Wednesday, July 30, 2008

Alla Ricerca del Piatto Perduto



Cari Signori,
eccoci arrivati a fine Luglio e come di consueto il nostro paesello Monterubiaglio si prepara per la sagra che in questi ultimi anni lo ha reso celebre protagonista del buon mangiare e bere. Sono fiera di presentare nel mio piccolo angolo questa splendida festa.....complimenti a tutti. Con la collaborazione dei giovani Ass. Pro Loco di Monterubiaglio e di tutta la gente del paese ecco che esce fuori un evento da non perdere...


Dal 31 Luglio al 3 Agosto 2008


ore 20,00 apertura della Sagra


Maccheroni alle Rigaglie


Gnocchi al Sugo di Castrato


Baccalà ai Ceci


Oca Arrosto


Coratella


Tozzetti, Vinsanto e Vino


Primo weekend di Agosto : Alla ricerca del piatto perduto
di Nicola Zappitello
Un tuffo nel passato, un intero paese in fibrillazione gente che va e gente che viene ed un dolce profumo che attraversa tutti i vicoli dell’antico borgo medievale. Questa è “Alla ricerca del piatto perduto” manifestazione che ogni anno puntualmente da un po’ di tempo a questa parte anima le serate agostane di Monterubiaglio.
Un tuffo nel passato in piena regola una goliardica rivisitazione culinaria che fedelmente mani sapienti riproducono facendo attenzione ad ogni minimo dettaglio. Si torna a più di cinquanta anni fa quando nei giorni di festa le massaie davano sfogo alla loro inventiva accontentando tutti grandi e piccini con le loro semplici ma succulente portate.
Erano queste le occasioni in cui ci si ritrovava tutti insieme per il meritato riposo dopo giorni e giorni di duro lavoro.
Già il lavoro quello nei campi nelle vigne negli uliveti che abbelliscono il dolce declivio monterubiagliese anche lì il sudore e la fatica si mescolavano alla gioia dell’incontro conviviale attorno alla tavola imbandita. Così si spiega questa antica ma sempre attuale riproposizione che la Pro- loco e l’intera cittadinanza portano avanti con sacrificio e soddisfazione. Orgogliosi quindi di sventolare una bandiera quella della tradizione sempre viva in tutti noi anche nell’era della globalizzazione e dello slow food.
Ma dopo questo elogio campanilistico al mio paese niente di male visto che siamo sul sito a lui interamente dedicato è ora di allettare i palati anche quelli più sopraffini e difficili. Dopo un antipasto che definirlo tale è quasi un’eresia o dopo quella che è solo il preludio al trionfo della cucina nostrana “la tortuccia” che per chi non la conosce è pasta del pane stesa e fritta ecco i primi. La scelta non casuale cade su due momenti importanti della vita contadina che associava l’utile al dilettevole : la trebbiatura e la domenica giorno di riposo per chi durante la settimana sgobbava da mattina a sera. Giunio ci propone i suoi maccheroni con il sugo di pollo mentre il dì di festa offre gli gnocchi al sugo di castrato.
Il suono delle campane scandiva la giornata lavorativa sacro e profano si associavano ripetutamente ed uno dei contesti preferiti era proprio quello della tavola. Ricordo dei giorni di vigilia quando di mangiare carne era quasi sacrilego è il baccalà cotto ai carboni con i ceci mentre per gli altri giorni….. sicuramente va ricordata la tanto rinomata oca arrosto con patate il piatto per eccellenza della Sagra. Concludono questa stupenda e succulenta carrellata la “coratella d’agnello” e “la trippa “ portate che certamente non hanno bisogno di alcuna presentazione da gambero rosso. Per chi proprio non è tollerante a questo o quel piatto c‘è una specie di ancora di salvezza rappresentata dalla classica salsiccia.
Contorni a parte tutta la lauta cena sarà innaffiata dai Vini della Cantina Monrubio frutto del lavoro di intere generazioni che si alternano da sempre tra le vigne che tutto il Mondo ha imparato a conoscere. Che dire infine l’invito è rivolto a tutti a gustare l’intero menù ed a visitare il borgo medievale avvolto almeno per queste stellate serate da un’atmosfera un po’ più speciale.



Saturday, July 19, 2008

Sapore di mare...sapore di sale!

Ora che le vacanze sono alle porte e che la dieta è stata relegata in soffitta c'è solo un piccolo particolare da tenere a mente prima di partire.....cercare di limitare l'uso del sale in cucina.


Ultimamente quando andiamo a cena fuori la stessa notte sono costretta a tenermi la mitica bottiglia d'acqua a portata di mano per non morire di sete. Sete che si tramuta persino in incubo.


E mi trovo dispersa nel deserto in cerca di acqua da bere...oppure mi alzo vado in cucina e l'acqua non c'è...apro il rubinetto e persino lui si rifiuta di buttare giù quelle due gocce che potrebbero salvarmi la vita. E allora puntualmente quando sono a cena fuori chiedo di esser più parsimoniosi con il sale. A casa la nonna Marsilia mi dice che io mangio "Sciapo" ossia insipido e la nonna Parisina (toscana dop) mi rifila la solita frase " Oh citta ma sto pomodoro l'è sciocco e poi un pizzico di sale sta bene anche nel dolce.
Ed io abbozzo con il mio sorriso rimanendo di sale.


Che posso fare? cercare di educare in modo opportuno senza urtare la suscettibilità di nonne e mamma inclusa suocera!

Non voglio di certo bandirlo dalla mia tavola ma la mia è una scelta spontanea e si sposa con la visione di un modo più salutare e gustoso ( sembra buffo usare questo aggettivo) di cucinare.E poi come glielo spiego che si vive meglio con poco sale sulla tavola e con più sale nella "zucca".

Il cloruro di sodio è il sale di sodio dell'acido cloridrico ed è il comune sale da cucina.


Una polvere bianca di color cristallino. Un minerale che con i suoi ioni di sodio è importante per la trasmissione degli impulsi nervosi e nella regolazione della contrazione muscolare in particolare del cuore.. ma se assunto in quantità eccessive può essere causa di malattie a carico dell’apparato cardio-vascolare e provocare uno stato di ipertensione arteriosa.



Il sodio è già naturalmente presente in molti cibi che consumiamo quotidianamente. Una riduzione dell’introito di sodio, in modo da raggiungere livelli di assunzione più vicini a quelli raccomandati ed una dieta povera di sodio può aiutare a diminuire l’eventuale dosaggio dei farmaci antiipertensivi a persone che hanno già problemi di questo genere.

Sinceramente non mi stanco mai di ribadire di leggere le etichette di tanti prodotti che giornalemnte entrano dentro casa nostra. perchè la quantità di sodio contenuta è sempre indicata. Perciò attenzione a quando si legge cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, glutammato monosodico, nitrato e nitrito di sodio.

E prima che la nonna mi uccida con la mannaia, vi ricordo ancora che a tavola è consigliabile aggiungere il sale solo all'acqua di cottura della pasta ed eventualmente insaporire le pietanze con spezie ed aromi, che possono renderle altrettanto gustose.


Dare precedenza a carni bianche come pollo e tacchino o coniglio consigliate le carni bianche oppure a pesci d’acqua dolce (trota, luccio, carpa) oppure pesci di mare tipo sogliola, merluzzo, orata, dentice. E' meglio preferire i formaggi freschi a quelli stagionati evitando i condimenti animali (burro, lardo, strutto) e far uso di olio extravergine di oliva.

E per noi "Girls" che attendiamo l'arrivo della prova costume con tanta ansia dovremmo sapere che il sale è il nemico numero uno per una dieta anticellulite.

Dunque la prima regola da seguire per chi soffre di ritenzione idrica, o per chi intende prevenirla, è di ridurre l'assunzione di sodio: sostanza che il nostro organismo assume principalmente sottoforma di cloruro (il comune sale da cucina).



Il sodio trattiene acqua all'interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l'esterno. A prescindere dal fatto che alcune persone sono geneticamente predisposte ( me inclusa) a trattenere il sodio.


Il fior di sale della Camargue è un sale grezzo molto più grosso del sale che utilizziamo in cucina che si produce nel sud della Francia. E' ben conosciuto per la sua caratteristica di non essere raffinato e di essere poco ricco di cloruri.

Il sale cristallino dell’Himalaya, è un sale marino integrale che si è formato circa 250 milioni di anni, privo di sostanze inquinanti che si mantiene in cristalli di diverso colore.
Conosciuto è appunto il sale rosa dell'Himalaya.
La sua assunzione ha effetti riequilibranti e favorire il miglioramento di malattie della pelle, regolando anche la pressione del sangue, pulendo l'intestino e depurare l'organismo dalle tossine.

Sale iodato è un tipo di sale a cui è stata aggiunta una quantità sensibile di ioduro di potassio, al fine di ristabilire il tasso di iodio che il sale aveva prima di essere lavato.
Essa produce ormoni che cooperano allo sviluppo del sistema nervoso centrale, alla crescita, alla maturazione sessuale e al metabolismo. Per fare ciò, la tiroide si serve appunto di iodio, che rappresenta infatti un elemento costitutivo di quegli ormoni di cui si diceva poc’anzi. È bene che lo iodio non manchi dalla nostra dieta.


E' bello dirlo: SALE. Un sostantivo che con la sua musicalità rimane contrapposta all'essenza stessa del concetto che esprime.

Alberto Perretti nei sui libri descrive il sale in questo modo:
Povero Mediterraneo sfruttato, mare nostro, salato per natura, ma intimamente dolce.
Tu, enorme più che infinito, potente e determinante, come una barriera a livello dei piedi, che m'impedivi la via, la fuga il cammino.
Con te c'era il vento, tuo amico e complice.
Che belli insieme a percorrervi la superficie l'uno dell'altro, che brividi in quei veli, ora lucidi, ora opachi, sconfinati, come pelle d'oca di mare.
Poi è arrivato l'aereo, il viaggio di massa, la discarica dei fiumi, anche tu sei stato calpestato.
Non sei più una barriera invalicabile, argine alla fantasia: anche le tue quinte sono state svelate.
Per chi ti ha sempre avuto, dentro e fuori e intorno rimani amore e timore.
Dal mio amore per te, mi deriva questo uso parco di sale in cucina: perchè tu del sale sei il padre.


Piccolo suggerimento della settimana...visto che la nonna non si è accorta che l'ho acquistato online....uhhh!

Associazione Cuochi "Pellegrino Artusi" Cucinare con il Sale Dolce della Romagna

Le Ricette di Re Sale di Cervia

Senza andare troppo lontano e volare sino alle vette "Himalayane" proprio qui in Italia abbiamo un prodotto particolare: il sale di Cervia.
Da sempre il sale di Cervia è conosciuto come un "sale dolce", per la delicatezza al palato grazie alla minore presenza di cloruri amari. è un sale marino integrale, prodotto, raccolto e confezionato secondo il metodo tradizionale del Parco della Salina di Cervia.
Non viene trattato con additivi per migliorarne la cospargibilità, né aggiunto iodio chimico, in quanto iodato naturalmente. Non essiccato artificialmente, semplicemente lavato con acqua di mare ad alta concentrazione e centrifugato, mantiene la sua naturale umidità (2%), che è tipica del sale marino non raffinato, consentendo la presenza di tutti gli oligoelementi presenti nell'acqua di mare, come lo iodio, lo zinco, il rame, il manganese, il ferro, il magnesio e il potassio.
Da sempre è conosciuto come un " sale dolce", non perché con minore capacità salante, ma per una più limitata presenza dei sali amari.






















Wednesday, July 16, 2008

Premio al Buon Corazon




Dopo ben tre settimane dalla premiazione mi accingo a ringraziare la cara Pippi che con questo premio al Buon Corazòn mi ha riportato con i “piedi sul mio Blog “.
Insomma un premio che sento mio e che forse mi si addice…
Il Cuore è la nostra sola risorsa e noi donne sappiamo come fare quando si tratta di questo!
Ed ecco Il meme breve, gradevole ed oltremodo piacevole:

un colore: bianco

un numero: 8

un libro: da pura intellettuale "la quale non lo fossi mai stata"….insomma bando alle ciance l’ultimo libro letto “Gomorra” di Saviano e sto finendo “La casta” e sto assumendo medicinali per la gastrite nervosa.

un film: "Perfect Strangers”

una pietanza: ? sono onnivorissima

un dessert: Crostate e Mousse

un posto: Positano, Costiera Amalfitana

un momento del giorno: la mattina alle 5…prima di andare a dormire perché so con certezza che riposerò le mie povere membra per qualche ora.

blogs, chat, forum: blogs travel, wild shopping su Internet…frenatemiiii!!!

un punto di riferimento attuale: il mio fidanzato Gianluca

un punto di riferimento storico: la nonna e solo la nonna…

un punto di riferimento di fantasia: purtroppo la Barbie…mi dispiace cara Pippi ma devo dire la verità ti copio su questo...poi volevo essere come Lady Oscar e giocare a pallavolo come Mila & Shiro...essere come la streghetta Bia.....

una canzone: “Always” Bon Jovi

progetti immediati: ....vacanze in Costiera Amalfitana

sei felice: si

osi dire la tua età:…34 e so che il tempo passa…..aiutoooo!
Ora questo meme con premio incorporato lo dedico al mio grande caro amico Bonga augurandogli di tornare presto a casa, al mio maestro Sergio Maria ( hai visto ho cambiato il tuo banner???) e ad una coppia di bloggers davvero affiatata Luca e Sabrina .

Sunday, July 13, 2008

Le Pomme d'Amour

Sono sicera se vi la "Pappa col Pomodoro" questa è la stagione perfetta.
In questi giorni in cui la fatica si fà sentire non faccio altro che vedere pomodori ed ancora pomodori che vengono dal nostro orticello sito in Monterubiaglio.
Profumo di terra per ricordare le nonne e le mamme indaffarate a preparare le conserve di pomodoro che avremmo poi degustato durante il periodo invernale.

Per noi italiani sarebbe quasi impossibile immaginare e concepire una cucina priva del colore e del profumo del pomodoro che con il suo stile inconfondibile arricchisce la nostra tavola.

Il pomodoro ( Lycopersicon Esculentum) è l’ortaggio a frutto di maggior consumo in Italia infatti per la sua versatilità lo rendono indispensabile in molte preparazioni tipiche della cucina mediterranea perché si abbina a tantissimi piatti come carne e pesce ed è l’ingrediente principale per la preparazione di salse e sughi che arricchiscono molti dei primi piatti di pasta che compongono la cucina italiana.
Sono piante che raggiungono di solito anche i due metri di altezza, hanno delle foglie lunghe con fiori a grappolo distribuiti lungo il fusto e ramificazioni varie.
Il suo frutto denominato pomodoro, è una bacca rossa ( il colore viene dato dal carotenoide denominato Licopene) con forme e dimensioni diverse a seconda della varietà, con una polpa dal sapore dolce-acidulo ricca di vitamine (A, C, B1, B2, K, P e PP).
Ha un notevole apporto nutrizionale perché ricco di potassio e beta carotene presente in massima quantità a maturazione completa. Nella composizione del pomodoro entra un elevata quantità di acqua (94%) che gli conferisce ottime proprietà dissetanti e rinfrescanti. Sono presenti anche discrete quantità di acidi in particolare di acido citrico fondamentale nel rendere le conserve più sicure. Va ricordato che le conserve di pomodoro sono tra le conserve più “sicure” proprio per la presenza di acido citrico che combatte il temibilissimo Clostridium Botulinum che in ambienti acidi non sviluppa.
La pianta è originaria del Cile e dell’Ecuador, dove per effetto del clima tropicale offre i suoi frutti tutto l’anno, mentre nelle nostre regioni ha un ciclo annuale limitato all’estate, se coltivata all’aperto. La coltivazione della pianta del pomodoro era diffusa già in epoca precolombiana in Messico e Perù, fu poi introdotta in Europa dagli Spagnoli nel XVI secolo. Al pomodoro venivano attribuiti misteriosi poteri eccitanti ed afrodisiaci e, per tale motivo, veniva impiegato in pozioni e filtri magici dagli alchimisti del ‘500 e del ‘600. Forse ciò aiuta a comprendere anche i nomi che le varie lingue europee attribuirono a questa pianta proveniente dal nuovo mondo: love apple in inglese, pomme d’amour in francese, Libesapfel in tedesco e pomo (o mela) d’oro in italiano, tutte definizioni con un esplicito riferimento all’amore.
Il grande scrittore Manuel Vascquez Montalbàn nel suo Ricette immorali scrive "(...) Non fate la guerra, ma pane e pomodoro (...) Ovunque e sempre."
Le espressioni derivanti del pomodoro trovano origine dalla parola atzeca Xitomatl ( grande pianta di pomodoro) da non confondere con un altro termine Tomatl che le stesse popolazioni del centro america usavano per descrivere un'altra pianta, oggi chiamata tomatillo, simile al pomodoro con dei frutti di colore verde-giallino.
Per noi il pomodoro arriva ufficialmente in Italia alla fine del 500 trovando situazioni climatiche favorevoli al Sud al punto da far cambiare il caratteristico colore oro che diede il nome alla pianta fino all’attuale rosso grazie a numerosi selezioni ed innesti. Il pomodoro fu gradualmente inserito nei primi trattati di gastronomia europea a partire dalla seconda metà dell’800 e nell’edizione del 1819 del “Cuoco Galante” firmato dal grande cuoco napoletano Vincenzo Corrado. Don Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino codificando le evoluzioni delle locali tradizioni messe in atto dal popolo, propose di condire la pasta col pomodoro introducendo le modalità sopra espresse nella seconda edizione della sua Cucina Teorico Pratica scritta nel 1839. Forse sarà anche per questo che la “Pummarola” rimane uno dei baluardi della cucina napoletana.
I pomodori commercializzati appartengono a numerose varietà in funzione di come vengono utilizzati. Ufficialmente se ne contano 323 ma solo una ventina sono le varietà tradizionali italiane al 100% definiti per questo Ecotipi locali
Pomodori da mensa hanno il frutto tondeggiante con superficie liscia o costoluta con buccia con polpa farinosa ottimo per insalate: cuore di bue, palla di fuoco e costoluto genovese. I ramati che per la loro polpa consistente sono indicati per preparazioni concassè o ripieni.
Pomodori da pelati e da salsa hanno il frutto allungato, polpa soda, superficie liscia e colore rosso intenso. Le varietà in uso per la preparazione dei pelati sono i san marzano, vesuviani, lampadina. Da non dimenticare i pomodorini a ciliegia ottimi per le insalate per il loro gusto dolce prestandosi per preparazioni ripiene a crudo, al forno e persino sottolio.
Pomodori da concentrato e succo hanno il frutto tondeggiante, ottima consistenza con un succo generalmente più denso e zuccherino ottimo per la preparazione di succhi e concentrati.


Una nota speciale va spesa per i Pomodori vesuviani del pendolo detti anche spongilli che crescono sui terreni impervii del Vesuvio. Questo pomodori abituati al caldo per vivere non hanno bisogno di acqua ma del sole. Si raccolgono in estate e si possono conservare fino a Natale: l’importante è che si lascino in un luogo fresco a penzolare appunto “ a piennolo”.

Salsa alla Marchese Aldo

300 Gr pomodorini vesuviani del pendolo
foglie di basilico
1 spicchio d’aglio
Ricotta salata grattugiata
Olio extravergine di oliva q.b
Sale e pepe q.b.


Lavate bene i pomodori sotto l’acqua fredda, asciugateli e tagliateli a metà facendo fuoriuscire l’acqua interna ed i semi. Frullate i pomodorini con olio, aglio ed abbondante basilico. Aggiustate di sale e pepe. Una volta scolata la pasta ripassare in padella con la purea di pomodoro a crudo aggiungendo a piacere della ricotta salata grattugiata…..
Buon Appetito!!!
Piccola Curiosità: Il Marchese Aldo Sersale fondatore dello splendido Hotel 5 stelle
LE SIRENUSE di Positano amava fare questa salsa aggiungendo ai pomodorini del grana o parmigiano a cubetti.

Friday, July 11, 2008

ALEX the BONGA




Ciao Alessandro,


ci manchi tantissimo....non puoi lasciarci qui da soli.
E' un momento difficile dove le parole vengono meno ma noi non ci arrenderemo affinchè tu possa tornare qui in mezzo a noi.
Ti aspettiamo a braccia aperte!
Velia & Gianluca


Se cerchi gli angeli...
non guardare molto lontano.. essi non sono distanti.. ma sono qui.. vicino a noi.. vestono i nostri abiti, sorridono con il nostro volto.. vivono in noi.
Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad Amare..
Amore.. che grande parola... amore è delle piccole cose che alla fine sono le più grandi.. amore è accogliere con un sorriso.. perché nessuno mai sarà così povero da non poter donarne uno..
amore è quel tocco dato ad uno sconosciuto.. ma che parte dal cuore, amore è cercare in fondo, dentro di noi.. e in quel meraviglioso scrigno chiamato cuore trovare noi stessi.. avere la forza e l'audacia (perché è audacia in questo mondo) di donare e mostrare le perle preziose che in esso possediamo.
Non lasciare che gli eventi o le persone spezzino le tue ali.. è difficile perché se doniamo tutto.. tutto possiamo perdere.. ma in realtà tutto ci viene donato attraverso la vita che è tale solo se vissuta con amore.
Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo.. non chiedete spiegazioni alle mie parole.. partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare.. e quell'angelo è ora.. il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura
ci sono dei momenti della mia vita in cui esso si vuol far sentire.. quei momenti li chiamano "pelle d'oca" ma io li chiamo "il tocco di un angelo" ascoltate quei momenti.. sono i più importanti perché l'angelo che c'è in te, ti vuole parlare...
SIAMO ANGELI CON UNA SOLA ALA......POSSIAMO VOLARE SOLTANTO ABBRACCIATI!