non passare per Normanton Road....beh seguite il consiglio....se raccontassi questa di storia altro che coincidenza significativa si rivelerebbe la storia del secolo.
Cinderella's dreams....


Niente ricette con questo post.....devo ancora digerire la sogliola dello chef spagnolo JUAN che per "insaporirla" dovette lavarla col Fairy Liquid ( detersivo per i piatti). Se si sopravvive a queste esperienze si arriva di sicuro alla meta.....al primo pronto soccorso disponibile. Un bacione

Thursday, May 10, 2012

Pane di Mozzarella farcito con Verdure Miste e Prosciutto



Visto che oramai non parliamo più di cucina anche perchè non ho tempo manco di stirare ho ritirato fuori una vecchissima ricetta che ogni tanto ripropongo al locale. Un pane di mozzarella farcito con verdure e prosciutto.
Ingredienti per Pane alla Mozzarella
1 kg mozzarella fresca
1 kg farina 0
2 bustine lievito birra liofilizzato (14 gr) se usate lievito naturale intorno ai 200 gr di pasta madre
gr 25 di zucchero
gr 20 sale
Visto che non viene utilizzato nessun liquido si presume che in caso la mozzarella non sia molto fresca dobbiate aggiungere del latte ed utilizzare un pò di siero. Perciò occhio ragazzi!!! Non è che mi fate un impasto duro al punto da mandare in trauma cranico il vicino di casa???

Ingredienti per la farcitura:
gr 100 di prosciutto cotto a dadolini
gr 50 ricotta salata grattugiata
gr 20 di pomodori secchi tagliati a listarelle
1 carota e 1 zucchina tagliate a cubetti e ripassate leggermente in padella.

5 gr prezzemolo o basilico fresco tritato
A volte uso anche la rucola perchè mantiene un colore più brillante dopo la cottura.
 

Procedimento
Frullare la mozzarella a purea usando un cutter
Sciogliere il lievito di birra nel siero del latte con poco zucchero
porre nell'impastatrice la farina con la mozzarella, aggungere il lievito ed impastare.
Solitamente la faccio riposare una decina di minuti oppure già la suddivido nelle placche che una volta lievitate andrò a riempire con i vari ingredienti.


Stendere la pasta dello spessore 7 mm su di una teglia con carta da forno ed un filo di olio EVO.
Adagiare al centro il prosciutto a fette o tagliato a listarelle
Grattugiate sopra la ricotta salata, aggiungere i cubetti di carota e zucchine ( fate in modo che siano ben scolati dall'olio di cottura), aggiungere i pomodorini secchi
aromatizzare con sale e pepe
Avvolgere tutto chiudendolo a rotolo. Fatevi aiutare dalla carta da forno.
Lasciare lievitare mezz'ora in un posto caldo poi infornate a 180° con 20% di umidità per circa 30 minuti.



Le versioni sono molteplici, potete decorarlo mentre lo avvolgete con dei semi di papavero, sesamo......semi di lino. Oppure versione liscia come li o preparati io.....ragà anche io finisco i semi di papavero!!!! aehheh

Il maitre patissere Jean mi ricordava sempre "controlla consistenze e temperature" e gli impasti base di pane e pizza sono di diversa consistenza a secondo del prodotto che si vuole creare..la temperatura fà la differenza. Ieri ho provato una lievitazione lentissima in frigo......oggi saprò dirvi che ne uscirà fuori!!!! Altro che prova del Cuoco.....qui ce vole la Prova Divina!!!!